Edificio di via Porta di Massa. Bacheca dell’insegnamento di Diritto Finanziario della cattedra del prof. Raffaele Perrone Capano. Un avviso forte che preme su un tasto dolente: gli esami, la loro preparazione e il cattivo esito delle prove. Recita: “si invitano gli studenti interessati a sostenere l’esame di Diritto Finanziario a verificare con serietà la propria preparazione ai fini dell’esame, in quanto gli esiti relativi agli ultimi appelli sono stati deludenti e scadenti denunciando una preparazione generalizzata e approssimativa. Si ricorda agli stessi che uno studio organico e completo di una disciplina contribuisce alla costruzione di un percorso formativo dignitoso e soddisfacente per lo studente e non per chi lo valuta”.
Abbiamo interpellato il prof. Perrone Capano per saperne di più ma soprattutto per carpire consigli utili che permettano di superare l’esame. “C’è stata una coincidenza temporale nella sessione di gennaio che mi ha portato a far capire ai ragazzi che il livello di preparazione degli esami serve agli studenti e non ai professori”. Un livello sciatto e approssimativo non aiuta, sostiene il professore. “Noi abbiamo un percorso di facoltà abbastanza complesso nel senso che vi sono materie culturali e formative (area storico-filosofica), materie di base (come diritto civile, costituzionale) e materie specialistiche come la mia che si prestano a due approcci diversi: quello di tipo nozionistico (da scartare a priori) e quello di tipo metodologico che consente di capire come si orienta nel nostro paese il sistema di finanza pubblica, come si inquadra nella vicenda europea senza essere un esperto di diritto tributario”. “La mia esperienza legata al nuovo modello di studi con corsi più brevi ma a maggiore frequenza è sicuramente positiva –prosegue il docente-. I ragazzi che seguono hanno esiti di ottimo livello, la metodologia di studio che si insegna al corso da risultati più che positivi”. Allora cerchiamo di capire come funzionano i corsi. “Ai corsi si prendono le presenze perché chi ha seguito viene valutato con una metodologia diversa. E poi un approccio corretto alla tematica del credito prevede un lavoro costante all’università ed uno a casa. Se il lavoro non lo si svolge all’università ma solo a casa, allora c’è un programma più ampio da studiare. Io, dunque, differenzio i programmi perché mi sembra giusto che uno studente che viene alle lezioni venga avvantaggiato”.
Il programma si articola in due parti: una legata strettamente al diritto finanziario, alle fonti e ai profili comunitari e l’altra relativa al diritto tributario. I testi: quello della parte generale (il Tesauro) è più semplice, quello di Amatucci sulla finanza pubblica è un po’ più complicato ma al corso viene spiegato in maniera dettagliata. Le domande che vengono poste agli studenti nascono dal collegamento continuo tra gli argomenti del libro e i casi della vita. Un consiglio utile: seguire con uno sguardo vigile ciò che accade all’interno del nostro paese, manovre di bilancio, rapporti comunitari, il sistema produttivo.
Gli studenti redigono anche una tesina su una serie di argomenti a scelta: “non mi interessa quanto questa sia corposa ma solo che i ragazzi imparino a scrivere di diritto. Una laurea in Giurisprudenza prevede questo tipo di esercizio in futuro ed è indispensabile abituare gli studenti fin dai primi anni di corso”. E’ possibile utilizzare la banca dati della Facoltà per le ricerche più specifiche.
Ed ecco i suggerimenti del docente per riuscire bene all’esame: “bisogna ripetere l’esame ad alta voce, magari studiando in piccoli gruppi; partire dai principi costituzionali che danno il quadro dell’ordinamento in una visione che non sia strettamente fiscale, confrontarsi con l’economia cercando di capire che la fiscalità è uno strumento complesso che si acquisisce gradualmente”.
“Occorre garantire agli studenti un percorso di studi decoroso il che non significa regalare gli esami. Se uno studente ripete più volte lo stesso esame, c’è un problema nella didattica, nei programmi, un problema che deve essere risolto per consentire una formazione adeguata della nuova classe dirigente”, conclude il professore.
