Entrare nel mondo dello spettacolo dalla porta dell’organizzazione. Da oggi si può grazie al Master in Cultural Management (Cuma), unico nel Mezzogiorno d’Italia, che punta alla formazione di figure professionali esperte nella gestione di progetti ed eventi nel settore dello spettacolo. Dopo Milano, Trento e Roma, anche Napoli propone un corso con un taglio spiccatamente manageriale, “per rispondere alle richieste del mercato”, così come annunciato da Mario Colantonio, amministratore delegato di Stoà, ente organizzatore del Master in partenariato con Federculture, nella presentazione alla stampa dello scorso dicembre nel foyer del Teatro San Carlo di Napoli.
Esperti della gestione ed organizzazione dello spettacolo, della comunicazione, dell’amministrazione e del fund raising (la ricerca dei finanziamenti): queste le quattro diverse professionalità che usciranno dal Master Cuma in partenza il 24 gennaio nelle sale di Villa Camplieto ad Ercolano, sede di Stoà. Perché, come sostiene Enrico Cardillo, assessore alle Risorse Strategiche del Comune di Napoli, “lo spettacolo, oltre alle figure tradizionali, ha bisogno di tecnici senza cui non si può andare in scena”. Di qui la necessità di costruire profili ad hoc, capaci di districarsi nell’organizzazione di spettacoli dal vivo, cinema, televisione, eventi culturali, nuovi media. “È opinione diffusa – riferisce il sovrintendente del Massimo Gioacchino Lanza Tomasi – che lo spettacolo, per la sua natura di prodotto ‘artigianale’, non vada insegnato. Un gravissimo errore, perché il settore della cultura manca di operatori capaci di diventare direttori artistici o esperti nella gestione di uffici stampa”.
Quello del management culturale è una nicchia di mercato che chiede di essere coperta. “La crescita economica dell’Italia – fa notare Maurizio Barracco, presidente di Federculture – deve passare per il turismo culturale, un tipo di turismo che nell’ultimo anno è aumentato del 5% rispetto quello normale e che coinvolge persone propense a spendere molto. Pertanto, lo spettacolo deve diventare il polo d’attrazione per il turista culturale. Una visita ad Avellino sarà certamente più interessante e fruttuosa se ci sarà un’opera teatrale a fare da traino”. Un Master, dunque, di respiro nazionale, ma che mira allo sviluppo locale “approfondendo ciò che già stiamo facendo in Regione a livello di eccellenza”, chiosa l’assessore Cardillo.
Cuma si rivolge a quaranta laureati e laureandi di qualsiasi Università, oppure a diplomati di Conservatorio musicale o di Accademie di Belle Arti, ovvero a professionisti con almeno due anni di esperienza in qualsiasi disciplina del settore. Il Master ha una durata di circa sette mesi, da gennaio a settembre 2005, ed è articolato in 1.200 ore complessive, di cui 520 di stage. Ente Teatrale Italiano, Teatro Mercadante, Umbria Jazz, Federculture, Festival delle Nazioni, Giffoni Film Festival, Galleria Toledo, Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema, alcune delle strutture che hanno già aderito all’iniziativa. Tra queste anche la canadese Contemporary Dance Company che nella tournée italiana del 2006 ha dichiarato di volersi avvalere delle professionalità che usciranno dal Cuma. Un Master, quindi, che si preannuncia essere anzitutto “operativo”: “Nel project work – spiega Fabiana Sciarelli, direttore del corso – gli allievi si ‘sporcheranno le mani’ elaborando un progetto attraverso il quale si renderanno conto dei problemi pratici che emergono durante l’organizzazione di uno spettacolo”. “Pertanto – prosegue – questo Master è stato costruito con una parte teorica limitata per dare ampio spazio alla pratica”.
La vanvitelliana Villa Campolieto di Ercolano, sede del Festival delle Ville Vesuviane, è la location del Master, con lezioni che richiedono un impegno full time di otto ore al giorno, dal lunedì al venerdì, e frequenza obbligatoria. Storia dello spettacolo, Organizzazione e gestione delle risorse umane, Marketing dello spettacolo, Informatica e comunicazione web, alcuni dei moduli dei corso che vedrà la partecipazione di diversi docenti delle Università campane, tra cui i professori Ettore Massarese, Fabiana Sciarelli, Luigi Maria Sicca, Valeria Finamore e Rocchina Romano del Federico II; Isabella Bonacci, Ludovico Solima ed Enrico Viceconte della Seconda Università; Amedeo Di Maio de L’Orientale; Stefano Ranucci dell’Università di Salerno.
