Folla delle grandi occasioni per l’inaugurazione del Dipartimento di Biologia

Un altro tassello del mosaico Monte Sant’Angelo, il penultimo, è stato finalmente aggiunto. Martedì 2 maggio è stato inaugurato il nuovo Dipartimento di Biologia Generale e Funzionale, alla presenza delle più importanti cariche accademiche e politiche della regione. “Abbiamo inaugurato oggi una struttura nuova e moderna fornita di tutte le più moderne apparecchiature che una struttura di ricerca possa vantare” dice salutando la platea riunita nella Sala Rossa il prof. Maurilio De Felice, Direttore del Dipartimento ed emozionato padrone di casa. “Questa è un’opera intrapresa dal rettore Cuomo che acquistò per primo i suoli e proseguita da Carlo Ciliberto e Fulvio Tessitore, io arrivo alla fine. La sua attuazione segna la linea di continuità che c’è all’interno dell’università indispensabile per l’edilizia” afferma il Rettore Guido Trombetti che non dimentica di ringraziare tutto l’Ufficio Tecnico di Ateneo e gli amministratori che hanno reso possibile la realizzazione del Dipartimento “nessuno ce la fa mai da solo e oggi vediamo i frutti di una sinergia completa attuata insieme alla Regione che, grazie ai Centri di Competenza, ha consentito l’acquisizione di strumentazioni di assoluta avanguardia”. “Ringrazio il Rettore che oggi ha voluto associarmi a lui anche formalmente e Carlo Azeglio Ciampi il quale, da Ministro dell’Economia, volle ascoltarmi ed inserì il progetto di Monte Sant’Angelo tra le 100 grandi opere da realizzare, l’unico piano di queste proporzioni mai attuato in Italia” dice nel suo intervento l’ex-rettore Fulvio Tessitore, oggi parlamentare dell’Ulivo. “Napoli ha una speranza riposta nell’intelligenza e nella voglia di crescere dei ragazzi. Il vostro è un lavoro indispensabile. Intorno a Monte Sant’Angelo è rinata la vita di un intero quartiere ed io sono sicura che lo stesso accadrà a Scampia dove sorgerà l’università grazie alla vostra voglia di lanciarvi in una nuova impresa”, sostiene il Sindaco Rosa Russo Iervolino, fortemente impressionata dalle apparecchiature illustrate nel corso della visita ai laboratori del Dipartimento in compagnia del direttore e dell’assessore regionale alla Ricerca Teresa Armato (“sono meglio di quelle dell’MIT, che ho visitato spesso perché ci studiava mio figlio”). “Questo è un campus straordinario, frutto di una grande intuizione. Il capitale umano delle nostre sette università è prezioso. In questi anni abbiamo saputo lavorare di concerto accompagnando gli investimenti (più del doppio della media nazionale), ad un significativo corpus legislativo. Non molti l’hanno saputo fare e dobbiamo continuare gli sforzi per arrivare ai i più alti livelli della ricerca” dice il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino che ricorda le scelte strategiche condotte insieme all’università. “A Scampia e a San Giovanni condurremo una grossa operazione culturale. La continuità istituzionale ha permesso di pensare che sarebbe stato meglio portare in quelle periferie l’università invece delle fabbriche tradizionali che avrebbero ancora di più connotato quei quartieri con una popolazione tutta di ugual segno. Occorre creare una più complessa struttura sociale e sono convinto che le richieste saranno tantissime, così come è stato per Monte Sant’Angelo”. “Oggi inauguriamo uno dei più grandi e moderni centri di ricerca biologica in Italia, nato dalla fusione di sei diversi Dipartimenti” afferma il Presidente del Polo delle Scienze e delle Tecnologie Massimo D’Apuzzo. “Sento forte la responsabilità delle cose dette a questo tavolo. Siamo ricchi di gioventù e intelletto, solo con i fatti potremo ringraziare chi ci ha affidato questo bene” commenta il Preside della Facoltà di Scienze Alberto Di Donato. 
Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte anche molti illustri scienziati provenienti da altre università italiane che in passato hanno lavorato a Napoli ed hanno conservato, con l’università e la città, uno stretto rapporto umano e professionale. “Ho lavorato a Napoli per vent’anni e mi commuovo ogni volta che torno. Ricordo con affetto l’appoggio che il prof.Ciliberto ha sempre dato a tutti noi, già quando era preside. Dinanzi a questa struttura l’emozione è ancora più grande. In questa struttura confluiranno i lavori di persone che operano in campi molto diversi e l’intelligenza degli studenti napoletani non ha eguali” dice il prof. Paolo Amati, docente a La Sapienza di Roma e ricercatore al CNR di Napoli dal ’64 al ’74. “In questa sala ho festeggiato i miei 80 anni e vi ringrazio per avermi permesso di essere qui tra amici ed ex-allievi”, riferisce il prof.Alessandro Ballio, membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze e docente di Chimica delle Sostanze Naturali alla Sapienza. “Ho ritenuto mio dovere essere qui per l’amicizia che mi lega al prof.De Felice e ai colleghi di Napoli. Il mio augurio è di un grande successo per l’avanzamento della ricerca in Italia” sostiene Elvira Galli, direttrice di un analogo dipartimento all’Università di Milano. “Anche se siamo fisicamente divisi dai colleghi con i quali c’è sempre stato un grande affiatamento, l’impegno resta sempre lo stesso” afferma il prof.Giuseppe Geraci, Direttore del Dipartimento di Scienze Biologiche rimasto al Centro Storico. “Ricordo tutte le volte in cui siamo rimasti fino a tarda notte al Consiglio Comunale perché fosse approvata la modifica del piano regolatore e l’emozione dell’inaugurazione nel 1990 insieme a Ciliberto” ricorda l’ex Preside Lorenzo Mangoni. “Questa è una struttura per fare sistema” aggiunge il prof.Franco Salvatore. 
La cerimonia si è conclusa con un piccolo simposio. “Il mio periodo a Napoli è stato caratterizzato da una intensa e solerte attività” inizia così la sua lezione sui tumori l’immunologo di fama mondiale Lucio Luzzatto che ha ricordato i suoi anni alla Federico II e il gruppo di giovani talenti che ha visto nascere, in primo luogo gli scomparsi John Guardiola e Giorgio Battistuzzo, alla cui memoria ha dedicato un minuto di raccoglimento. La lezione è stata incentrata sullo studio della comprensione del rapporto che c’è nell’organismo tra le cellule malate e le altre e sulla necessità di comprendere il programma scritto all’interno dei cromosomi. “Per studiare il tumore nei topi e confrontarne lo sviluppo nell’uomo è necessario ingegnerizzare le cellule tumorali in modo che il comportamento tra i due decorsi sia lo stesso” conclude al termine del suo lungo intervento Luzzatto. Di vaccini ha invece parlato l’altro relatore del simposio, Guido Grandi, ricercatori della Chiron, grossa società farmaceutica con stretti legami di collaborazione con il Dipartimento. “Per studiare alcune malattie infettive codifichiamo le proteine che estraiamo dagli antigeni che si trovano sulla superficie delle cellule colpite dagli streptococchi. In questo modo possiamo aumentare le possibilità di successo nella ricerca di vaccini contro alcune malattie infettive” dice Grandi. 
All’inaugurazione sono state esposte le sculture di un grande genetista ormai in pensione Ferruccio Ritozzi, per diversi anni docente a Napoli. 
Simona Pasquale
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