2006, si vota per i Rettori

L’anno 2006 è senza dubbio l’anno delle elezioni dei rettori. Sono infatti ben 4 su 7 i vertici degli atenei campani in scadenza, ma tutti in carica fino al 31 ottobre. Guido Trombetti al Federico II, Antonio Grella alla Sun, il decano dei Rettori Gennaro Ferrara al Parthenope (dove è in carica da 19 anni, dal 1986), Aniello Cimitile all’Università del Sannio i vertici da eleggere o rinnovare. Grella e Cimitile, già al secondo mandato, sono ineleggibili. 
Alla Seconda Università si va, al momento, verso la candidatura unitaria, certamente unica, del Preside in carica di Medicina, prof. Francesco Rossi, docente di Farmacologia, pupillo del rettore uscente e docente in ascesa da tempo: si dice infatti che studi da rettore da almeno 6-7 anni. Età 57, è fra i cinquantenni in ascesa che governano gli atenei campani. Difficile prevedere sorprese nell’urna, visto che la sola Medicina detiene il 55% dei voti rettorali, tanti da scoraggiare le altre piccole 7 facoltà. Se ne parlerà comunque dopo le elezioni politiche del 9 aprile, in cui è candidato il rettore Grella (74 anni).
Sannio. Dopo 6 anni di crescita, di prestigio e di ruolo sul territorio, di collaborazione e di confronto serrato con gli enti locali e con il ministero (frequente il j’accuse ai tagli da parte del governo agli atenei del Mezzogiorno), il timoniere Aniello Cimitile – che ha governato la difficile transizione dell’ateneo precedentemente definita “monocratica e pater-familias” di Perlingieri (che però ne fu il fondatore) alla visione moderna, attuale, fatta di collaborazione con gli altri atenei -, passa il testimone. Anche qui, per ora, un solo candidato, il proRettore in carica (da 6 anni), prof. Filippo Bencardino (57 anni) docente di Geografia Economica e del Turismo, già Preside di Economia. Data probabili elezioni: maggio-giugno.
Ferrara, politico
e “uomo di relazioni”
Parthenope. In questo ateneo non c’è limite ai mandati, “il rettore (attuale) è tale a vita” affermano scherzando dagli altri atenei. In carica è infatti il prof. Gennaro Ferrara, 68 anni, rettore da 19, colui che ha trasformato un ateneo monofacoltà, con 1.500 studenti (poco più di un liceo), in una Università con 5 facoltà, 27 corsi di laurea, vari master e dottorati, e 18.000 studenti e l’obiettivo di giungere a 20-25.000. In pratica un medio ateneo, che Ferrara ha immesso al centro del sistema universitario campano, grazie anche ad una molto dinamica politica accademica, fatta di competizione e di un’agguerrita campagna acquisti: dai giovani bocconiani (che hanno caratterizzato la prima fase del mandato), a docenti spesso provenienti da Economia del Federico II – promuovendoli ordinari e premiandoli, come l’attuale Preside e ProRettore Claudio Quintano, – ad una serrata rete di alleanze, specie con l’allora ministro dell’Università, Ortensio Zecchino, dal cui “matrimonio” politico-culturale (erano amici di vecchia data, nella Dc come nell’Università), sono giunti “finalmente” (sostenne Ferrara) un fiume di miliardi aventi ad oggetto “il riequilibrio tra gli atenei”, ovvero “non era giusto che ci fossero atenei di serie A e di serie B, con finanziamenti diversi, che non tenevano conto del numero degli studenti iscritti, e dunque capitava che ci fossero finanziamenti diversi a seconda degli atenei”, dai 6-7 milioni (di vecchie lire) per studente al Federico II, ai 2-3 milioni del Parthenope. Il Ferrara stratega e uomo di alleanze, grande politico, ha saputo fare la voce grossa con ministri ed enti locali di ogni area politica, spesso in lite con Comune di Napoli e Regione Campania (per una strada che non gli aprono o per presunte disattenzioni contro il suo ateneo, comportamento che gli ha prodotto la definizione di “rifondarolo di centro”), ottenendone in cambio splendidi edifici  e sostanziosi finanziamenti per il suo ateneo: una torre al Centro Direzionale i cui lavori, tra alterne vicende, vanno avanti da qualche anno; il magnifico edificio ex Telecom a Monte di Dio (valore cento miliardi di vecchie lire); un edificio a via Medina; la prestigiosa Villa Doria D’Angri in via Petrarca (ottenuta dalla giunta regionale guidata da Rastrelli). E poi una fitta rete di alleanze che ha visto alle inaugurazioni degli anni accademici a via Acton, in questi 19 anni, dai ministri Falcucci, Zecchino, Pinto, fino a Martino (un paio di anni fa), compreso gli allora in carica Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e l’allora Presidente del Consiglio Romano Prodi. Insomma, tutti, e di tutto; “è mancato solo il Papa” come disse qualcuno qualche tempo fa. 
