Tradizione e contenuti innovativi, la caratteristica della Facoltà federiciana

La principale novità per chi deciderà di iscriversi quest’anno alla Facoltà di Giurisprudenza della Federico II è la prova telematica in ingresso. “Non si tratta di una prova selettiva”, precisa il preside, prof. Michele Scudiero, “ma di uno strumento attraverso il quale accertare le conoscenze di base per individuare eventuali lacune da colmare”. Secondo quanto stabilito a livello ministeriale, tutte le Facoltà devono registrare il livello delle conoscenze delle nuove matricole, e in ottemperanza a questa disposizione una commissione di ateneo sta predisponendo i test on line, i cui contenuti varieranno ovviamente da una Facoltà all’altra. Presto saranno rese note le modalità di svolgimento di questa prova. “Deve però essere chiaro che la nostra Facoltà è ad accesso libero e che il risultato della prova non condiziona in alcun modo l’immatricolazione”, ribadisce il Preside. Ancora una volta, migliaia di giovani la sceglieranno per indirizzarsi verso una delle quattro direzioni professionali possibili solo quando si ha una laurea in Giurisprudenza: l’avvocatura, la magistratura, il notariato e la pubblica amministrazione (a quest’ultima, tuttavia, a seconda del ramo si può accedere anche con altri titoli di studio). “Altri possibili sbocchi sono quello dell’impresa e della consulenza del lavoro”, dice il prof. Scudiero, “e proprio per questo abbiamo deliberato l’istituzione di un percorso formativo specifico, della durata di tre anni, che però sarà attivato dal 2009/10, in attesa che sia chiarito meglio il quadro delle risorse da destinarvi”. 
Per il 2008/09, quindi, il Corso di Laurea offerto sarà quello quinquennale in Giurisprudenza, il cui titolo è indispensabile per intraprendere le professioni legali. La Federico II vanta una lunghissima tradizione nel campo degli studi giuridici e dalla sua Facoltà sono venuti fuori giuristi che hanno spesso ricoperto incarichi importanti anche a livello istituzionale. Tanti grandi maestri hanno insegnato nelle sue aule: Antonio Guarino, Francesco de Martino, Rolando Quadri, Giuliano Vassalli, Mario Lauria, Luigi Cariota Ferrara, Bruno Paradisi, Virgilio Andrioli, per citare solo qualche nome. Al preside Scudiero chiediamo se quella da lui guidata è ancora una Facoltà di maestri importanti e lui risponde di sì senza esitazione, anche se qualcuno degli “anziani” è andato in pensione. “Ci sono ancora professori di una certa età, di consolidato valore, cui si affiancano giovani validissimi. La nostra è ancora una Scuola con la S maiuscola, che forma studiosi destinati a portare fuori quanto qui è stato appreso ed elaborato, in un processo molto attivo e intenso di scambio delle conoscenze”. E’ il primo punto di forza della Facoltà federiciana, che la caratterizza e distingue dalle altre Facoltà presenti sul territorio. L’altro punto di forza concerne i contenuti. “Sul tronco delle conoscenze di base innestiamo nuovi saperi, dando ampio spazio a discipline attuali come il diritto comunitario, il diritto finanziario, il diritto bancario. Cerchiamo di arricchire la trama della conoscenza attraverso forme diverse di didattica, come le attività seminariali per la riflessione su temi specifici. C’è stato il ciclo di incontri sul processo telematico organizzato dal prof. Olivieri, quello del prof. Iossa sulle cooperative in campo economico, quello del prof. De Sena sulla tutela dei diritti fondamentali. Inoltre, puntiamo a rafforzare l’approccio telematico alla didattica”. Secondo il prof. Scudiero, gli studenti, se vogliono riuscire bene negli studi, devono “approfittare di  tutte le modalità didattiche che la Facoltà offre, e in particolare del nuovo impianto formativo”. La struttura semestrale dei corsi permette a chi segue le lezioni di riuscire, nella maggior parte dei casi, a stare in regola con gli esami. “Gli studenti lo hanno capito e infatti facciamo lezione quasi sempre in aule affollatissime. Anche agli esami abbiamo risposte davvero buone”. Ovviamente, non bastano gli appunti presi a lezione. Riesce a ottenere risultati brillanti chi si impegna da subito nello studio con serietà evitando di perdere tempo. Pur senza sottoporsi a ritmi di studio intensissimi, come quelli che manteneva il preside quando era studente universitario (“stavo sempre sui libri, ricordo estati passate interamente a studiare”), con costanza e dedizione si può riuscire a laurearsi nei tempi giusti. A meno che non si vogliano prendere tutti 30 e 30 e lode come il Preside. Ma questa è un’altra storia. 
(Sa.Pe.)
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