Le studentesse della squadra di pallavolo: “lo sport non è solo competizione ma anche divertimento”

Il periodo pandemico ha inciso fortemente sulle presenze nelle palestre. Ora, finalmente, si respira aria di normalità. Al CUS Napoli aumentano le iscrizioni ai corsi sportivi grazie anche al ritorno in aula degli studenti. Nel complesso di Via Campegna, volti noti e nuove presenze. “Quello del CUS è un ambiente bello da vivere, con persone molto accoglienti e simpatiche. Lo scorso anno il gruppo del corso di pallavolo era piuttosto esiguo, adesso è più frequentato e riusciamo a divertirci anche giocando tra di noi”, racconta Maria Luisa Pica, pugliese, tesista in Biologia Marina alla Federico II. Se il turismo è ripreso rapidamente dopo la fase critica della pandemia, il rientro nelle città universitarie di molti studenti fuorisede è piuttosto recente, conseguenza anche delle lezioni che si sono tenute online o in modalità mista fino a pochi mesi fa. “Ho scelto il CUS per la convenzione con l’università, e per la vicinanza alle sedi che frequento. Riesco senza problemi a seguire i corsi a Monte Sant’Angelo e, direttamente con il borsone, spostarmi in palestra”, sottolinea Maria Luisa. La studentessa pratica sport sin dalle scuole medie: basket prima e pallavolo poi. Lo scorso anno, pur di non abbandonare la squadra agonistica di cui faceva parte in Puglia, viaggiava ogni weekend per  giocare. Da quest’anno, il coach Cimmino ha riconosciuto le capacità della giovane, convocandola nella squadra di Prima Divisione che gioca il Campionato. Un consiglio per chi vorrebbe iniziare pallavolo: imparare dal gioco di squadra che lo sport non è solo competizione ma anche divertimento”. La sua collega, Antonella Falcone, studentessa Magistrale diEnergia e Ambiente del Corso in Ingegneria Meccanica alla Federico II, ha iniziato da piccola a praticare il pattinaggio artistico, fino a che un infortunio l’ha obbligata a lasciare: “Sono stata ferma alcuni anni, poi alla Magistrale ho sentito la voglia di riprendere con qualcosa che mi motivasse. Mi mancava lo stimolo di pormi degli obiettivi da raggiungere”. Ha iniziato gli allenamenti con gli universitari al corso di pallavolo lo scorso anno, e da quest’anno è anche entrata a far parte della rappresentativa CUS. I miglioramenti sono stati rapidi ed evidenti, perché dal pattinaggio ha portato con sé la coordinazione e la capacità di apprendere velocemente, fondamentali nella pallavolo. Gli allenamenti si coniugano con gli impegni universitari se si è capaci di organizzare la giornata e spesso rappresentano una parentesi di relax in una giornata frenetica. La pallavolo mi ha sorpresa. Non credevo di poter trovare un altro sport che mi piacesse quanto il pattinaggio. Mi piace l’atmosfera, l’adrenalina condivisa con le compagne, le emozioni sono uguali seppur diverse. Mi è capitato di uscire dalla palestra a fine partita e commuovermi perché ho rivissuto le emozioni di quando praticavo pattinaggio”, racconta Antonella. Per quanto riguarda il campionato, ancora molto c’è da fare: nella compagine sono molti i nuovi arrivi, “dobbiamo ancora costruire il senso di squadra e di coesione, ma siamo solo all’inizio”. Punto forte dell’ambiente sportivo CUS è mettere in relazione tra di loro ragazzi e ragazze provenienti da percorsi accademici molto diversi, come sottolinea Gioia Limatola: “c’è un bel senso di unione, di appartenenza, a prescindere dall’Ateneo o dal Dipartimento che frequenti”. Gioia ha vent’anni appena compiuti, è di Napoli e studia alla Triennale di Scienze e Tecniche Psicologiche alla Federico II. Per lei questo è il primo anno al CUS, ma già da alcune settimane ha iniziato gli allenamenti con la squadra di prima divisione. “Ho fatto pallavolo per sei anni prima di lasciare. La passione, però, non è mai finita e ho ripreso non appena ho potuto. Qui sto trovando un livello agonistico più alto del passato. La qualità si vede sia in termini di gioco che di mentalità”. Gli impegni sportivi e quelli quotidiani sono forse la sfida più grande da superare, soprattutto quando si deve prendere le misure per poterli conciliare, ma la tenacia in questi sportivi non manca: “c’è da sacrificare delle cose a volte. Giovedì scorso ho dato un esame e, quando ho finito, sono andata in palestra per gli allenamenti. Serve forza di volontà e organizzazione”.

Il tennis,“la mia valvola di sfogo”

A riscontrare un rinnovato interesse è anche il corso di tennis, che si sta ripopolando della presenza di numerosi studenti. Mario Del Giudice ha 22 anni e studia al quarto anno di Medicina alla Federico II. Nel suo caso, lo studio occupa gran parte del tempo della giornata, ma anche la concentrazione ha bisogno di essere ricaricata di tanto in tanto. “Al liceo praticavo pallavolo, invece all’inizio del percorso universitario, anche a causa del Covid, ho abbandonato qualsiasi sport. A ottobre dell’anno scorso ho ripreso con il tennis e ho trovato la mia valvola di sfogo, racconta. Non si tratta, dice Mario, di sottrarre tempo allo studio, ma di ottimizzarlo, perché quando sono in programma gli allenamenti ci si concentra ancora di più sulla qualità dello studio nelle ore in cui si è a casa. “Mi sono appassionato al tennis prima seguendolo in televisione, poi sul campo da gioco. Ho sempre pensato fosse difficile iniziare un nuovo sport a 20 anni, non avevo grandi aspettative all’inizio; invece ho notato presto dei miglioramenti e questi mi hanno spinto sempre più avanti. Al momento non ho obiettivi agonistici, mi serve soprattutto per alleggerire la giornata”.

Agnese Salemi

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