Senza visti, difficile realizzare il sogno napoletano degli aspiranti architetti iraniani e pachistani

Lezioni on line per alcuni studenti stranieri della Magistrale in inglese Architecture & Heritage

Hanno programmato di vivere per due anni a Napoli e di conseguire la Laurea Magistrale in inglese, che si chiama Architecture & Heritage, attivata dal Dipartimento di Architettura, ma dopo quasi due mesi dall’inizio dei corsi e dei laboratori non hanno ancora avuto l’opportunità di mettere piede in aula. I rispettivi Paesi di origine, infatti, non hanno ancora rilasciato loro i visti indispensabili ad entrare in Italia. Il caso riguarda almeno tre iraniani ed altrettanti pachistani, i quali già da tempo, nella scorsa primavera o ancor prima, avevano presentato richiesta di frequentare il Corso ma che fino a questo momento hanno potuto seguire solo on line. Problemi burocratici relativi ai controlli a più livelli che svolgono le ambasciate, compresi quelli relativi alla validità del titolo di laurea di primo livello in possesso dei candidati all’immatricolazione ad Architecture & Heritage, e circostanze internazionali – in Iran per esempio da mesi c’è un forte movimento di protesta contro il regime teocratico che ha già coinvolto migliaia e migliaia di persone e rispetto al quale il governo ha adottato pesanti misure repressive – stanno complicando il sogno ‘napoletano’ degli aspiranti architetti iraniani e pachistani. “Lo scorso anno – racconta il prof. Andrea  Pane, Coordinatore del Corso – iniziammo un po’ in ritardo ed avemmo un numero di iscrizioni esiguo, come è normale per un nuovo Corso di Laurea. Immatricolammo quattro o cinque persone, che peraltro stanno andando avanti bene nel loro percorso universitario. Nell’anno accademico in corso gli iscritti al primo anno sono stati poco meno di trenta. Ventotto, se ben ricordo. Tra essi una decina di iraniani, quattro pachistani, turchi, indiani, qualche europeo (per esempio dalla Francia) e naturalmente alcuni studenti italiani, i quali hanno gradito la possibilità di frequentare un Corso di Laurea interamente in inglese. Solo la metà degli  iraniani, però, è riuscita finora a venire. Un paio tra gli altri, a quanto ne so, dovrebbero essere ormai pronti a raggiungerci – salvo ulteriori complicazioni – ed hanno fissato il giorno del volo. Spero che la situazione si sblocchi per tutti quanto prima. Forse in futuro si dovrà anticipare il termine delle iscrizioni, oggi fissato a metà luglio, perché si darebbe più tempo agli Atenei ed alle ambasciate di svolgere tutte le pratiche. Credo sarebbe opportuno anche perché gli studenti si muovono con grande anticipo, a febbraio ho ricevuto le prime richieste per l’anno accademico in corso e me ne sono già pervenute in queste settimane alcune per il successivo”. Le lezioni del primo anno, in attesa di chi non ha ancora ottenuto il visto, sono iniziate. Su consiglio del prof. Francesco Palumbo, Delegato di Ateneo alla didattica, racconta Pane, siamo partiti ed abbiamo messo a disposizione degli iscritti assenti la didattica on line. Temporaneamente è una soluzione ed uno strumento utilissimo per tenere in qualche modo con noi ed in classe chi fisicamente non ha ancora la possibilità di esserci. Tuttavia questo è un Corso di Laurea nel quale le attività di laboratorio e di campo sono essenziali. Auspico che al più presto la classe sia al completo”. Gli studenti stranieri giunti in città, intanto, segnalano la difficoltà a trovare un alloggio a prezzi sostenibili. Riflette Pane: “In questi Corsi internazionali le tasse sono molto contenute e questo agevola molto gli allievi, ma la ricettività è certamente un aspetto da potenziare. Gli studenti stranieri hanno difficoltà a trovare alloggio, complice l’esplosione dell’afflusso turistico che ha riguardato Napoli negli ultimi anni e che ha indotto moltissimi proprietari di case, i quali avevano in precedenza affittato a studenti, a cambiare rotta e a trasformare gli appartamenti in bed and breakfast e case vacanze. Il mercato degli alloggi si è molto ristretto e gli affitti si sono impennati. Con tutto ciò che ne consegue per gli studenti, in particolare per coloro i quali provengono da realtà con un prodotto interno lordo molto più basso rispetto all’Italia”. Servirebbero le residenze universitarie, ma mancano. “La questione, che riguarda tutti i Corsi a vocazione internazionale, andrà risolta e so che è una priorità dell’Ateneo. Un tema che influisce anche sull’attrattività nei confronti degli Erasmus, sia pure in misura minore perché questi ultimi soggiornano a Napoli per pochi mesi e perché in gran parte provengono da Paesi con un tenore di vita analogo o superiore al nostro”.

Fabrizio Geremicca

- Advertisement -

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here





Articoli Correlati