L’ingegnere dei sistemi di trasporto parla inglese

L’ingegnere dei sistemi di trasporto parla inglese

“Transportation Engineering and Mobility è molto giovane, di fatto al suo secondo anno di attivazione. Al momento ha una platea composta principalmente da studenti stranieri ed infatti uno dei nostri obiettivi è ampliarne la conoscenza tra gli italiani in modo che la compresenza di più nazionalità possa conferire una dimensione effettivamente internazionale”: il punto della situazione sul Corso di Laurea Magistrale in lingua inglese con il Coordinatore, il prof. Cino Bifulco: “Al momento abbiamo tre studenti italiani di cui uno, il primo iscritto, dovrebbe essere in procinto di partire in Erasmus per Dresda e poi laurearsi tra settembre e ottobre. Gli stranieri che hanno formalizzato l’iscrizione, sulle circa cento domande ricevute, attualmente sono una ventina”.

Sui Paesi di provenienza, precisa, c’è un distinguo tra richieste ed iscrizioni effettive che, naturalmente, “dipendono dalle ambasciate e dalla procedura di rilascio dei visti. In generale, possiamo dire che raccogliamo l’interesse di aspiranti ingegneri da Iran, India, Pakistan, Afghanistan, Bangladesh, un po’ di Turchia e, per il prossimo anno accademico, stanno arrivando richieste anche dal Centro Africa”. Transportation Engineering and Mobility, spiega il prof. Bifulco, “forma un ingegnere dei sistemi di trasporto e ha diverse particolarità che lo rendono interessante. Per quanto affondi le radici nell’ambito dell’ingegneria civile, ed infatti è incardinato nel Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale, è fortemente trasversale e interdisciplinare, afferisce quindi anche alle aree dell’ICT e dell’ingegneria industriale. Machine Learning and Big Data è proprio un esempio di insegnamento obbligatorio che sintetizza una tale contaminazione”.

Altre caratteristiche, ancora, “la possibilità di accedere da ogni percorso in Ingegneria e di cominciare a studiare in qualunque semestre poiché le filiere degli insegnamenti sono molto corte e ci sono pochissime propedeuticità”. L’ingegneria dei trasporti napoletana “è una delle più importanti in Italia, con un numero di docenti in questo settore senza paragone negli altri Atenei e una elevatissima qualità della ricerca, il che crea un vero e proprio ponte con il mondo produttivo. Se pensiamo al PNRR, ad esempio, siamo nel Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile e coordiniamo due nodi di ricerca, in collaborazione con enti e aziende come Anac, Rete Ferroviaria Italiana, Autostrade per l’Italia, Unipol, Intesa Sanpaolo, Fincantieri, Trenitalia, Hitachi, Ferrovie Nord Milano, Almaviva, con le quali c’è un’intesa per cui le risorse in uscita dal Corso insisteranno anche nell’ambito di queste azioni di ricerca e sviluppo”.
Una grande possibilità di occupazione, quindi, “in un settore in forte evoluzione grazie alle due grandi transizioni, digitale e della sostenibilità”.

- Advertisement -

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here





Articoli Correlati