Chi passa si vedrà convalidati tutti gli esami che non differiscono più di 4 crediti

27 esami, un’idoneità di lingua e la tesi. Ecco il percorso quinquennale (1+4) che la Facoltà di Giurisprudenza adotterà dal prossimo settembre. La disciplina del nuovo ordinamento, l’attribuzione dei crediti a ciascun esame ed il passaggio degli studenti appartenenti al 3+2 alla nuova laurea magistrale sono stati i temi affrontati nel Consiglio di Facoltà del 20 aprile. 
“Il punto nodale della questione – dice Vincenzo Fischetti, rappresentante degli studenti- concerne la disparità dei crediti tra gli esami della triennale e quelli della quinquennale. Ad esempio, Diritto Privato nel 3+2 vale dodici crediti, nel nuovo ordinamento ne varrà tredici. Per ovviare a questo problema e per invogliare gli studenti della triennale a realizzare il passaggio, tutti gli esami che hanno una discrepanza fino a 4 crediti verranno equiparati agli esami della laurea magistrale senza dover ripetere l’esame o affrontare prove e seminari aggiuntivi. Invece per gli esami in cui la differenza è pari o superiore a cinque crediti, sarà necessario integrare il programma già svolto e sostenere un esame di profitto”. E questo è il caso degli esami che nella triennale sono sdoppiati, ad esempio Procedura Civile e Diritto Commerciale.  Per Procedura Civile c’è una particolarità: il corso partirà nel primo semestre del terzo anno, così gli studenti potranno scegliere di sostenere l’esame per intero alla fine delle lezioni, e quindi dal mese di gennaio, o di suddividere l’esame in due parti (a fine primo e secondo semestre).. Un’allettante prospettiva in quanto Procedura Civile è considerato uno degli esami più ostici. “Il poter suddividere l’esame in due tranche è sicuramente un punto di forza della riforma” ribadisce Fischetti. Il passaggio è conveniente, assicura lo studente, anche “perché si risparmiano dai sette ai dieci esami più una tesi. Chi vorrà passare, dovrà tenere conto degli esami che ancora deve sostenere alla triennale, di quelli che deve integrare e degli esami che non ha svolto ma che sono considerati fondamentali alla quinquennale come ad esempio Diritto Pubblico Comparato, Diritto Ecclesiastico, Storia della Giustizia ecc.”. Per Diritto Commerciale: “gli studenti appartenenti ad entrambi i Corsi di Laurea della 3+2 (il primo ed il secondo corso di laurea) dovranno seguire seminari obbligatori che andranno ad integrare la parte già svolta del programma. Alla fine si avrà una sorta di test finale che consentirà di superare l’esame. Per avere informazioni più precise si dovrà attendere. Sarà sicuramente difficile stabilire un numero di pagine che non sia troppo elevato ma i professori ci hanno rassicurato”. 
Gli esami complementari già svolti che sono stati disattivati e quindi non sono compresi nell’1+4, verranno convalidati come esami a scelta dello studente. A conti fatti si recuperano tutti gli esami, solo l’idoneità di abilità informatica non esiste più come l’esame di lingua straniera. Gli studenti che intendano effettuare il passaggio potranno farlo entro il 31 luglio di quest’anno altrimenti dovranno attendere il 2007 e precisamente entro il 10 aprile di ogni anno accademico.
Appelli, se ne
discuterà in
Commissione
Un altro argomento catalizza l’attenzione degli studenti: le sessioni d’esame. Ricordiamo che una delibera del Consiglio di Facoltà dello scorso 26 ottobre ha modificato la sessione autunnale degli esami: le prove si terranno dal 15 al 30 settembre (primo appello) e, a scelta del docente, dal 1 al 30 ottobre o dal 1 al 20 novembre (secondo appello). Questo per consentire agli iscritti di Scienze Giuridiche di concludere il percorso di studi triennale in tempo utile per accedere alla Specialistica ed agli studenti della Specialistica e del vecchio ordinamento di laurearsi in tempo per l’iscrizione all’albo dei praticanti. Gli studenti, però, hanno avviato una petizione con più di 1500 firme per chiedere il ripristino di un appello obbligatorio e certo nel mese di novembre o di dicembre, lasciando ferma la possibilità, anche esclusiva, per i laureandi di usufruire del mese di settembre. Se ne sarebbe dovuto discutere nel Consiglio del 20 aprile. Ma spiega Fischetti “c’è stata l’esigenza di applicare il decreto ministeriale 1+4 e quindi la questione degli appelli è stata per un po’ accantonata. Gli studenti hanno manifestato il loro dissenso attraverso la petizione, noi rappresentanti abbiamo cercato un incontro con questi ragazzi. Anch’io sono uno studente e vorrei dodici mesi per sostenere gli esami ma so che questo non è possibile, le nostre esigenze vanno a scontrarsi con quelle dell’amministrazione. Il mese di dicembre, ad esempio, è ricco di impegni (sedute di laurea, corsi e tante altre iniziative) che comportano una carenza di spazi e risulta difficile organizzare gli esami”. Comunque, prosegue lo studente “abbiamo adottato la politica di chiedere le cose gradualmente. Siamo stati a colloquio dal Preside e abbiamo accennato la questione al prof. Rusciano, presidente della Commissione Didattica. Nel prossimo Consiglio di Facoltà sarà presentata la proposta degli studenti. Fermo restando il mese di settembre chiederemo il mese di ottobre e quello di novembre (dall’1 al 20) con la possibilità di scelta fra tutti gli esami”. Di parere concorde sono i rappresentanti dell’Udu: “attendiamo che si riunisca la Commissione Didattica del mese di maggio- dice Ciro Masullo- Il Preside ci ha assicurato che si farà promotore della nostra proposta all’interno della Commissione”.
Susy Lubrano
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