“Imprenditorialità giovanile: nuove opportunità per le facoltà umanistiche. Tutte le possibilità: prestito d’onore, legge 44 e 236” è stato il tema dell’incontro organizzato da Ateneapoli in collaborazione con la IG Campania e la facoltà di Sociologia tenutosi il 22 marzo. Presenti all’incontro il dott. Paolo Giacomelli, amministratore delegato della IG Campania, la prof.ssa Enrica Amaturo, Direttore del dipartimento di Sociologia, la dott.ssa Paola De Vivo, ricercatrice della cattedra di Sociologia economica, e Paolo Iannotti, direttore di Ateneapoli.
“Incontri sul tema autoimprenditorialità sono organizzati di solito in facoltà scientifiche, cioè quelli che ne hanno meno bisogno. Noi abbiamo voluto trasferire l’iniziativa alle facoltà umanistiche, qual è Sociologia” ha esordito Paolo Iannotti. L’idea è stata apprezzata dalla prof.ssa Amaturo: “Molti nostri laureati hanno creato società di ricerca che realizzano indagini di mercato. Ciononostante il Comune di Napoli spesso sceglie società di ricerche del nord Italia. Quello che occorre è crearsi un’immagine. Credo davvero che i nostri laureati siano competitivi in questo settore per tre motivi: hanno una formazione versatile; esistono esigenze di mercato; esiste un’ampia competenza della nostra facoltà in questo settore”. L’incontro si è aperto con un simpatico filmato in cui alcuni giovani del sud Italia hanno raccontato la propria esperienza imprenditoriale cominciata grazie al prestito d’onore, un finanziamento fino a 50 milioni rivolto a disoccupati che intendono avviare un’attività artigianale o commerciale in proprio. “I soldi li danno e non ci sono raccomandazioni” ha spiegato Antonio Sagarotta, siciliano che col prestito d’onore ha aperto un’autocarrozzeria a Catania. “È stato come realizzare un sogno” hanno dichiarato gli intervistati. Ognuno ha avviato un’attività diversa: un salone da parrucchiera per signora, un laboratorio odontotecnico, una libreria spettacolo, una palestra per acqua-gym, una rosticceria, una sartoria per abiti da sposa. “Fare impresa non è un’operazione impossibile ma difficile in alcuni contesti” ha asserito la dott.ssa Paola De Vivo. Non si nasce imprenditori: “questi sono ragazzi normali, giovani che hanno creduto in se stessi e sono riusciti a risolvere il problema dell’occupazione con un percorso autonomo”. Oltre al problema iniziale di chi vuole intraprendere questo percorso, che è di natura economica, bisogna far emergere una cultura imprenditoriale: “Fatta di idee. Il prestito d’onore nasce proprio per finanziare attività di chi ha idee ma non un patrimonio” ha spiegato Paolo Giacomelli. “L’unica cosa che non si impara è l’idea di partenza. Questa nasce dalle proprie passioni, interessi. Non ho mai visto iniziare un’attività solo per il profitto. Le più grandi imprese sono nate da passioni, anche senza delle grandi capacità imprenditoriali iniziali”. Non esiste relazione tra competenze economiche e giuridiche e capacità imprenditoriale ed è per questo che anche chi si è laureato in una facoltà umanistica può diventare imprenditore. “Bisogna credere nella propria idea per portarla avanti” hanno raccontato due giovani presenti alla conferenza che hanno voluto testimoniare la loro esperienza, Cristiana Marconcini e Nino Ficarella. “Ho letto del prestito d’onore su un giornale. Ho presentato la domanda nel ’97 per avviare un’attività artigianale, nel campo della ceramica stile settecento napoletano. Ho aspettato due anni perché la burocrazia è molto lenta. Piaciuta l’idea mi hanno chiamata per un corso di formazione. Il marzo scorso. A settembre ho firmato il contratto” ha raccontato Cristiana, laureatasi in Psicologia nell’81. “I soldi arrivano non temete, non ci sono raccomandazioni. Il corso di formazione è durato due mesi e mezzo. Ottimi docenti. Eravamo 54 corsisti di età compresa tra 22 e 54 anni” ha precisato. L’architetto Lino Picarella che ha percorso un iter diverso, ha usufruito della legge 44, grazie alla quale si ottiene un finanziamento fino a 5 miliardi. “La nostra attività, che si aprirà tra breve a Napoli, si occupa di artigianato, del recupero del mestiere dei liutai. L’approccio con la legge 44 è stato ostico. Non sapevamo nulla di imprenditorialità e abbiamo trovato difficoltà con la terminologia. Abbiamo realizzato un vero e proprio progetto, facendo indagini di mercato. All’inizio saremo in otto persone poi dovremmo diventare dodici. L’importante è stata per noi la volontà, solo questo ci ha permesso di superare gli ostacoli”. Rischiare e credere nelle proprie passioni. “Non bisogna avere il terrore del fallimento dell’attività imprenditoriale” ha spiegato Giacomelli, “il fallimento di un’attività non è un fallimento di vita, un’idea retaggio della cultura cattolica. È il mercato a selezionare e la qualità della persona non c’entra affatto”.
