L’esperienza internazionale “ci rende persone e studiosi migliori”

In Canada per la tesi studenti della Magistrale in Biotecnologie Mediche

Approfondire la tesi, conducendo esperimenti in un laboratorio estero, tecnologicamente all’avanguardia, e arricchire il proprio background di studente e professionista con un’esperienza entusiasmante fuori dall’Europa. Gli ingredienti per una bella avventura, a pochi passi dalla conclusione del percorso di studi, ci sono tutti. “Sto valutando se fare le valigie a dicembre oppure lasciar passare prima le vacanze natalizie. Ho già avuto modo di partire per un Erasmus, a Rotterdam, e quell’esperienza mi ha aperto gli orizzonti. Ora, poter raggiungere una meta ancora più lontana è semplicemente fantastico. Andremo in un laboratorio molto strutturato, più impostato sugli studi di Chimica, e avremo modo di osservare le nostre ricerche da un altro punto di vista”. Emanuele Musella è uno studente al secondo anno della Magistrale in Biotecnologie Mediche, tra i vincitori di una borsa di Ateneo per ricerca tesi all’estero. Parla al plurale perché questa esperienza, seppure in momenti diversi, la condividerà con le colleghe Alessia Savarese e Martina Mascolo, e la meta lontana a cui si riferisce è la University of Ottawa, Canada, in particolare il Dipartimento di Chimica e Scienze Biomolecolari. “Intanto – prosegue – sto guardando qualche video YouTube sul Canada. So che lì l’inverno è piuttosto freddo e quindi bisogna predisporsi mentalmente e fisicamente. Il tema sul quale lavorerà: Esaminare la capacità di un aptamero di identificare cellule tumorali circolanti in un paziente affetto da glioblastoma. Ho in programma di rimanere all’Università di Ottawa per due mesi”. Alessia è raggiunta dalla telefonata di Ateneapoli proprio mentre è al termine di un esperimento. Anche lei si occupa del glioblastoma, un tumore cerebrale molto aggressivo. “Faccio parte del laboratorio della prof.ssa Gerolama Condorelli, nel quale – precisa – è stato scoperto un aptamero in grado di selezionaree legare con elevata affinità una sottopopolazione di cellule staminali responsabili per l’aggressività e l’elevata malignità di questo tipo di tumore. Sul progetto, che segue la dott.ssa Alessandra Affinito, la mia tutor, sono stati pubblicati diversi lavori di ricerca”. Alla University of Ottawa, “intendo focalizzarmi sullo studio e la caratterizzazione di esosomi derivati dal siero di pazienti affetti da glioblastoma mediante analisi proteomica. Noi studenti saremo presso il prof. Maxim Berezovski, che collabora da anni con il nostro gruppo di ricerca”. Alessia sarà l’ultima a partire, in estate. Anche lei al secondo anno Magistrale, curriculum inglese in Advanced Technologies, spera in un prosieguo del suo percorso nel mondo della ricerca: “Sono spinta – dice – da una grande curiosità. Essere una ricercatrice significa andare oltre, non accontentarsi di quanto è già noto, ma porsi domande nuove e impegnarsi per trovare delle risposte. Non solo. È un mondo in continua evoluzione, nel quale bisogna sviluppare un proprio pensiero critico. Mi piacerebbe concorrere per un Dottorato, probabilmente sempre nel campo di studio dei tumori, che oggi rappresentano la patologia più difficile da curare e la principale causa di morte, anche per offrire il mio contributo alla scienza e alla medicina”. Ed ecco che l’esperienza internazionale assume un valore particolarmente rilevante: Ci rende persone e studiosi migliori. Certo, spaventa l’idea di vivere per diversi mesi in un Paese così lontano e diverso dal nostro. Ma non bisogna tirarsi indietro”. Valore rilevante soprattutto perché supporta carriere di studenti che sono effettivamente in gamba (ed infatti nel bando, tra i criteri di selezione, rientravano proprio il merito accademico, oltre alle certificazioni di lingua e alla valutazione del lavoro da svolgere all’estero): “Alla Triennale me la sono cavata bene – racconta Martina Mascolomi sono laureata con 110 e lode, e ora sono soddisfatta del percorso Magistrale. Ho costruito una buona base scientifica, ho avuto un’esperienza Erasmus in Spagna e quest’anno sono risultata vincitrice anche di borsa Erasmus Traineeship. In Canada svolgerà un esperimento che le servirà per concludere la sua tesi. La partenza è prevista a gennaio, con rientro a marzo. Pronta? “A dire il vero non ho ancora il passaporto. Sto raccogliendo informazioni sulla città, al momento so solo che a gennaio ci saranno -20 gradi, e sull’organizzazione dell’Università in cui andrò. So, però, che dovrò portare i campioni sui quali sto lavorando attualmente. Intanto sto esercitando il mio inglese scientifico perché, a differenza di Emanuele e Alessia, io frequento il canale italiano”.

Carol Simeoli

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