“Evitare sovraccarichi: la nostra preoccupazione”

“I criteri che abbiamo individuato per consentire agli studenti già iscritti di passare al nuovo ordinamento vogliono rispondere fedelmente alla preoccupazione di evitare sovraccarichi”. E’ il sintetico commento del Preside Michele Scudiero sulla soluzione adottata con il regolamento proposto in Consiglio di Facoltà lo scorso 20 aprile e approvato nel Senato Accademico che si è tenuto il giorno 28. Il riconoscimento automatico dei crediti già acquisiti, entro un certo limite di differenza con quelli attribuiti agli insegnamenti del nuovo ordinamento didattico, è il dato caratteristico del passaggio. Nessuno perderà quanto già costruito: gli esami sostenuti dai vecchi iscritti, se non previsti dal nuovo ordinamento, saranno convalidati come esami a scelta, mentre integrazioni di programma saranno necessarie solo nell’ipotesi in cui la disparità tra i crediti superi il numero di cinque. “E’ una linea di tendenza che accomuna tutte le facoltà di studi giuridici – dice il prof. Scudiero- Abbiamo lavorato in stretto raccordo per non creare un’isola misteriosa. Il documento approvato sarà disponibile per tutti tra pochi giorni, il tempo necessario a completare gli ultimi adempimenti formali”. L’informazione agli studenti sarà capillare, ciascuno avrà la possibilità, grazie a delle tabelle comparative, di valutare per il proprio caso personale i pro e i contro del passaggio. Dal Preside un unico consiglio: “è bene che chi è quasi alla fine del percorso triennale consegua il titolo e prosegua con la specialistica”. La pensa allo stesso modo il Presidente della Commissione Didattica, prof. Mario Rusciano, che dice: “non suggerirei affatto di effettuare il passaggio soltanto a chi sta per laurearsi”. Il professore sottolinea che le condizioni di particolare vantaggio create per chi vuole passare al nuovo ordinamento non vanno lette come un “favor demagogico”. “Partendo dal fatto che nella stragrande maggioranza dei casi i contenuti delle materie non sono mai mutati realmente – afferma – lo scarto di pochi crediti non ha molta rilevanza, quindi l’automatismo del riconoscimento si spiega in maniera naturale. I crediti sono un metro di misurazione, ma dal loro numero non dipende né l’importanza della materia né il grado di apprendimento dei ragazzi. Uno studente può superare un esame da molti crediti con il minimo dei voti. Certo è che quando la differenza tra i crediti previsti dal vecchio e dal nuovo ordinamento per un insegnamento è notevole, allora si è di fronte a un cambiamento dei contenuti, perciò si rende necessaria un’integrazione. Ma questo avviene in pochissimi casi. Bisogna fare un discorso di sostanza, ecco. L’agevolazione per chi fa il passaggio è motivata da queste ragioni”. 
Si è così completato il disegno del nuovo ordinamento didattico, frutto di un’intesa tra le istituzioni della Facoltà e le rappresentanze studentesche, attraverso la quale si è voluto delineare un percorso che il presidente della commissione didattica definisce “assolutamente equilibrato”. Soddisfatta la presidente del Consiglio degli Studenti, Alessia Giaccari, che afferma: “è la migliore soluzione possibile. Se non si fosse deciso così, la situazione sarebbe stata molto preoccupante soprattutto per chi, pur non essendo prossimo alla laurea, ha comunque al suo attivo un buon numero di esami. Quante integrazioni si sarebbero dovute affrontare in quel caso? A me mancano otto esami alla laurea triennale, e passerò al nuovo ordinamento senza pensarci un attimo”.
Sara Pepe
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