“Quest’anno, per rompere gli schermi serve rompere anche gli schemi”

Date di esami, slittamento di sedute, orari di ricevimento, codici teams, scadenze. È quello che ci si aspetterebbe di trovare sulla pagina web di un docente universitario: comunicazioni burocratiche. Eppure, ecco lo strappo alla regola. Silvia Acocella, ordinaria di Letteratura italiana contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici della Federico II, ha scritto proprio su quella pagina asfittica una lettera aperta indirizzata agli studenti, che circa in 150 chiedevano di spegnere il pc e varcare nuovamente la soglia di Porta di Massa in vista dell’appello successivo. “Non è la prima volta che mi servo della sezione ‘Avvisi’ in modo informale – spiega la docente – e quest’anno, per rompere gli schermi, serve rompere anche gli schemi. Come molte volte ho detto, il ritorno a una didattica in presenza passa attraverso la volontà dei singoli docenti e dei singoli studenti”. Ad ogni modo la risposta è stata affermativa: sì agli esami in sede (prima delle disposizioni del Rettore, seguite a quelle regionali, che hanno imposto lo stop alle attività in presenza fino al 29 marzo) e rispettando tutte le norme anti-Covid, perché è “giusto che troviate me dall’altra parte dei libri il giorno del vostro esame”, recita uno stralcio della missiva. E se la bomba sanitaria ha imposto un radicale ripensamento degli stili di vita e del modo di vivere i luoghi di aggregazione, per Acocella urge “fare scelte diverse dal solito e sviluppare nuove forme di alleanza, per tornare a essere una comunità” perché – continua – “il danno maggiore di questo anno di pandemia per il sistema dell’istruzione pubblica è aver impedito il formarsi e il crescere di una comunità orizzontale di studenti, fondata sul confronto, sullo scambio di saperi e opinioni, su esperienze comuni”.
Ma a ben vedere, l’abbraccio ideale con il quale Acocella ha cinto i propri studenti non è così sorprendente. I suoi corsi, il suo modus operandi, così come le iniziative accademiche grazie alle quali si è contraddistinta, hanno sempre riscosso grande successo e partecipazione: “ho sempre coltivato un dialogo costante con gli studenti, fatto di rapporti, scambi, condivisioni che, di cerchio in cerchio, si allargano e sconfinano in molti campi della vita”, aggiunge. Altrettanta partecipazione è attesa infatti per il seminario di “Scritture in transito tra letteratura e cinema”, attivo dal 2013 presso la Federico II e patrocinato dal DSU (4 crediti formativi corrisposti), che quest’anno tematizzerà i “Legami”, “scelti come contrappeso all’obbligo del distanziamento sociale”, chiarisce la docente. Gli incontri si terranno ogni venerdì da marzo a maggio (ore 15 – 17), saranno trasmessi in streaming, poi raccolti e divulgati sul sito scrittureintransito.com, dove ci si può iscrivere fino al 10 marzo. Alla testa del team ci sarà naturalmente la prof.ssa Acocella, che interloquirà con alcuni studenti scelti per curare singole rubriche: Francesco Amoruso (Laboratorio di Scrittura. Tra le pagine e la melodia), Gianluca Della Corte (Laboratorio di Audiovisivi e multimediali), Marianna Lucia di Lucia (curatrice delle pagine social di critica cinematografica) e Annachiara Monaco (Modelli e strutture narrative). Nella continua ricerca di confini da lambire e decostruire, tutte le parti in causa saranno chiamate a sondare “ogni relazione, naturale o artificiale, tra uomini, cose, parole e idee in un sistema di riflessi e connessioni – conclude la docente – I rapporti familiari borghesi, la loro dissoluzione e l’anarchica ristrutturazione saranno confrontati con le visioni di grovigli e labirinti dove muoversi all’infinito, tra personaggi orfani e rete digitale”. Il vero obiettivo, dunque, sarà “la perdita del filo del racconto”.
Claudio Tranchino

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