Leonardo e Luca, studenti federiciani, medaglia d’argento nel Beach Sprint, disciplina del canottaggio

Leonardo Litterio e Luca Vitobello, due studenti dell’Ateneo Federico II, entrambi del Circolo Canottieri Napoli, hanno vinto la medaglia d’argento di Beach Sprint nella categoria universitari nella competizione che si è svolta a Palermo, sulla spiaggia e nel mare di Mondello ed a Fano, il 17 aprile, nella stessa specialità, Vitobello è salito sul gradino più alto del podio. Il Beach Sprint è una disciplina del canottaggio che si è sviluppata negli ultimi anni.

Prevede una breve corsa sulla spiaggia e una sfida in mare sui 500 metri tra andata e ritorno, per concludersi poi con un’altra corsa sprint sull’arenile. Litterio ha 23 anni e frequenta il Corso di Laurea Magistrale di Comunicazione Pubblica, Sociale, Politica presso il Dipartimento di Scienze Sociali. “Ho iniziato a praticare il canottaggio – racconta – tramite mio nonno, che era socio fondatore della Canottieri.

Mi ha introdotto lui ed ho provato alla Canottieri anche altri sport, dal nuoto alla pallanuoto. Ho scelto il canottaggio perché ho trovato in questa disciplina un gruppo molto coeso e allenatori molti disponibili. In più mi ha affascinato la possibilità di praticare sport all’aperto sia durante le uscite a mare, sia nel corso degli allenamenti a Lago Patria”. Gli inizi, peraltro, non sono stati dei più semplici. “La prima volta in cui mi sono approcciato alla barca – ricorda – ho temuto che non fosse il mio sport. Vedevo molte complicazioni e poi remare con le spalle alla direzione di marcia all’inizio può creare un po’ di timore. È un po’ destabilizzante. Poi ci si abitua e ti crei i tuoi riferimenti”. Litterio si è allenato e ha gareggiato in composizioni differenti di equipaggio.

“Ho sempre preferito – dice – le formazioni in barca da 2 o da 4”. Nel periodo di maggiore impegno, quando era a scuola, si allenava anche 12 volte alla settimana: “Facevo due sedute al giorno per sei giorni. Una prima di entrare a scuola e una nel pomeriggio. Corda, pesi, remoergometro (uno strumento di simulazione della vogata, n.d.r.) e tutta la parte che riguarda la barca. Molta corsa in città, naturalmente”. Adesso deve conciliare la pratica sportiva con gli impegni universitari.

“Ora mi alleno 4 volte alla settimana e gestisco i due impegni, quello sportivo e quello universitario, con relativa tranquillità. Il mio ruolo è un po’ cambiato, al Circolo Canottieri do anche una mano nel seguire i ragazzi più giovani”. Ritorna alla recente competizione di Beach Sprint a Mondello: “Siamo partiti da Napoli il 27 marzo mattina e rientrati il 29 sera. Lì avevano affittato un villino. Complessivamente hanno partecipato alla competizione circa 800 atleti, non tutti per la categoria universitari. Il venerdì avremmo dovuto disputare le qualificazioni, ma sono state cancellate a causa del meteo sfavorevole. Sabato abbiamo disputato la finale a botta secca ed abbiamo conquistato l’argento”.

Diventerà una disciplina olimpica

La differenza tra vogare a mare e sul lago: “Cambiano le imbarcazioni, quelle da mare sono più larghe ed è differente la tecnica di voga. Al lago o al mare che sia, comunque, il canottaggio è uno sport bellissimo, per quanto impegnativo. Ho visto in acqua albe e tramonti indescrivibili. Sono emozioni che annullano la fatica”. Il futuro del Beach Sprint: “Diventerà disciplina olimpica”.

È stata infatti aggiunta al programma dei Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 in sostituzione del doppio pesi leggeri. Luca Vitobello, l’altro componente dell’equipaggio federiciano che si è aggiudicato la medaglia d’argento a Mondello e l’oro di recente a Fano, ha 18 anni e studia Ingegneria Informatica. “Ho iniziato il canottaggio alle scuole medie – racconta – perché il Circolo Canottieri propose agli studenti della mia scuola un anno di pratica sportiva gratuita. Io per la verità avevo sempre avuto problemi con gli sport, ero sempre stato un poco impacciato.

Avevo praticato nuoto e basket, ma nessuno dei due mi piaceva granché. Iniziai come un obbligo anche il canottaggio, ero spinto soprattutto dai miei genitori, che pretendevano praticassi uno sport. Poi mi ha conquistato perché mi ha permesso di mantenere per tutto l’anno il rapporto con il mare, che mi è sempre piaciuto e ho sempre apprezzato andando in barca con i miei familiari”. La conoscenza con il Beach Sprint risale al 2023: “In quell’anno ho partecipato al campionato italiano. È una variante del canottaggio che mi piace molto perché è particolarmente dinamica e perché è anche molto divertente da seguire per gli spettatori. Si sta diffondendo rapidamente”.

La corsa in spiaggia per raggiungere l’imbarcazione copre un tragitto di 50 metri. “C’è chi mette calzini antiscivolo – spiega lo studente – ma io preferisco affrontarla a piedi scalzi”. Il percorso a mare “nei primi 250 metri prevede un slalom tra le boe. Il rientro a terra, anch’esso di 250 metri, è in linea dritta. Poi tutto si conclude con un’altra corsa sulla spiaggia, fino a raggiungere un pulsante che va pigiato. È davvero divertente, oltre che impegnativo”.

Luca attualmente si allena ogni giorno della settimana per circa tre ore. “Preferisco la mattina, dalle 8.00 alle 11.00. Naturalmente sono flessibile, perché devo incasellare l’impegno sportivo con la necessità di frequentare i corsi universitari e di preparare gli esami. Talvolta un poco arranco, sono ritmi di vita faticosi. Non rimpiango nulla, però, e sono felice di poter dedicare parte della mia giornata allo sport che amo e che mi dà soddisfazione”.
Fabrizio Geremicca

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