Di parere concorde sono gli studenti che affollano la stanza nell’ora di ricevimento del docente. Sono quasi tutti dell’ultimo anno e stanno lavorando alla tesi. A differenza di quel che si crede, ottenere ed elaborare la tesi con questa cattedra è molto semplice ma soprattutto stimolante, ci informa Francesca. L’importante è arrivare presto a novembre, prima che il prof. concluda le assegnazioni.
Susy Lubrano
Abbiamo interpellato il prof. Perrone Capano per saperne di più ma soprattutto per carpire consigli utili che permettano di superare l’esame. “C’è stata una coincidenza temporale nella sessione di gennaio che mi ha portato a far capire ai ragazzi che il livello di preparazione degli esami serve agli studenti e non ai professori”. Un livello sciatto e approssimativo non aiuta, sostiene il professore. “Noi abbiamo un percorso di facoltà abbastanza complesso nel senso che vi sono materie culturali e formative (area storico-filosofica), materie di base (come diritto civile, costituzionale) e materie specialistiche come la mia che si prestano a due approcci diversi: quello di tipo nozionistico (da scartare a priori) e quello di tipo metodologico che consente di capire come si orienta nel nostro paese il sistema di finanza pubblica, come si inquadra nella vicenda europea senza essere un esperto di diritto tributario”. “La mia esperienza legata al nuovo modello di studi con corsi più brevi ma a maggiore frequenza è sicuramente positiva –prosegue il docente-. I ragazzi che seguono hanno esiti di ottimo livello, la metodologia di studio che si insegna al corso da risultati più che positivi”. Allora cerchiamo di capire come funzionano i corsi. “Ai corsi si prendono le presenze perché chi ha seguito viene valutato con una metodologia diversa. E poi un approccio corretto alla tematica del credito prevede un lavoro costante all’università ed uno a casa. Se il lavoro non lo si svolge all’università ma solo a casa, allora c’è un programma più ampio da studiare. Io, dunque, differenzio i programmi perché mi sembra giusto che uno studente che viene alle lezioni venga avvantaggiato”.
Il programma si articola in due parti: una legata strettamente al diritto finanziario, alle fonti e ai profili comunitari e l’altra relativa al diritto tributario. I testi: quello della parte generale (il Tesauro) è più semplice, quello di Amatucci sulla finanza pubblica è un po’ più complicato ma al corso viene spiegato in maniera dettagliata. Le domande che vengono poste agli studenti nascono dal collegamento continuo tra gli argomenti del libro e i casi della vita. Un consiglio utile: seguire con uno sguardo vigile ciò che accade all’interno del nostro paese, manovre di bilancio, rapporti comunitari, il sistema produttivo.
Gli studenti redigono anche una tesina su una serie di argomenti a scelta: “non mi interessa quanto questa sia corposa ma solo che i ragazzi imparino a scrivere di diritto. Una laurea in Giurisprudenza prevede questo tipo di esercizio in futuro ed è indispensabile abituare gli studenti fin dai primi anni di corso”. E’ possibile utilizzare la banca dati della Facoltà per le ricerche più specifiche.
Ed ecco i suggerimenti del docente per riuscire bene all’esame: “bisogna ripetere l’esame ad alta voce, magari studiando in piccoli gruppi; partire dai principi costituzionali che danno il quadro dell’ordinamento in una visione che non sia strettamente fiscale, confrontarsi con l’economia cercando di capire che la fiscalità è uno strumento complesso che si acquisisce gradualmente”.
“Occorre garantire agli studenti un percorso di studi decoroso il che non significa regalare gli esami. Se uno studente ripete più volte lo stesso esame, c’è un problema nella didattica, nei programmi, un problema che deve essere risolto per consentire una formazione adeguata della nuova classe dirigente”, conclude il professore.
Di parere concorde sono gli studenti che affollano la stanza nell’ora di ricevimento del docente. Sono quasi tutti dell’ultimo anno e stanno lavorando alla tesi. A differenza di quel che si crede, ottenere ed elaborare la tesi con questa cattedra è molto semplice ma soprattutto stimolante, ci informa Francesca. L’importante è arrivare presto a novembre, prima che il prof. concluda le assegnazioni.
Susy Lubrano








