Agraria, una “Facoltà ultramoderna”

“Siamo una Facoltà moderna che si sta trasformando in una Facoltà ultramoderna”. Sono queste le parole con le quali al Preside Paolo Masi piace definire la Facoltà da lui guidata, quella di Agraria, che ha sede a Portici presso la Reggia Borbonica. Erede di una antica tradizione risalente all’ottocentesca Scuola Superiore di Agricoltura, Agraria si presenta oggi come il luogo di formazione per eccellenza di chi intende lavorare nel settore produttivo agroalimentare e in quello della tutela ambientale, da un punto di vista sia tecnico che gestionale. Sono quattro i Corsi di laurea triennale offerti alle aspiranti matricole: Tecnologie agrarie, Tecnologie alimentari e Scienze forestali, Viticoltura ed Enologia, corso a numero chiuso con sede ad Avellino, più l’interfacoltà con Veterinaria Tecnologie delle produzioni animali. 
Modernità nei contenuti scientifici e nelle modalità didattiche, che da tempo hanno anticipato le più attuali tendenze formative. “Trasmettiamo un sapere molto vasto, che serve per affrontare problematiche complesse”, dice il prof. Masi, “e lo facciamo con grande attenzione alle esigenze degli studenti. I precorsi di inizio settembre, con i quali puntiamo a colmare le eventuali lacune di base delle matricole, li teniamo da circa dieci anni. Per coloro che trovano difficoltà nello studio organizziamo anche corsi di recupero durante l’anno. Negli ultimi mesi, inoltre, abbiamo lavorato per un riequilibrio del carico didattico, prevedendo che a partire da quest’anno le lezioni si svolgano in due periodi da dieci settimane ciascuno, per tre giorni di fila alla settimana, in modo che i ragazzi abbiano più tempo da trascorrere a casa a studiare”. Dal prossimo anno i corsi partiranno anche in inglese, nell’ottica di una spinta verso l’internazionalizzazione. Si cercherà di incentivare gli studenti ad optare per gli esami in lingua riconoscendo dei crediti in più rispetto a quelli attribuiti ai corrispondenti esami in italiano.
Il Preside avverte: si 
studia biologia, chimica, fisica-matematica 
Lo studente al quale la Facoltà di Agraria si rivolge ha forti interessi scientifici e vorrebbe occuparsi di attività tecnologiche collegate con l’ambiente non urbano. Il laureato in uno dei Corsi di Agraria non è indirizzato alla gestione dell’azienda agricola tout court, ma guarda al settore produttivo nel suo complesso, senza dimenticare la dimensione della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile. “Se un po’ di nostri laureati fossero stati mandati sulla montagna del Sarno, certi scempi non si sarebbero verificati”, afferma il Preside. Che però avverte: “i nostri percorsi di studio sono basati essenzialmente sul sapere biologico, chimico, fisico e matematico. Chi si iscrive sperando che gli studi siano poco scientifici rimarrà deluso, avrà un impatto negativo. Siamo la Facoltà in cui tra i docenti ci sono più chimici dopo quella di Scienze, più ingegneri dopo quella di Ingegneria, più medici dopo quella di Medicina”. 
Negli ultimi 6 -7 anni, Agraria si è attestata intorno ai 450 immatricolati, con un ottimo rapporto studenti-docenti. L’80% degli iscritti proviene da aree cittadine e non rurali (“che lo studente di Agraria fosse solitamente figlio dell’imprenditore agricolo era vero prima della seconda guerra mondiale”, precisa il Preside Masi), il 60% ha frequentato il liceo classico o scientifico. 
La modernità si incontra con la tradizione anche per quanto riguarda le sedi, tutte concentrate in una sorta di campus: nell’antica Reggia di Portici si trovano la Presidenza, la Biblioteca centrale e l’Ufficio Orientamento, mentre le attività didattiche si svolgono nelle aule del complesso Mascabruno, un edificio sito nel parco che circonda la Reggia. Entro il 2010 saranno consegnate inoltre le nuove strutture in costruzione nel territorio di Ercolano (al confine con Portici), presso le ex Officine Fiore, dove troveranno posto laboratori di ricerca e aule per corsi di formazione superiore come master, dottorati e specializzazioni.
Sara Pepe
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