Clamoroso! Giunto lascia il Federico II

Clamoroso!!! Il dott. Giuseppe Giunto, 52 anni, soprannominato “Il Ministro del Tesoro dell’Università Federico II”, dal 16 novembre è andato ad arricchire il patrimonio di uomini e di competenze dell’Università L’Orientale. Dirigente di lungo corso dell’ateneo federiciano, dove ha lavorato per 33 anni sempre alla Ragioneria dell’Ateneo, era l’ultimo dei “Pelosiani”, la scuola del dott. Tommaso Pelosi, da cui sono usciti i dirigenti di molti atenei italiani. Giunto è anche consulente CRUI e membro di diverse Commissioni ministeriali su nomina del rettore Trombetti. “Clamoroso!” è il commento nei corridoi degli uffici dell’Università Federico II. Ancora increduli in molti. Silenzio e nessun commento al Palazzo degli Uffici Centrali dell’ateneo. Mancherà al Federico II l’impermeabile bianco e i suoi grandi cappelli ‘borsalino’ tra il classico e il cinematografico. 
Interpellato da Ateneapoli risponde così: “Ci sono dei momenti in cui i fatti avvengono e talvolta accadono proprio nel momento giusto. Vale per la storia collettiva come per quella individuale”. Però: “mi sono spostato di soli 200 metri”. Dove è la sorpresa? Lei è un pezzo di storia del Federico II, facciamo notare. “Non mi ritengo così importante”, risponde. “Vede, la realtà deve essere mutevole, altrimenti c’è il rischio che vengano a cadere gli stimoli”. “C’era stato un pour parler con il direttore amministrativo de L’Orientale, dott. Claudio Borrelli – che è un amico ed un mio ex capoufficio quando ero giovane impiegato alla Ragioneria del Federico II – ed era giunto il momento di un ricambio. Coincidenze”. Perché L’Orientale? “È un ateneo un po’ più giovane, ma anch’esso con una grande storia ed un grande radicamento”. Separazione consensuale con il Federico II? “Ci siamo lasciati da colleghi che vivono nello stesso sistema universitario. Oggi sono assolutamente soddisfatto”. L’accoglienza a L’Orientale? “Eccellente. Da parte del Rettore, del direttore amministrativo e di tutti i colleghi che ho incontrato finora”. Il futuro? “È nel grembo degli dei”. “Conto di svolgere un buon ed intenso lavoro a L’Orientale, in appoggio e in perfetta sintonia con l’amico direttore Borrelli. E naturalmente in coerenza con gli indirizzi del rettore Ciriello”. È diplomatico con il Federico II? “E perché? Rispettoso di forme e regole, questo sì. E poi, non si dimenticano 33 anni di lavoro, di consuetudini, di rapporti, di confronto istituzionale”. Ha ricevuto telefonate da quando è andato via? “Un diluvio. Con qualche piccola assenza e molte liete sorprese”. Non si blocca la macchina del Federico II? “Nessun uomo può avere la stupidità di pensare di modificare così bruscamente le situazioni”. E comunque lei è disponibile, se necessitasse? “Non mi sono mai sottratto. Non lo farò neppure adesso”. Ora c’è la dott.ssa Tufano, a capo dell’ufficio della Ragioneria del Federico II. “Sì. Ma è già capoufficio dal 1 luglio 2001. La indicai io, perché è un ottimo funzionario, è giovane – 37 anni – anche se la scelta fu del direttore amministrativo”. 
Lei è componente del gruppo di studio del Miur per la revisione della omogenea redazione dei conti consuntivi delle Università; del Ministero delle Finanze per il SIOPE; del Ministero dell’Economia, commissione Consip-Università. Tre incarichi su indicazione della CRUI, del Presidente Rettore Guido Trombetti. Poi però la separazione. I rapporti oggi con il rettore Trombetti? “Erano ottimi e tali resteranno. Ci conosciamo da più di 30 anni”. Lei era l’ultimo dei pelosiani. “In che senso? Che avevo collaborato con lui per oltre 16 anni, credo di sì. Ma se si pensa ad una appartenenza ad una lobby, no, anche perché questa non esiste. Ad una scuola certamente, come una scuola era quella del capo della Ragioneria del Federico II, quando io sono entrato nell’Università, il  dott. Curci, che mi ha insegnato molto”. 
Il commento del rettore Guido Trombetti: “l’Università Federico II da decenni esporta dirigenti e direttori amministrativi presso altri atenei italiani. Debbo dunque pensare che è un’ottima scuola. Sono certo che il dott. Giunto si farà grande onore anche a L’Orientale e resterà sempre un amico del Federico II”. 
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