Concorso della Microsoft, due gruppi studenteschi napoletani nei primi 10 posti

Grande soddisfazione per la Facoltà di Ingegneria: ben due i team di studenti napoletani collocatisi tra i dieci finalisti alla selezione nazionale del Microsoft Imagine Cup. Il concorso di information technology indetto dalla Microsoft, che quest’anno ha come tema l’ambiente e lo sviluppo sostenibile, ha visto 5 mila partecipanti in Italia e 130mila in tutto il mondo.   
La finale italiana si è svolta a Roma tra il 5 ed il 7 maggio: i primi classificati, Shining Bits, dell’Università di Udine, accederanno alla finalissima che si terrà a Parigi a luglio e che premierà il vincitore con un premio di 15mila euro.
I due gruppi della Federico II, anche se non concorreranno a Parigi, hanno però raggiunto la vetta tra i team italiani: WDWell, composto da Fabrizio Lapiello, Alfonso Letizia, Giuseppe La Starza e Roberto Falso, con il progetto DoMus ha conquistato il terzo posto; Think Green, formato da Marco Chimenti, Fabio Daniele, Barnardino Erra e Emma Montella con il progetto GeoFeed, ha suscitato l’interesse della commissione per la sua attualità e versatilità. Tutors delle due compagini, rispettivamente, i professori Domenico Cotroneo e Sergio Di Martino.
“Il tema di quest’anno era l’ambiente- racconta Chimenti, 24enne studente di Ingegneria Informatica- e noi, come napoletani, ci siamo sentiti particolarmente colpiti e spinti ad intervenire con un nostro progetto, in particolare in relazione al problema dei rifiuti”. Ad attirare l’attenzione sul tema è stato un articolo della rivista ‘The Lancet Oncology’ in cui, già  nel 2004, si parlava del triangolo dei tumori in relazione alla crisi rifiuti. “La risposta arrivò dal Reparto di Epidemiologia dei Tumori e dall’Ufficio di Statistica che contestavano i dati riportati sulla rivista scientifica. Fu poi proprio il Direttore dell’Osservatorio Epidemiologico regionale campano a mettere in evidenza l’inadeguatezza degli attuali sistemi di monitoraggio. Da qui è nata l’idea di sviluppare un software che mettesse in relazione i vari dati forniti dalle Asl sulle incidenze di determinate malattie e sui tassi di mortalità  per verificare casi di concentrazioni anomale”. Il  team Think Green ha dunque puntato alla progettazione di un programma che potesse fornire una fonte di dati centralizzata, sia di informazioni sanitarie che di informazioni ambientali, per rappresentare su mappa tutti i dati raccolti e avere una chiara visione della distribuzione di fenomeni sanitari collegati eziologicamente con agenti inquinanti presenti sul territorio. “Quello che interessa, al di là della gara per la quale non abbiamo presentato una grossa innovazione dal punto di vista scientifico, è l’utilizzazione reale del software in diversi settori: noi lo abbiamo creato per l’individuazione, ad esempio, di zone a rischio per la vicinanza a discariche non censite, ma può essere impiegato per tanti altri fattori, campi elettromagnetici, assenza di zone verdi, inquinanti chimici etc..Infatti la grande novità è la visualizzazione dei dati su mappa, che permette di individuare subito le zone con forte incidenza di determinate malattie e quindi collegarla a determinati elementi inquinanti”, spiega Chimenti.
Dedicato, invece, alla gestione dell’energia domestica è il progetto DoMus: “un termine che nasce dall’unione di due termini il primo è DOmotica e il secondo doMUS; il primo termine indica la disciplina che si occupa di studiare le tecnologie atte a migliorare la qualità della vita nella casa grazie all’automazione ed il controllo di processi ripetitivi; il secondo, invece, è una parola latina che indica una tipologia di abitazione utilizzata nell’antica Roma”, spiega Lapiello, studente al secondo anno di Ingegneria Informatica. L’idea degli studenti: realizzare un progetto che si occupasse della gestione automatica degli assorbimenti di energia elettrica nelle abitazioni private. Una proposta che si collega al tema del concorso di quest’anno “in quanto riducendo gli sprechi energetici si può pensare ad una casa più vicina ad un concetto di sviluppo sostenibile ed ecocompatibile grazie all’utilizzo di un impianto fotovoltaico”. “Abbiamo lavorato a questo progetto dal settembre 2007- aggiunge Lapiello- e siamo tutti molto soddisfatti dell’obiettivo raggiunto: ottenere il terzo posto in una competizione simile è una grande soddisfazione. Avevo già partecipato all’Imagine Cup lo scorso anno, posizionandomi tra i primi dieci. La prossima edizione punterò al primo posto per arrivare alla selezione internazionale”. “Questa esperienza, al di là del posizionamento, arricchisce il bagaglio culturale, anche perché ci si confronta con tanti giovani studenti provenienti da tutta Italia”, dice Lapiello che, con il suo gruppo, è in attesa anche di buone nuove da parte di un’azienda straniera, “che ha preso in considerazione il nostro progetto per una attuazione pratica”.
Valentina Orellana
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