“Incontri sul tema autoimprenditorialità sono organizzati di solito in facoltà scientifiche, cioè quelli che ne hanno meno bisogno. Noi abbiamo voluto trasferire l’iniziativa alle facoltà umanistiche, qual è Sociologia” ha esordito Paolo Iannotti. L’idea è stata apprezzata dalla prof.ssa Amaturo: “Molti nostri laureati hanno creato società di ricerca che realizzano indagini di mercato. Ciononostante il Comune di Napoli spesso sceglie società di ricerche del nord Italia. Quello che occorre è crearsi un’immagine. Credo davvero che i nostri laureati siano competitivi in questo settore per tre motivi: hanno una formazione versatile; esistono esigenze di mercato; esiste un’ampia competenza della nostra facoltà in questo settore”. L’incontro si è aperto con un simpatico filmato in cui alcuni giovani del sud Italia hanno raccontato la propria esperienza imprenditoriale cominciata grazie al prestito d’onore, un finanziamento fino a 50 milioni rivolto a disoccupati che intendono avviare un’attività artigianale o commerciale in proprio. “I soldi li danno e non ci sono raccomandazioni” ha spiegato Antonio Sagarotta, siciliano che col prestito d’onore ha aperto un’autocarrozzeria a Catania. “È stato come realizzare un sogno” hanno dichiarato gli intervistati. Ognuno ha avviato un’attività diversa: un salone da parrucchiera per signora, un laboratorio odontotecnico, una libreria spettacolo, una palestra per acqua-gym, una rosticceria, una sartoria per abiti da sposa. “Fare impresa non è un’operazione impossibile ma difficile in alcuni contesti” ha asserito la dott.ssa Paola De Vivo. Non si nasce imprenditori: “questi sono ragazzi normali, giovani che hanno creduto in se stessi e sono riusciti a risolvere il problema dell’occupazione con un percorso autonomo”. Oltre al problema iniziale di chi vuole intraprendere questo percorso, che è di natura economica, bisogna far emergere una cultura imprenditoriale: “Fatta di idee. Il prestito d’onore nasce proprio per finanziare attività di chi ha idee ma non un patrimonio” ha spiegato Paolo Giacomelli. “L’unica cosa che non si impara è l’idea di partenza. Questa nasce dalle proprie passioni, interessi. Non ho mai visto iniziare un’attività solo per il profitto. Le più grandi imprese sono nate da passioni, anche senza delle grandi capacità imprenditoriali iniziali”. Non esiste relazione tra competenze economiche e giuridiche e capacità imprenditoriale ed è per questo che anche chi si è laureato in una facoltà umanistica può diventare imprenditore. “Bisogna credere nella propria idea per portarla avanti” hanno raccontato due giovani presenti alla conferenza che hanno voluto testimoniare la loro esperienza, Cristiana Marconcini e Nino Ficarella. “Ho letto del prestito d’onore su un giornale. Ho presentato la domanda nel ’97 per avviare un’attività artigianale, nel campo della ceramica stile settecento napoletano. Ho aspettato due anni perché la burocrazia è molto lenta. Piaciuta l’idea mi hanno chiamata per un corso di formazione. Il marzo scorso. A settembre ho firmato il contratto” ha raccontato Cristiana, laureatasi in Psicologia nell’81. “I soldi arrivano non temete, non ci sono raccomandazioni. Il corso di formazione è durato due mesi e mezzo. Ottimi docenti. Eravamo 54 corsisti di età compresa tra 22 e 54 anni” ha precisato. L’architetto Lino Picarella che ha percorso un iter