Lo scorso anno in Senato Accademico, qualcuno aveva pensato di porre un limite ai mandati (fra gli altri il Preside Pugliano, per 16 anni Preside di Scienze Nautiche), anche a quello dei presidi. Hanno pure cercato di approvare la norma. Poi qualcuno si è chiesto: ma se non c’è Ferrara, chi li porta i soldi e i contatti con gli uomini politici e di governo? Nel dubbio, sono rimasti alla normativa precedente, “all’ateneo di Ferrara”. Anche se lui ama ripetere: “c’è un gioco di squadra, tutti uniti, e tutti con un identico progetto, – docenti, personale e studenti – : la crescita del Parthenope”. È la grande famiglia del Parthenope, dove il rapporto docenti-studenti è spesso ancora su numeri accettabili, anche se la rapida crescita qualche problema lo sta creando. Si voterà prima dell’estate, il decano è il prof. Giovanni Quadri. Da eleggere anche l’ambita presidenza di Economia, dove è in carica il prof. Claudio Quintano.
Verso il
Trombetti bis
Federico II. Qui è in carica il matematico Guido Trombetti, già Preside della Facoltà di Scienze, 57 anni il prossimo 4 aprile. Come a Siena con Piero Tosi, a Salerno con Raimondo Pasquino e così in altri atenei, anche qui si è proceduto a modifiche di Statuto: è stata cioè cancellata la norma di un solo mandato ma più lungo, di 5 anni, introdotto al Federico II da Fulvio Tessitore (che però venne eletto dopo i mandati lunghi di Ciliberto – 12 anni, – e Tesauro 18 anni) e sulla scia del vento di cambiamento di Tangentopoli, del mandato come “servizio”, del ricambio frequente negli organi di governo al fine di evitare la creazione di centri di potere, visto che “in fondo, siamo pur sempre dei ricercatori, dobbiamo privilegiare la ricerca e la scienza, al governo” pensava Tessitore, che su questi temi venne rieletto per una seconda volta, 3+5 anni in tutto, prima di spiccare il volo per il Senato della Repubblica e la vice Presidenza del Teatro S. Carlo. Due anni fa, invece, in contemporanea con Tosi (che è così rimasto Presidente della CRUI), con Pasquino e con altri atenei, anche il Senato Accademico del Federico II ha deciso per la rieleggibilità del rettore per un solo mandato, ma di quattro anni: un 4+4. “Perché in soli 4 anni non si può realizzare, ma solo avviare un programma rettorale” – che dunque avrebbe fatto usufruire dei problemi e delle realizzazioni il suo successore, – e “perchè, se uno è bravo ed ecumenico nel governo dell’ateneo, giovane e capace di portare risultati nell’interesse generale, perché cambiarlo?”, si disse. E così fu. Nuova norma, grazie all’ampio consenso in Senato. E qualche contenuto mal di pancia nell’ateneo: fra chi aveva votato Trombetti “per un solo mandato” nella speranza di un ricambio più frequente ai vertici dell’ateneo; fra chi, ad Ingegneria, pensava che nel 2006 sarebbe potuta essere la prima volta della Facoltà. Giusto per fare qualche nome: il prof. Luigi Nicolais (ma non solo), dinamicissimo e vulcanico assessore regionale all’Università, Ricerca Scientifica e New Economy della prima giunta Bassolino, colui che più ha dato agli atenei campani, a livello di risorse economiche, certezze, centri di competenze, borse di studio (400) e posti di ricercatore (40) nella storia dell’ente Regione. Un’aspirazione comunicata da tempo, anche a Trombetti, forse già negli accordi che portarono un matematico, e Scienze, nuovamente ai vertici dell’ateneo, dopo i 12 anni di Ciliberto. Ma tant’è. Nicolais ha lasciato fare, preso anche dall’ipotesi, per lui, di scenari di governo nazionale, o quanto meno di una riconferma assessoriale regionale poi venuta meno. Si è dovuto accontentare dei fondi miliardari pluriennali al Dipartimento dei Materiali a  Napoli Est, della Presidenza di Città della Scienza, dell’Azienda per l’Innovazione Tecnologica della Regione Puglia (scelto dal Presidente Niki Vendola) e del riconoscimento professionale del Presidente Ciampi (è fra i 30 scienziati italiani più citati al mondo).
