Spazi per il pranzo e lo studio: le richieste delle rappresentanze

Un luogo dove poter consumare cibo al chiuso, riorganizzazione e ampliamento degli spazi studio, didattica pratica e innovativa. “In questo periodo alla Scuola di Medicina ci sono interlocuzioni in corso su una serie di temi che stanno a cuore a studentesse e studenti”, dice Antonino Esposito, rappresentante nel Consiglio degli Studenti. Una delle priorità, su cui si è discusso in Consiglio di Scuola e con il prof. Giuseppe Cirino, delegato del Rettore ai rapporti con gli studenti, “è la possibilità di avere uno spazio interno nel quale poter mangiare. Al Policlinico abbiamo la mensa dove, però, non si può consumare il pasto portato autonomamente e, con l’avvicinarsi dell’inverno, non è più praticabile sostare all’esterno. La prof.ssa Maria Triassi, Presidente della Scuola, è favorevole alla nostra proposta e si è impegnata ad accoglierla. Il prossimo passo dovrà essere l’individuazione di questo spazio che potrebbe ricavarsi proprio all’interno della mensa”. Aggiunge: “Al momento i distributori con bottiglie d’acqua e generi alimentari sono ancora assenti, ma dalla Scuola ci hanno fatto sapere che sono in dirittura d’arrivo”. Antonino è di rientro da un importante congresso tenutosi al CNR di Roma, dedicato all’innovazione legata alla medicina, al sistema sanitario e all’ingegneria, al quale hanno partecipato rappresentanze da tutta Europa. Io sono intervenuto durante un panel per parlare di studenti di Medicina e Federico II”. I punti da lui toccati: “La Medicina progredisce continuamente e questo ci ha portato nel tempo ad avere programmi di studio lunghi e corposi che, talvolta, sono troppo specialistici e impediscono di focalizzarci sui concetti più importanti. Una riformulazione dovrebbe avvenire a livello ministeriale, insieme ad una riduzione delle ore di lezione frontale, ad un aumento della pratica e dei rapporti interdipartimentali per avere nuove convenzioni con strutture sanitarie presso le quali impegnarci dal momento che il Policlinico non può accogliere tutti”. Una nota sul SimLab, il Centro di Simulazione Avanzata, di cui si è dotata la Scuola: “È uno strumento importante, ancora in fase di rodaggio, che deve essere integrato a regime nella didattica. Noi rappresentanti ci siamo impegnati per tramutare le esigenze operative degli studenti in un curriculum di attività pratiche da svolgere sui simulatori, suddivise per anno, che per ora sta interessando chi è più vicino alla laurea. Dall’anno prossimo la platea si allargherà”. Tornando alle proposte in sede di congresso: “Investire di più su ricerca, Dottorati e Specializzazioni”.

Giulia di Biase, rappresentante al Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia, si riallaccia al discorso di Antonino: “Un problema tipico che investe il Policlinico è quello dei luoghi studio, in un contesto nel quale la popolazione studentesca cresce sempre di più di anno in anno. Soprattutto al secondo triennio, durante la giornata, alternandosi tirocini e lezioni, si creano momenti vuoti che vorremmo riempire studiando. Ma non c’è abbastanza posto, alcune aule chiudono presto; al massimo si va a Biotecnologie. L’apertura di Scampia, comunque, sta liberando degli spazi che, almeno in parte, potrebbero essere riconvertiti e destinati allo studio”.

Irene Irace, rappresentante in Consiglio di Scuola per le Professioni Sanitarie, interviene su Scampia (dove al momento seguono gli iscritti al primo anno di tutti i Corsi delle Professioni Sanitarie, esclusi Infermieristica, Infermieristica Pediatrica e Ostetricia che, almeno per il primo semestre, sono ancora al Policlinico): La struttura è nuova ed è davvero bella. La sua presenza gioverà al territorio che ha tanto bisogno di migliorare e ha la volontà per farlo”, conclude Irene.

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