Chi è stato bocciato dovrà attendere 5 mesi per discutere la tesi

Settembre nero per alcuni laureandi di Giurisprudenza. L’emozione da ultimo esame ha lasciato l’amaro in bocca a chi, con la tesi pronta per essere consegnata, ha visto rifilarsi sul libretto universitario una bocciatura. Una sconfitta che fa perdere l’intera sessione autunnale e confina la laurea nella sessione straordinaria tra febbraio e marzo. Oltre alla notevole perdita di tempo, la bocciatura comporta la mancata iscrizione all’albo dei tirocinanti che deve avvenire entro novembre. “La sessione di settembre è stata approntata proprio per i laureandi – dice Pina, studentessa del vecchio ordinamento – in quanto consente di evitare ulteriori ritardi per concorsi ed iscrizione ai tirocini. Capisco che ogni esame abbia il suo grado di difficoltà, ma che bisogno c’è di bocciare a statino?”. Sono ben 5 i mesi che intercorrono tra una seduta di laurea e l’altra e per chi ha fretta di laurearsi è un periodo che sembra interminabile. “All’ultimo esame c’è un’emozione diversa – racconta Rachele, studentessa della Magistrale – ma non per questo si arriva impreparati. La voglia di concludere è talmente tanta che fa compiere alcuni errori, ma non credo che ci siano i presupposti per una bocciatura sulla camicia. Ho già stampato la tesi, purtroppo non ho superato l’esame di Procedura Penale con la cattedra del prof. Guido Pierro. Ora per  la discussione della tesi dovrò attendere febbraio, sempre che a gennaio riesca nel mio intento”. “Dicono sempre che bisogna affrettare i tempi – commenta Marcello, studente della quinquennale – adesso chi ci ripagherà di questo tempo perso? Perché non ci fanno ripetere l’esame ad ottobre? Ho sostenuto Diritto Commerciale, con la cattedra del prof. Giuseppe Guizzi, purtroppo non è andata come speravo. Dovrò dire addio, almeno per ora, alla mia voglia di indipendenza economica”. Non solo gli esami da sempre più difficili fanno paura. “Come si può rimandare la laurea per un esame come Diritto Internazionale che non sfiora neppure le 500 pagine? – domanda Alvaro, iscritto alla Magistrale – Capisco gli esami fondamentali, ma per prove più semplici si richiede una maggiore indulgenza. Uno studio notarile era pronto ad accogliermi, adesso dovrò rimandare il tutto di ben un anno”. Una voce fuori dal coro quella di Paolo, che si affretta a raggiungere la segreteria: “posso finalmente dire addio a questa Facoltà. E’ un giorno speciale, denso di emozioni che mi ripaga di tutti i sacrifici fatti fino ad ora. Ai ragazzi bocciati posso solo dire di non mollare, prima o poi arriverà il momento giusto. Sarebbe stupido abbattersi proprio in dirittura d’arrivo”. Anche per Mariagrazia è un giorno felice: “Ho superato Procedura Civile alla seconda prova e voglio godermi appieno questo momento. Dopo sette anni di studio interrotti da bocciature, ripensamenti ed abbandoni, voglio poter vivere con spensieratezza il giorno della laurea. Purtroppo so cosa significa essere bocciati e mi chiedo: perché i professori non permettono ai ragazzi rimandati di laurearsi a dicembre? Si dovrebbe abolire la bocciatura a statino, perché non poter ripetere l’esame comporta sfiducia nelle proprie capacità e un allontanamento progressivo dalla materia. Il più delle volte si rischia che alla seconda prova si è meno preparati di quando si è sostenuta la prima”.
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