Housing universitario: “la sfida internazionale passa anche per l’incremento e la qualità dei servizi”

Edilizia alla Federico II, il punto con il prof. Mario Losasso, delegato di Ateneo

“Prima dell’estate abbiamo chiuso un pacchetto di proposte per il finanziamento di progetti di housing universitario che ha come partner l’Adisurc. È una iniziativa che coinvolge anche la Regione Campania ed alla quale partecipano tutti gli Atenei del territorio”. Il prof. Mario Losasso, docente ad Architettura, delegato all’edilizia della Federico II, fa il punto sulla questione delle residenze universitarie. Un nodo da risolvere perché la mancanza di alloggi studenteschi economici e di buon livello, possibilmente dotati di servizi come mensa, punti cucina e palestre, rappresenta certamente uno dei fattori che indeboliscono l’attrattività delle Università campane nei confronti degli studenti provenienti da altre regioni ed ancor più nei confronti di quelli provenienti dall’estero. “La Commissione che coordino – prosegue Losasso – e della quale fanno parte i professori Landolfo, Cosenza, Meo, Polverino e Prota ha realizzato un monitoraggio degli edifici presenti a Napoli i quali, dopo interventi e lavori di recupero e riqualificazione, potrebbero essere destinati a studentati, ad housing universitario. Sono stati realizzati otto progetti e la Regione si è fatta promotrice di un importante accordo tra gli Atenei, che sono tutti ovviamente interessati a migliorare sotto il profilo della disponibilità degli alloggi per gli studenti”. Ecco alcuni dei progetti: la palazzina De Amicis all’interno del II Policlinico; l’edificio Medici ad Agraria, nel Comune di Portici; il Miranda, nei pressi della sede di Veterinaria; l’ex Ostello della gioventù a Mergellina. Per gli edifici Medici, De Amicis e  Miranda, la realizzazione dello studentato sarebbe peraltro il recupero di una funzione che hanno già svolto in passato. In tempi non troppo lontani la Medici e la De Amicis, negli anni Sessanta e Settanta il Miranda, che fu poi occupato dai terremotati negli anni Ottanta e negli anni Novanta ha ospitato per un certo periodo studenti in occupazione, giocolieri, senza fissa dimora. Il Miranda da tempo giace in condizioni di estremo degrado. L’intero complesso, infatti, appare diroccato. Ma torniamo ai progetti. Prosegue il prof. Losasso: “Per accorciare i tempi e rispondere ad una esigenza impellente di housing studentesco ci si è orientati nel recupero di spazi preesistenti e di proprietà pubblica, che saranno dati in concessione trentennale. Acquistare da privati o costruire nuovi edifici avrebbe certamente richiesto più tempo. Non escludo che lo si possa fare in futuro. Intanto, però, cerchiamo di portare a casa il finanziamento per realizzare almeno alcuni degli otto progetti che abbiamo candidato. Questa è la fase dell’esame delle proposte, alla quale seguiranno le graduatorie dei progetti finanziati. Incrociamo le dita e speriamo in un buon risultato. La sfida internazionale passa anche per l’incremento e la qualità dei servizi. È un discorso che vale per la Federico II e che ritengo si possa estendere agli altri Atenei campani che lavorano con noi in questo piano di housing studentesco”.

Dal futuro al passato prossimo. Nelle scorse settimane è stata inaugurata la nuova sede della Federico II a Scampia. Attesa da anni, ospita in particolare i Corsi di Laurea per aspiranti infermieri e per le altre professioni sanitarie. È stata progettata– ricorda il docente – da Vittorio Gregotti, fu il suo ultimo lavoro. Si tratta di un edificio che nasce per la Protezione civile e che poi è stato riconvertito per l’Ateneo. Una storia che viene da lontano – dall’epoca del Rettore Tessitore – e che ora ha finalmente avuto uno sbocco positivo grazie allo straordinario lavoro condotto da tutti i soggetti coinvolti. Mi riferisco all’Ateneo, al Comune nelle sue varie amministrazioni che si sono succedute negli anni, alla Regione. È molto importante che lì si realizzi una miscela tra attività universitarie, ambulatori medici e telemedicina. È uno dei punti di forza di una iniziativa che si è calata nel territorio con l’obiettivo di valorizzarlo. Credo che ci siano già i primi segnali. Come già accaduto per la sede di San Giovanni a Teduccio, a Scampia, nei pressi del polo universitario, hanno aperto cartolerie, bar, negozi di generi alimentari che si rivolgono alla comunità accademica”. L’inaugurazione, avverte peraltro Losasso, va considerata come un nuovo punto di partenza e non come un punto di arrivo. Sottolinea, infatti, il docente: Vanno completate le destinazioni di uso sulla telemedicina e bisogna che si potenzino i servizi e gli spazi per studenti. Va verificata la condizione di comfort ambientale e quella degli allestimenti. Ci auguriamo di andare a pieno regime entro qualche anno, quando si comincerà a lavorare con oltre duemila studenti”. I quali hanno intanto espresso un riscontro positivo relativamente alla possibilità di raggiungere la sede con la metropolitana: “Tra la fermata e l’Università sono dieci minuti, un quarto d’ora a piedi. C’è, inoltre, un sistema di bus navette con l’ipotesi di potenziarlo intensificando le corse”.

Un grande piazzale a Monte Sant’Angelo

Nel complesso universitario di Monte Sant’Angelo – prosegue la panoramica del prof. Losasso – è in fase esecutiva e dovrebbe essere messo in appalto tra non molto il progetto che prevede di realizzare un ingresso, verde architettonico ed interventi di carattere sostenibile nello spazio dei Centri comuni. Ci sarà lo spostamento dei parcheggi per realizzare un grande piazzale in corrispondenza dell’uscita della stazione della Circumflegrea: “Parliamo di un intervento da 5 milioni di euro”. A Monte Sant’Angelo sono in corso poi iniziative legate: “alla produzione di energia rinnovabile con il solare, che dovrebbero essere concretizzate a breve. Va ricordato anche che in quel complesso universitario sono stati piantumati 500 alberi di vario tipo. Per esempio ciliegi. Sono stati anche progettati ed in parte realizzati (nella zona dei Dipartimenti di Biologia e di Scienze della Terra) spazi all’aperto con pergole e percorsi per gli studenti”.

Da ovest ad est, l’ultima tappa dell’excursus è la sede dell’Ateneo a San Giovanni a Teduccio: “Si riprenderà il filo del discorso sul Mind Village e sul Palazzo della Innovazione per allargare un’area nella quale si combinano sempre più i temi della formazione nei campi più avanzati e dell’incubatore tecnologico”. Si è chiusa, infine, l’istruttoria degli interventi di cofinanziamento tra Ateneo e Dipartimenti: che hanno fruttato a ciascuno di essi circa 100 mila euro. Soldi destinati sostanzialmente all’adeguamento ed alla miglioria degli aulari e dei laboratori delle varie sedi dell’Ateneo. Anche su questo versante la Federico II ha realizzato uno sforzo importante del quale beneficeranno in primo luogo i suoi studenti”.

Fabrizio Geremicca 

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