“Gli studi giuridici sono inaccessibili per chi vi si avvicina a cuor leggero”

“Non ho mai visto un mio laureato brillante rimanere senza lavoro”. Parola del prof. Mario Rusciano, docente di Diritto del lavoro e Presidente della Commissione Didattica, al quale abbiamo chiesto di spiegarci chi è lo studente ideale di Giurisprudenza. “Il nostro studente ritiene di avere come talento il senso della comunità che ha bisogno di regole di convivenza, di attenzione ai comportamenti e alle relazioni umane e sociali. Ancora, deve saper cogliere il senso della storia di un determinato luogo, perché il giurista deve essere anzitutto uno storico che interroga il suo tempo attraverso le regole”. Deve essere un giovane che ha delle ben precise consapevolezze, dunque. Invece ancora oggi spesso si sceglie Giurisprudenza in via residuale. “Non vogliamo che sia una scelta residuale, un ripiego. Nel 1920 Arturo Carlo Jemolo scriveva che la pubblica amministrazione è piena di persone senza grande qualificazione che però non hanno il coraggio di indossare il camiciotto degli operai. Anche nella nostra Facoltà ci sono allievi che secondo me farebbero bene a trovare il coraggio di indossare quel camiciotto. Chi si iscrive a Giurisprudenza perché Ingegneria e Matematica sono troppo difficili, deve sapere che gli studi giuridici sono sempre impegnativi, addirittura inaccessibili per chi si avvicina a cuor leggero. Quando ci si iscrive all’Università si deve obbedire ad una vocazione”. 
Quali consigli dare alle neomatricole per una carriera universitaria brillante? “Seguire i corsi e avere un confronto con i docenti anzitutto. E poi è importante leggere libri, anche libri non direttamente collegati alle discipline degli esami. Penso ai testi dei filosofi: Kant, Hegel, Hobbes, Locke. E’ impensabile che un giurista non li conosca. Penso anche a saggi socio-economici e a tutte quelle letture che possono sviluppare la sensibilità e ampliare la cultura di un giurista destinato a operare in una società globalizzata”. A volte gli studenti dicono di essere troppo impegnati con gli esami per potersi dedicare a letture di altro genere. Cosa ne pensa? “Che è falso. Manca la voglia, c’è un po’ di lassismo. Se si vuole, ci si riesce”. 
Quali sono gli esami da affrontare subito? “I tre pilastri: Istituzioni di diritto romano, Istituzioni di diritto privato e Diritto costituzionale”. Con gli esami si deve puntare in alto e non semplicemente a “prenderli”, pena un incerto e insoddisfacente futuro lavorativo. Spiega il prof. Rusciano: “un laureato bravo trova sempre lavoro. Non ho mai visto un mio allievo brillante che non abbia avuto soddisfazioni dopo la laurea, non soltanto nelle professioni forensi ma anche nella Pubblica Amministrazione con posizioni di rilievo, giovani che io chiamo messaggeri del nuovo. E certo non sono quelli che agli esami prendono 18”. (Sa.Pe.)
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