diverso, ha usufruito della legge 44, grazie alla quale si ottiene un finanziamento fino a 5 miliardi. “La nostra attività, che si aprirà tra breve a Napoli, si occupa di artigianato, del recupero del mestiere dei liutai. L’approccio con la legge 44 è stato ostico. Non sapevamo nulla di imprenditorialità e abbiamo trovato difficoltà con la terminologia. Abbiamo realizzato un vero e proprio progetto, facendo indagini di mercato. All’inizio saremo in otto persone poi dovremmo diventare dodici. L’importante è stata per noi la volontà, solo questo ci ha permesso di superare gli ostacoli”. Rischiare e credere nelle proprie passioni. “Non bisogna avere il terrore del fallimento dell’attività imprenditoriale” ha spiegato Giacomelli, “il fallimento di un’attività non è un fallimento di vita, un’idea retaggio della cultura cattolica. È il mercato a selezionare e la qualità della persona non c’entra affatto”.
Le domande
degli studenti
degli studenti
Le domande degli studenti intervenuti all’incontro –erano più di cento- sono state numerose.
Come avviene la selezione delle domande per il prestito d’onore? Ha chiesto uno studente al dott. Giacomelli. “Valutiamo innanzitutto l’idea, Le competenze, la volontà, la capacità del mercato. Non esiste nessun legame tra l’idea e chi la propone. Chi sarà selezionato in base alla domanda parteciperà ad un corso di formazione. Poi realizzerà un piccolo progetto. In genere dalle 100 domande selezionate saranno 30 i finanziamenti, a causa delle rinunce. I tempi di attesa sono oggi di un anno”. Inoltre è possibile ripresentare la domanda se non è stata accolta.
Esiste un limite di età? “Non esiste per il Prestito d’onore. Gli unici due requisiti sono una partita Iva non attiva e non essere lavoratore dipendente. Per la legge 44 invece il limite esiste. I giovani compresi tra i 18 e i 29 anni devono essere in maggioranza, oppure devono avere tutti massimo 35 anni”. Quali sono le modalità della restituzione del prestito d’onore? “30 milioni sono a fondo perduto, il rimanente deve essere restituito in 5 anni ad un tasso dell1%”.
L’imprenditorialità femminile. “Il nostro sito Internet è www.igol. it. All’interno di questa città di opportunità c’è un palazzo dedicato all’imprenditorialità femminile che è fornito della più grande banca dati sull’argomento in Italia ed è gratuita. Il problema sulla legge 215 a proposito dell’imprenditorialità femminile è che, sebbene sia possibile presentare le domande, non è ancora possibile ricevere i finanziamenti. Esiste infatti un disaccordo tra Ministero delle pari opportunità e Ministero dell’Industria sulla competenza a destinare i fondi”.
Chi ci garantisce che l’idea contenuta in una domanda respinta non sia adottata da qualcun altro? “Quella dell’idea rubata è una questione che emerge spesso in incontri come questi. La verità è che su 5000 progetti per la legge 44 solo 5 sono state le idee davvero innovative”.
È necessario corredare la propria domanda di attestati che provano le proprie competenze? “No. Cerchiamo di valutare dal racconto che ci viene presentatole motivazioni, la volontà, le capacità”.
Qual è il livello di formalizzazione della domanda del prestito d’onore? “È difficile rispondere con precisione. La richiesta è di una domanda sempre più strutturata. Di sicuro quella per il prestito d’onore è più destrutturata rispetto alla legge 44”.