Inaugurazioni 
oceaniche,
donne e medaglie
Le realizzazioni. Il rettorato Trombetti si è contraddistinto per le molte realizzazioni e molti fiori all’occhiello in questi primi 4 anni e mezzo. L’informatizzazione delle segreterie e delle biblioteche d’ateneo, una partecipazione mai vista prima ai grandi appuntamenti del Federico II, dalle oceaniche inaugurazioni degli Anni accademici, agli altrettanto oceanici incontri con i Premi Nobel (John Nash, quello dei numeri, fra questi); agli appuntamenti con personaggi della cultura e dello star system, dal direttore generale della Ferrari Jean Todt, alla laurea honoris causa a Riccardo Muti, all’affollatissimo incontro con uno degli attori più importanti della scena teatrale italiana, Gigi Proietti. Tutti fattori di successo, che hanno portato a definire, quello di Trombetti, “il rettorato della partecipazione”: tanti i docenti coinvolti, tante le donne, – dal primo direttore amministrativo al femminile, la dott.ssa Maria Liguori, al referente Erasmus, Laura Fucci, alla Preside Enrica Amaturo, stabilmente nel pacchetto stretto di governo dell’ateneo, alle donne in CdiA e nel Senato Accademico. Una squadra con pochi generali, i delegati, ma che ha cercato di coinvolgere molti, “tutti quanti vogliono collaborare” ha detto più volte Trombetti: proponete e vi sarà dato. E così il favorire un ricambio, con molti giovani e benedicendo il ricambio generazionale ai vertici delle facoltà, da Edoardo Cosenza ad Ingegneria, a Benedetto Gravagnuolo ad Architettura e Alberto Di Donato a Scienze, ad Ettore Novellino a Farmacia, Achille Basile ad Economia, a tanti giovani volti nuovi negli edifici del rettorato (Montola, Buttà, Maria Esposito, Cantiello, Melillo, etc). Squadra larga e molto ingegnerizzata, compreso l’uomo a cui si deve il Web dell’ateneo, il prof. Angelo Chianese, la mente vulcanica del COINOR, l’uomo ovunque, Giuseppe Zollo, l’ideatore di uno dei nuovi progetti su cui il rettore ha investito, Start Cup Federico II, per lo sviluppo di idee imprenditoriali di tipo innovativo, direttore il prof. Mario Raffa. E qualche umanista, come il prof. Arturo De Vivo, di Lettere, – già Preside alla SUN, – come direttore della SICSI. E poi una serie di formidabili nuove iniziative, come gli incontri di divulgazione scientifica “Alla Corte di Federico”, affollatissimi, con scienziati di atenei nazionali e locali (Federico II, ma anche Orientale), una meritoria opera di promozione scientifica e dei propri prodotti; marketing, insomma, ma di alto livello, alla presenza anche delle massime istituzioni regionali e della città. E così la fortunata serie di appuntamenti di “Ateneo Porte Aperte”, con orientamento alla scelta della facoltà, con migliaia di partecipanti. Fortuna, anche, a volte serve o comunque aiuta: mentre partiva e si affermava “Ateneo Porte Aperte” si concludeva l’esperienza di “EURIPE, sportello di orientamento” che per 10 anni era stata l’iniziativa cittadina di riferimento su questi temi. 
“Gioco di squadra”. Il motivo di tanto successo, ha più volte affermato Trombetti in questi anni. Frutto di coinvolgimento, di “porte sempre aperte” a tutti. Ma attenzione a non chiedere soldi. Agli incontri de “La Corte di Federico”, ma anche in altre occasioni pubbliche, Trombetti ha più volte ripetuto: “medaglie a tutti, ma soldi a nessuno. L’ateneo è nelle condizioni a tutti note. C’è carenza di fondi, per i tagli del governo. Ringrazio quanti, tanti, in questi anni stanno collaborando con l’ateneo. Spesso fuori dagli orari canonici. Ma solo medaglie è quanto l’ateneo può dare”. Non tutti hanno compreso. Motivo di esclusione. Come quella recente del direttore esecutivo di Softel (e prima del Progetto Orienta) nonché suo cofondatore a tempo pieno, con il prof. Luciano De Menna (direttore scientifico), il dott. Enrico Esposito, che dopo nove anni a capo dell’attività di orientamento dell’ateneo, a seguito di una lettera forse un po’ troppo ultimativa, – o almeno così è stata letta; – in cui chiedeva maggiori mezzi e certezze, per sé e per i suoi collaboratori – si vedrà presto trasferito in un altro ufficio, probabilmente entro fine gennaio. Il prof. De Menna, contattato da Ateneapoli motiva così: “si è trattato di dimissioni, per questioni personali. Per altro, chiedete alla dott.ssa Liguori, il direttore amministrativo”. Quando, talvolta, le medaglie non bastano più. Come i ricercatori precari, o docenti a contratto, con corsi annuali da 200 studenti e retribuzioni da 1.260,00 euro l’anno. È l’Università ai tempi della Moratti, con contratti anche da 1 euro l’anno, previsti per legge (la 230 del 4 novembre 2005).
