5 regole d’oro

Sono cinque – a detta degli studenti già iscritti – le regole d’oro da seguire durante il primo anno universitario. 
La prima: non si può vivere l’Università solo per sentito dire. Occorre frequentare. “Nei primi mesi – afferma Maria Auriemma, al III anno – è impensabile stare a casa, in compagnia dei manuali. Per comprendere il ‘mostro’ lo devi conoscere e combattere”. “Stando a contatto con altri studenti – aggiunge Marica Avilia – nascono idee e si condividono esperienze. Inoltre, bisogna incontrare i docenti, in modo da raccogliere informazioni in vista dell’esame. Isolarsi e disperarsi non serve a nulla, Giurisprudenza deve diventare un luogo piacevole di incontro, crescita e scambio”. 
La seconda: mai abbattersi di fronte alla folla che incombe in aula. Per sopravvivere, occorre far valere le proprie motivazioni, imparando a correre più veloce di tutti. “La fila fuori ai cancelli c’è sempre stata – racconta Francesco Rotondo – Tuttavia può intimorire solo il primo giorno, già dal secondo devi imparare a scalpitare per trovare posto. La voglia di fare dovrà essere più importante di qualsiasi disagio. Per questo, occorre, prima di iscriversi, un attento esame di coscienza”. “Le aule studio saranno impraticabili per mesi – avverte Elisa Scognamiglio – così come i corridoi, i bagni o le stanze del ricevimento. Sembrerà sempre di non avere spazio a sufficienza, di essere fuori luogo. Credetemi, questa sensazione svanisce con il passare delle settimane. Occorre solo abituarsi”. La terza: andare a lezione e frequentare il ricevimento. “Nei primi mesi costruire un rapporto con i collaboratori del docente – afferma Benedetto Guascone, al II anno – dovrebbe essere l’iter di ogni matricola. In questo modo, si viene seguiti passo dopo passo e si possono chiedere spiegazioni dettagliate, al di fuori delle lezioni. Rischiare di restare indietro è deleterio, meglio imparare a chiedere aiuto che sentirsi dei ‘falliti’”. 
La quarta: studiare fin dal primo giorno per arrivare alla sessione d’esami di gennaio senza l’acqua alla gola. “Sembrerà banale – dichiara Silvio Renne – ma l’unico modo per arrivare pronti alle prove è studiare senza sosta. Dopo la prima settimana in cui si familiarizza con il professore ed il manuale, occorre mettersi a lavoro con diligenza, tracciando un percorso che non deve ammettere ripensamenti. Se si opta per una disciplina, occorre impegnarsi per portarla fino alla fine, altrimenti si perde tempo solo a rincorrere i programmi”. “Lo studio in concomitanza dei corsi aiuta moltissimo – sottolinea Ester Spano – Il docente dà il filo conduttore da seguire, e se si è diligenti si arriva all’esame meno stressati. Occorre fare come a scuola, darsi ogni giorno l’assegno, senza rimandare. Solo che in questo caso parliamo di studiare circa 50 pagine al dì, per far fronte a manuali da 1000 e più pagine”. 
La quinta: studiare per l’esordio la materia che più piace. “Non seguire la massa, ma impegnarsi sulla disciplina che desta meno timore e che risulta più facile ed affascinante – suggerisce Teresa Buonanno – A volte, nel primo semestre, si tende ad evitare Costituzionale perché considerato, dalla maggior parte delle matricole, la prova più ostica. Nulla di più sbagliato, occorre seguire il proprio istinto e fidarsi di ciò che fa sentire sicuri”. “Studiare ciò che piace facilita – dice Carmen Finizio – Se il primo esame si conclude con un successo, la carriera universitaria subirà un’accelerazione. Da matricola, mi cimentai con Istituzioni di diritto romano, esame tosto, lungo e poco discorsivo. Eppure il risultato fu eccellente, segno che a volte occorre rischiare, per seguire le proprie inclinazioni”.
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