“Non c’è più umanità”

“Premettendo che alla Triennale mi sono laureata in Mediazione Linguistica e Culturale, avevo deciso per la Specialistica di cambiare ramo, proprio per mettermi in gioco con competenze diverse e abbracciare una formazione più interdisciplinare – racconta Elena, studentessa del Corso di Laurea Magistrale di Relazioni e Istituzioni dell’Asia e dell’Africa, che ha sostenuto il 24 marzo l’esame di Economia e Finanza Internazionale – Ho seguito il corso online nel primo semestre e negli ultimi tre mesi non mi sono dedicata ad altro che alla preparazione di questo esame, per colmare anche le mie lacune in ambito economico. Eppure, sono stata bocciata. Certo, il colloquio è andato male perché mi sono confusa con un paio di grafici. Però, quello che vorrei sottolineare è l’impostazione poco favorevole allo studente con cui si tengono gli esami online”. È dello stesso parere anche Valeria, iscritta a Mediazione Linguistica e Culturale, che ha sostenuto Arabo II il 15 febbraio. “Credo che gli esami a distanza vadano ripensati in vista della sessione estiva e suddivisi – come, difatti, avveniva in presenza – con ulteriori partizionamenti. Ho sostenuto l’esame come prima candidata e, onestamente, nell’agitazione da cui ero presa, non è stato di certo bello che il mio esame fosse a ogni minuto interrotto dall’accesso su piattaforma degli altri 40 esaminandi. Venivo stoppata di continuo dalla notifica di Teams e il fatto che ci fossero moltissime persone collegate ad ascoltarmi non mi ha per niente messo a mio agio. È naturale: ogni studente ascolta il primo esame per rendersi conto anche della tipologia di domande che la docente rivolge, ma sarebbe forse preferibile che il sistema fosse circoscritto a numeri più piccoli”. Un’agitazione destabilizzante, riprende Elena, “anche perché si trattava del mio primo esame dopo moltissimo tempo. Due anni fa avevo congelato il mio piano carriera, ero andata a vivere in Inghilterra lavorando come hostess per Ryanair. Quando il Covid ci ha messo in cassa integrazione, ho pensato che la cosa migliore fosse tornare a Napoli e tornare sui libri, dato che la formazione sembra l’unico investimento che valga la pena fare di questi tempi. Pochi però lo dicono: l’Università online è deprimente”. Tra l’altro, persistono anche alcuni problemi tecnici. “Anche se ho accettato un voto non troppo alto (25), ho notato che, trascorsi già dieci giorni, il voto non figura sulla mia pagina personale. Io sono fuoricorso e vorrei sostenere subito dopo questo, nella sessione di marzo, Arabo III, ma quando chiamo la segreteria per chiedere spiegazioni in merito a quest’incongruenza nessuno risponde”, conclude Valeria. Sullo svolgimento degli esami online esprime una nota negativa anche Rossella Martucci, studentessa del terzo anno in Mediazione, a proposito del suo esame di Lingua Spagnola: “Ho notato, in questo e in altri casi l’anno scorso, diversi episodi di pressing psicologico. Può capitare che il docente, avendo altre 50 persone da valutare nello stesso giorno, alla vista di uno studente perplesso o indeciso su una risposta, vada subito al dunque: ‘vuole proseguire o tornare la prossima volta?’. Non mi era mai successa una cosa del genere durante un esame in presenza, dove invece ho incontrato sempre professori disposti a fare il possibile per valorizzare la mia preparazione. Francamente, mi dispiacerebbe molto continuare l’Università in questo modo: non c’è più umanità. Ogni studente ha diritto, anche perché paga laute tasse, a conoscere il voto che merita e poi decidere se accettarlo o meno, senza essere già condizionato nella propria performance dopo un paio di domande. Spero soltanto che a giugno si riesca a tornare, almeno per gli orali di Lingua”. Di questo passo, “con esami difficili e non sempre rapportati in maniera adeguata al corso svolto online, confrontandomi anche con i miei colleghi, siamo tutti molto sfiduciati”, insiste anche Antonella Massaro, iscritta a Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe. Che prosegue: “Venerdì 26 avrei dovuto sostenere Spagnolo II ma fino al giorno prima non comparivano avvisi sulla pagina del docente. Ho inviato mail senza ricevere risposta, fin quando una collega gentilmente mi ha comunicato il codice Teams per accedere all’esame. Non è più tollerabile che anche con gli esami a distanza si debba fare affidamento al passaparola per un’informazione che ci spetta di diritto”. Negli ultimi mesi l’Università per molti sta diventando più difficile: “mentre prima, però, potevamo approfittare del confronto con il docente nell’orario di ricevimento o per altri dubbi, adesso ci sentiamo abbandonati a noi stessi. Per carità, il ricevimento online funziona. Ma è come se stessimo proprio perdendo le nostre vecchie abitudini. Facciamo lezione da casa con ritmi insostenibili e da qui sosteniamo gli esami e poi ci laureiamo. Non so, a volte ho l’impressione di trovarmi alla Pegaso, soltanto con il triplo delle difficoltà”.

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