Iniziative lodevoli. Tante, quelle di Trombetti. Come dicevamo prima, che hanno anche la funzione di fare squadra, di creare spirito di corpo, “di farti sentire parte”, con nuovi appuntamenti fissi, come il Concerto di Natale al S. Carlo. Un  modo simpatico, colto, affollato, per i 1.000 che annualmente trovano ospitalità. Un’idea simpatica per fare gli auguri di Natale-Capodanno a tutti, ai docenti, al personale, agli studenti. Anche qui, iniziativa lodevole ed azzeccata. Altro fiore all’occhiello. Come lo è la radio (via web) dell’ateneo, parto recentissimo, con fondi regionali, al decollo a fine gennaio. Frutto anche delle buone relazioni che Trombetti ha saputo realizzare in questi 4 anni e 3 mesi al vertice del Federico II, che lo hanno portato alla VicePresidenza della Conferenza Nazionale dei Rettori (CRUI), al dialogo diretto con la Regione e con il ministro Moratti, grazie anche ad un’esperienza di politica accademica che l’ha portato negli anni ad essere quanto mai ecumenico: non dice di no quasi più a nessuno. Così il dialogo con Confindustria, alla ricerca di quei fondi che altrove vengono a mancare e che provocò una vivace inaugurazione, con contestazione, all’apertura dell’anno accademico 2002. Ma era tutto studiato e il Rettore ne uscì benissimo: “sotto il mio rettorato tutti hanno diritto alla parola, ma a nessuno sarà consentito di togliere la parola ad altri”. Magnifico!! La frase è divenuta storica.
Epocale.  È il termine con cui è stato definito il suo rettorato, per le innovazioni, le tante cose realizzate, le aperture, alcuni gesti simbolici, come la riduzione delle tasse universitarie ai figli di famiglie vittime del racket (grazie all’intuizione del ProRettore, prof. Vincenzo Patalano). In questo quadro di innovazioni, realizzazioni e difficoltà economiche, in cui l’ateneo si è dovuto più volte barcamenare, si inserisce la ricandidatura di Guido Trombetti al rettorato del Federico II. Candidatura che sarà nei prossimi giorni ufficializzata, che si presenta come unica, dal largo consenso, difficile da scalfire. Del resto è consuetudine che il  secondo mandato non si neghi a nessuno: “se lo vuole fare…” e se ha almeno discretamente governato. Ma i tagli economici a Dipartimenti, Facoltà e Poli, pure creano qualche preoccupazione, anche se frutto di scelte largamente condivise. Pare. Il rettore Trombetti sta comunque effettuando “visite pastorali” in tutte le Facoltà (saranno circa 2.000 gli elettori chiamati alle urne – decano il prof. Federico Martorano), nelle sedute dei consigli di facoltà, per spiegare motivi dei tagli e strategie di bilancio, che se da un lato tagliano su manutenzione ed edilizia, aumentano fondi su ricerca e didattica. Su questi temi, si andrà probabilmente al voto tra maggio e giugno, come prassi. Intanto, dopo il rettore che parla alle masse, il rettore editorialista (non da solo) per i quotidiani Il Mattino e La Repubblica, il 3 gennaio abbiamo notato anche il rettore vigile del fuoco, fra i primi ad intervenire all’incendio (fortunatamente molto contenuto) verificatosi alla facoltà di Ingegneria di Piazzale Tecchio; probabilmente un pronto intervento anche ad evitare che ad incendiarsi fosse il serbatoio, piuttosto robusto e vigilato, del consenso elettorale della facoltà, che con Scienze costituisce oltre il 40% dei voti rettorali dell’intero ateneo. “Anche in caso di incendio, i nostri voti sono certi”, è stata la risposta, sorridente, ad Ateneapoli, del Preside Cosenza. E chi lo metterebbe in dubbio. 
Paolo Iannotti
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