A Statistica pochi abbandoni e veloce inserimento nel mondo del lavoro per i laureati

Una modifica di ordinamento per la Magistrale in Scienze statistiche per le decisioni destinata a coloro i quali hanno conseguito la Laurea Triennale in Statistica per l’impresa e la società. “Prevede sostanzialmente un nuovo curriculum – spiega il prof. Giancarlo Ragozini, che è il Coordinatore dei Corsi di Laurea – più specifico (ci saranno materie come Ricerca operativa oppure Finanza matematica) di quello proposto ai laureati Triennali in Scienze Politiche ed in Sociologia che si iscriveranno alla Magistrale in Statistica. Per questi ultimi, infatti, il primo semestre del primo anno prevede insegnamenti di base, per esempio Matematica, che potrebbero non aver sostenuto prima. Comunque manterremo il percorso per i non laureati in Statistica alla Triennale perché sta funzionando davvero bene; trovano facilmente impiego, i tempi di attesa del lavoro sono bassi perché la figura è molto appetibile sul mercato in quanto hanno una formazione trasversale multidisciplinare: diritto, economia e discipline umanistiche. Sono formati in Statistica dopo la Magistrale e sanno anche parlare bene, il che non guasta”.  Una metà è assunta addirittura prima di terminare il percorso Magistrale. Il ventaglio delle società si è allargato ed è cambiata la distribuzione territoriale: “Prima i nostri laureati Magistrali si impiegavano solo nel Nord Italia, ora anche a Roma, dove c’è tutto un indotto nella Pubblica Amministrazione, e Napoli, dove molte grandi società hanno ritrovato interessi e stanno facendo investimenti”. Tra venticinque e trenta i laureati Magistrali l’anno mentre gli  immatricolati sono tra i trenta ed i quaranta: “registriamo pochi abbandoni perché quelli che arrivano sono già motivati, C’è solo qualcuno che va via perché attirato da sbocchi occupazionali o perché ha troppe carenze e ce lo perdiamo. Sono però veramente pochi”.
Non ci sono ancora, naturalmente, laureati della Triennale in Statistica per l’impresa e la società perché è partita solo lo scorso anno. Venticinque gli immatricolati nell’anno accademico in corso, dodici in quello precedente: “Stanno andando tutti avanti bene e sono in perfetta regola con gli esami, ad eccezione di una ragazza che ha abbandonato quasi subito perché ha preferito lavorare ed aveva avuto una opportunità”. Il bilancio provvisorio della nuova iniziativa didattica è dunque positivo: “Nessuno è rimasto indietro nel corso del primo anno, che poi è sicuramente il più ostico perché prevede gli esami formativi, a cominciare da Matematica, Informatica, Calcolo delle probabilità. La Statistica è una materia che procede per accumulo. Mano a mano che si lavora sulla disciplina si accumulano competenze e conoscenze specifiche ed il cammino si fa meno duro”. Intanto sono appena iniziati i corsi del secondo semestre che per il secondo anno sono: Statistiche applicate a diversi ambiti disciplinari e Demografie.
La ripresa delle lezioni ha avuto un antipasto il 2 marzo, quando si è svolto un convegno dal titolo: “La Statistica moderna fra Scarce Data e Big Data”. Tra i partecipanti Carlo Cafiero, uno statistico che lavora alla Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura; Marco Del Mastro, che dirige il Servizio economico-statistico dell’Agcom, l’Agenzia delle comunicazioni; dirigenti della DXC, un’azienda statunitense tra le più importanti nel settore delle Information Technology. “Il convegno è stata anche una opportunità offerta ai ragazzi – conclude il prof. Ragozini – per prendere contatto con esponenti di realtà pubbliche e private che potenzialmente rappresentano sbocchi lavorativi per chi si specializza nell’ambito del trattamento e della raccolta dei dati”.
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