Il Preside: “vogliamo solo studenti motivati”

Scegliere Ingegneria del Federico II per la sua storia e perché costa meno! Il Preside della Facoltà, Edoardo Cosenza, appena riconfermato per un nuovo quadriennio, non usa mezzi termini nell’affermare “non consiglio di andare a studiare altrove, perché i costi sono più alti. Le nostre tasse sono di un terzo più basse rispetto a quelle di Milano o Torino. Ci sono ottimi docenti, una didattica consolidata e meno spese”. Insomma, cosa chiedere di più? Soprattutto se si considera che quella napoletana è la Scuola di Ingegneria più antica d’Italia, fondata nel 1806, ma già attiva in epoca borbonica come Corpo del Genio Militare. E che oltre ad avere una grande storia, è anche una Facoltà ben salda nel presente, se dalla classifica 2008 redatta dall’Istitute of Higer Education della Jiao Tong University di Shanghai, si situa tra le 100 Facoltà d’Ingegneria migliori al mondo – in Italia le fanno compagnia solo il Politecnico di Torino e La Sapienza di Roma – su un totale di sole 21 sedi rientranti nella classifica per l’intero continente europeo.
I motivi per scegliere Napoli sono allora davvero tanti, ma il Preside tiene a sottolineare: “noi vogliamo solo studenti motivati. Quella dell’Ingegneria è una scelta difficile. Bisogna essere motivati ed appassionati altrimenti non si arriva a raggiungere il risultato sperato e lo studio diventa uno strazio, una tortura”.
OFA: 800 studenti 
in 7 prove
A stimolare un ulteriore momento di riflessione è il test di valutazione, con  i relativi Obblighi Formativi Aggiuntivi in caso di risultati scadenti. “E’ accertata la correlazione tra il punteggio raggiunto al test e il voto di laurea”,  spiega il Preside. “Non sottovalutate il test. Naturalmente la singola prova di valutazione può essere andata male perché quel giorno si aveva mal di testa, o per qualunque altro motivo occasionale, per questo sono stati introdotti gli OFA, grazie ai quali il ragazzo può recuperare”. In sette prove previste durante l’anno per il recupero degli OFA, sono stati circa ottocento gli studenti che hanno recuperato il debito, ma a chi ancora non ce l’ha fatta il Preside Cosenza suggerisce “di lasciar perdere. Bisogna essere autocritici. Se già dopo i primi due mesi non si riesce a prendere il ritmo, allora è il caso di cambiare Facoltà”.
L’immagine dell’Ingegnere continua, però, ad avere molto fascino e sono sempre tantissimi, circa 2700 ogni anno, coloro che si iscrivono alla Facoltà. Molti sicuramente attratti dalle ottime prospettive occupazionali, indifferentemente dal Corso di Laurea scelto tra quelli attivati (Ambiente e Territorio, Meccanica, Civile, Aerospaziale, dei Materiali, Biomedica, Chimica, Gestionale dei Progetti e delle Infrastrutture, delle Telecomunicazioni, Elettrica, Elettronica, Informatica, dell’Automazione, Edile, Edile ed Architettura, Gestionale della Logistica e della Produzione, Navale).
“Il settore aeronautico va benissimo in Campania – spiega il Preside – ma vale lo stesso anche per gli altri comparti dell’Ingegneria, dal meccanico al civile. Le prospettive sono ottime in ogni caso, anche grazie ai moltissimi rapporti con le aziende, tra cui importanti industrie nazionali ed internazionali e il Cern, il Centro Europeo di Ricerca Nucleare, e i folti rapporti con diverse Università italiane, come il Politecnico di Torino, o straniere, come l’Università di Delft in Olanda”.
Non sono poche le borse di studio, gli incontri o i concorsi finanziati proprio dalle imprese, inoltre “quest’anno abbiamo contato 1350 tirocini, di cui 750 svolti in aziende. – sottolinea Cosenza – E’ un numero altissimo”.  
Corsi in inglese
E nati proprio per rispondere alle esigenze del mercato sono i corsi in lingua inglese, tenuti dagli stessi docenti della Facoltà: novità dello scorso anno, sono stati riconfermati vista la loro grande utilità. “Un ingegnere deve conoscere l’inglese per poter lavorare in una multinazionale. L’inglese è fondamentale, dunque, se si vuole essere concorrenziali. Lo scorso anno sono partiti 34 corsi, ma quest’anno spero si arrivi a quaranta. – afferma – Il corso viene svolto tutto in inglese e dagli stessi docenti della Facoltà, quindi a costo zero. Naturalmente quello che viene usato è l’inglese tecnico, un po’ semplificato, ma importantissimo. Inoltre, lo studente che sceglie di seguire il corso in inglese sarà avvantaggiato anche dal punto di vista dei crediti, nove al posto di sei”. Quest’anno sono stati circa 250 i ragazzi che hanno scelto di seguire questi corsi, oltre ad una decina di studenti Erasmus che hanno ovviamente preferito l’inglese, ma il Preside promette agli studenti di attivare anche dei veri e propri corsi di lingua inglese: “vorremo formare sei classi di quaranta ragazzi per corsi di inglese tecnico”.
Ma la vera novità che incontreranno gli immatricolati riguarda la didattica con le innovazioni insite nel decreto 270. “Questa è la novità più importante. – afferma il prof. Cosenza – Gli studenti non dovranno più sostenere nove esami al primo anno, ma solo sei o sette. Avranno molto più tempo per studiare ed approfondire. Il primo anno continua ad essere quello in cui si incontrano le maggiori difficoltà proprio per il passaggio da un sistema di studio liceale ad uno universitario. Il segreto, dunque, è studiare dal principio e seguire i corsi dall’inizio”.
Sedi della Facoltà restano ancora quella di Piazzale Tecchio, via Claudio, Monte Sant’Angelo e via Nuova Agnano, ma con lo sguardo rivolto verso S. Giovanni a Teduccio, nell’ex area Cirio, dove sarà pronta una nuova struttura probabilmente tra tre anni. “Per adesso stiamo cercando di ottimizzare al meglio le strutture esistenti. Tutto l’Ateneo sta intensificando il processo di informatizzazione dei servizi, per ridurre le file in segreteria e per rendere accessibili le informazioni on-line. Anche quest’anno, inoltre, la Facoltà ha investito circa 100mila euro per le biblioteche, ma è importante ricordare che molte pubblicazioni ormai sono solo in rete”. Una curiosità da evidenziare:  presso la Biblioteca Storica della Facoltà, tra i diversi volumi, è anche conservato un esemplare dell’Encyclopedie di Diderot.
Valentina Orellana
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