In che misura si avverte il problema della criminalità? “Innanzitutto nessuno di noi è mai andato in galera. Quanto ad alcune piccole imprese nate con la legge 44 so che hanno subito atti di criminalità, più per l’assunzione di personale che di richiesta di tangenti”.
Quale bilancio si può trarre dal vostro lavoro? “È complicato fare bilanci. Posso solo dire che siamo orgogliosi di aver contribuito a cambiare la mentalità sull’imprenditorialità e l’iniziativa autonoma, che non è né di destra né di sinistra”.
La IG Campania ha sede presso la Mostra d’Oltremare ed è aperta al pubblico dal lunedì al giovedì dalle 9.00 alle 17.00 ed il venerdì dalle 9.00 alle 13.30. il numeri di telefono è 081.610.10.10, del fax 081.610.10.60.
Come avviene la selezione delle domande per il prestito d’onore? Ha chiesto uno studente al dott. Giacomelli. “Valutiamo innanzitutto l’idea, Le competenze, la volontà, la capacità del mercato. Non esiste nessun legame tra l’idea e chi la propone. Chi sarà selezionato in base alla domanda parteciperà ad un corso di formazione. Poi realizzerà un piccolo progetto. In genere dalle 100 domande selezionate saranno 30 i finanziamenti, a causa delle rinunce. I tempi di attesa sono oggi di un anno”. Inoltre è possibile ripresentare la domanda se non è stata accolta.
Esiste un limite di età? “Non esiste per il Prestito d’onore. Gli unici due requisiti sono una partita Iva non attiva e non essere lavoratore dipendente. Per la legge 44 invece il limite esiste. I giovani compresi tra i 18 e i 29 anni devono essere in maggioranza, oppure devono avere tutti massimo 35 anni”. Quali sono le modalità della restituzione del prestito d’onore? “30 milioni sono a fondo perduto, il rimanente deve essere restituito in 5 anni ad un tasso dell1%”.
L’imprenditorialità femminile. “Il nostro sito Internet è www.igol. it. All’interno di questa città di opportunità c’è un palazzo dedicato all’imprenditorialità femminile che è fornito della più grande banca dati sull’argomento in Italia ed è gratuita. Il problema sulla legge 215 a proposito dell’imprenditorialità femminile è che, sebbene sia possibile presentare le domande, non è ancora possibile ricevere i finanziamenti. Esiste infatti un disaccordo tra Ministero delle pari opportunità e Ministero dell’Industria sulla competenza a destinare i fondi”.
Chi ci garantisce che l’idea contenuta in una domanda respinta non sia adottata da qualcun altro? “Quella dell’idea rubata è una questione che emerge spesso in incontri come questi. La verità è che su 5000 progetti per la legge 44 solo 5 sono state le idee davvero innovative”.
È necessario corredare la propria domanda di attestati che provano le proprie competenze? “No. Cerchiamo di valutare dal racconto che ci viene presentatole motivazioni, la volontà, le capacità”.
Qual è il livello di formalizzazione della domanda del prestito d’onore? “È difficile rispondere con precisione. La richiesta è di una domanda sempre più strutturata. Di sicuro quella per il prestito d’onore è più destrutturata rispetto alla legge 44”.
In che misura si avverte il problema della criminalità? “Innanzitutto nessuno di noi è mai andato in galera. Quanto ad alcune piccole imprese nate con la legge 44 so che hanno subito atti di criminalità, più per l’assunzione di personale che di richiesta di tangenti”.
Quale bilancio si può trarre dal vostro lavoro? “È complicato fare bilanci. Posso solo dire che siamo orgogliosi di aver contribuito a cambiare la mentalità sull’imprenditorialità e l’iniziativa autonoma, che non è né di destra né di sinistra”.
La IG Campania ha sede presso la Mostra d’Oltremare ed è aperta al pubblico dal lunedì al giovedì dalle 9.00 alle 17.00 ed il venerdì dalle 9.00 alle 13.30. il numeri di telefono è 081.610.10.10, del fax 081.610.10.60.
Doriana Garofalo