6.000 euro più Iva, il costo del Master che, all’occorrenza, ha previsto una serie di facilitazioni. “A parte le borse di studio messe a disposizione ex post annualmente dalla Regione Campania, gli allievi potranno stipulare un prestito d’onore con Banca Intesa da restituire dopo il primo anno di corso in otto anni”, fa sapere il dott. Colantonio di Stoà.
Paola Mantovano
Esperti della gestione ed organizzazione dello spettacolo, della comunicazione, dell’amministrazione e del fund raising (la ricerca dei finanziamenti): queste le quattro diverse professionalità che usciranno dal Master Cuma in partenza il 24 gennaio nelle sale di Villa Camplieto ad Ercolano, sede di Stoà. Perché, come sostiene Enrico Cardillo, assessore alle Risorse Strategiche del Comune di Napoli, “lo spettacolo, oltre alle figure tradizionali, ha bisogno di tecnici senza cui non si può andare in scena”. Di qui la necessità di costruire profili ad hoc, capaci di districarsi nell’organizzazione di spettacoli dal vivo, cinema, televisione, eventi culturali, nuovi media. “È opinione diffusa – riferisce il sovrintendente del Massimo Gioacchino Lanza Tomasi – che lo spettacolo, per la sua natura di prodotto ‘artigianale’, non vada insegnato. Un gravissimo errore, perché il settore della cultura manca di operatori capaci di diventare direttori artistici o esperti nella gestione di uffici stampa”.
Quello del management culturale è una nicchia di mercato che chiede di essere coperta. “La crescita economica dell’Italia – fa notare Maurizio Barracco, presidente di Federculture – deve passare per il turismo culturale, un tipo di turismo che nell’ultimo anno è aumentato del 5% rispetto quello normale e che coinvolge persone propense a spendere molto. Pertanto, lo spettacolo deve diventare il polo d’attrazione per il turista culturale. Una visita ad Avellino sarà certamente più interessante e fruttuosa se ci sarà un’opera teatrale a fare da traino”. Un Master, dunque, di respiro nazionale, ma che mira allo sviluppo locale “approfondendo ciò che già stiamo facendo in Regione a livello di eccellenza”, chiosa l’assessore Cardillo.
Cuma si rivolge a quaranta laureati e laureandi di qualsiasi Università, oppure a diplomati di Conservatorio musicale o di Accademie di Belle Arti, ovvero a professionisti con almeno due anni di esperienza in qualsiasi disciplina del settore. Il Master ha una durata di circa sette mesi, da gennaio a settembre 2005, ed è articolato in 1.200 ore complessive, di cui 520 di stage. Ente Teatrale Italiano, Teatro Mercadante, Umbria Jazz, Federculture, Festival delle Nazioni, Giffoni Film Festival, Galleria Toledo, Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema, alcune delle strutture che hanno già aderito all’iniziativa. Tra queste anche la canadese Contemporary Dance Company che nella tournée italiana del 2006 ha dichiarato di volersi avvalere delle professionalità che usciranno dal Cuma. Un Master, quindi, che si preannuncia essere anzitutto “operativo”: “Nel project work – spiega Fabiana Sciarelli, direttore del corso – gli allievi si ‘sporcheranno le mani’ elaborando un progetto attraverso il quale si renderanno conto dei problemi pratici che emergono durante l’organizzazione di uno spettacolo”. “Pertanto – prosegue – questo Master è stato costruito con una parte teorica limitata per dare ampio spazio alla pratica”.
La vanvitelliana Villa Campolieto di Ercolano, sede del Festival delle Ville Vesuviane, è la location del Master, con lezioni che richiedono un impegno full time di otto ore al giorno, dal lunedì al venerdì, e frequenza obbligatoria. Storia dello spettacolo, Organizzazione e gestione delle risorse umane, Marketing dello spettacolo, Informatica e comunicazione web, alcuni dei moduli dei corso che vedrà la partecipazione di diversi docenti delle Università campane, tra cui i professori Ettore Massarese, Fabiana Sciarelli, Luigi Maria Sicca, Valeria Finamore e Rocchina Romano del Federico II; Isabella Bonacci, Ludovico Solima ed Enrico Viceconte della Seconda Università; Amedeo Di Maio de L’Orientale; Stefano Ranucci dell’Università di Salerno.
6.000 euro più Iva, il costo del Master che, all’occorrenza, ha previsto una serie di facilitazioni. “A parte le borse di studio messe a disposizione ex post annualmente dalla Regione Campania, gli allievi potranno stipulare un prestito d’onore con Banca Intesa da restituire dopo il primo anno di corso in otto anni”, fa sapere il dott. Colantonio di Stoà.
Paola Mantovano








