Rifugiati ucraini in Romania, un premio per la prof.ssa Maria d’Arienzo

Un riconoscimento in segno di profondo apprezzamento per il rilevante contributo al sostegno dei rifugiati (madri e figli) in Romania e per l’impegno diretto nel trasferimento di aiuti umanitari alle persone e alle aree colpite in Ucraina. Lo ha ricevuto la prof.ssa Maria d’Arienzo, docente di Diritto Ecclesiastico, dal Sovrano Ordine di Malta in Romania e dalle Municipalità di Sighetu Maramures e Oncesti Jadetul della regione Transilvania. Il Premio ‘Continuam, impreuna’, conferito in una cerimonia pubblica l’11 novembre, “va a tutta la comunità scientifica e agli studenti dell’Ateneo. Abbiamo trasformato un accordo scientifico fra università in una rete di solidarietà. Ringrazio il Rettore Matteo Lorito, i Direttori dei Dipartimenti di Giurisprudenza Sandro Staiano e di Studi Umanistici Andrea Mazzucchi per aver contribuito in modo concreto alla raccolta”, dice la prof.ssa d’Arienzo. Poi racconta: “sono stata qualche mese fa in queste cittadine di confine per portare gli aiuti umanitari. Ho conosciuto famiglie devastate. Ritornare lì per ricevere un riconoscimento così grande è motivo di profondo orgoglio per me e per tutti quelli che mi hanno aiutato”.

Con la docente anche il punto sul suo ruolo nella Commissione interministeriale per le intese con le Confessioni religiose presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri: “La Commissione è stata nominata nella sua interezza lo scorso maggio e ci siamo insediati a luglio. Il mio ruolo in rappresentanza del Ministero dell’Università consiste nello studiare con gli altri membri i profili tecnici alle forme relative all’art. 8 comma 3 della Costituzione. Verifichiamo le difficoltà tecnico-giuridiche che riguardano le intese sottoscritte dagli Stati, se ci sono le basi dell’oggetto di legge”. Tecnicamente: “Vagliamo i progetti, le bozze di intesa in quanto esperti del settore. Predisponiamo accordi e vagliamo la redazione delle norme degli articoli concernenti l’intesa. Insomma un lavoro molto tecnico e settoriale per esperti giuridici”.

Tanti gli impegni scientifici e solidali della docente. E una passione che non l’ha mai abbandonata, pur dovendola relegare ad un diletto personale: la musica. Laureata in pianoforte, clavicembalo e didattica della musica, la prof.ssa d’Arienzo per qualche anno con la sua musica ha calcato anche i palcoscenici di teatri illustri. “Ho sempre studiato musica in contemporanea con il diritto, la laurea al Conservatorio ha preceduto quella in Giurisprudenza. Fin da piccola, dall’età di 9 anni ho tenuto concerti. La mia ultima esibizione al Teatro San Carlo di Napoli è datata 2006. Quando, poi, sono diventata ricercatore alla Federico II, ho lasciato il mondo della musica, che in qualche modo è stato il mio primo lavoro, per dedicarmi alla carriera universitaria. Ora suono ancora ma solo per me e per puro piacere”. Musica e diritto, due strade inconciliabili? “Ognuna di queste strade apre ad un mondo diverso. Il pianoforte mi avvicina al mondo della letteratura, il clavicembalo alla visione più filologica della musica stessa. Il diritto è il mio vivere quotidiano. Molto poi dipende dalle fasi della vita che si attraversano”.

Susy Lubrano

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