Come affrontare gli esami del I semestre, i consigli degli studenti piu’ grandi alle matricole

Tra circa un mese alla Facoltà di Ingegneria prenderanno il via gli esami del primo semestre. Chi di anni in questa Facoltà ne ha trascorsi più di uno, sa bene come gestire al meglio questo periodo di verifiche. Gli studenti che, invece, hanno iniziato un percorso universitario solo da pochi mesi si ritrovano a dover affrontare un’esperienza del tutto nuova e che, molto probabilmente, non sapranno sfruttare a pieno. Come poter aiutare le matricole nella scelta degli esami a cui dare priorità in questo semestre? Come un fratello maggiore a quello minore, la parola va agli studenti degli anni successivi al primo che, in base alla propria esperienza, danno qualche consiglio ai più piccoli.
“Al primo semestre erano previsti tre esami: Fisica I, Analisi matematica e Chimica – racconta Ilaria, ormai al III anno fuori corso di Ingegneria Gestionale – Sono riuscita a darli tutti ed il mio consiglio è di sostenere Analisi matematica come primissimo esame. Alla fine il segreto è dare più prove intercorso possibili: sono quelle che ti facilitano il percorso”. Non manca la nota negativa: “Dalla fine dei corsi all’inizio degli appelli intercorre solo una settimana per preparare gli esami”, conclude la ragazza. Per Ida Fontana, studentessa al III anno di Ingegneria Edile, invece, le prove intercorso sono tutt’altro che un vantaggio: “Non so se è cambiato qualcosa, ma allora in tutto erano quattro gli esami del primo semestre. L’ideale sarebbe riuscire a dare almeno quelli di Disegno I, Geometria e Analisi I. Io sono riuscita a dare solo quest’ultimo. Come mai? Le prove intercorso mi hanno sottratto tantissimo tempo”. Un tempo che non si riesce certo a recuperare una volta terminati i corsi: “L’intervallo tra la fine dei corsi e l’inizio degli esami è praticamente nullo. Si dovrebbe cercare di studiare sempre, ma, tra lezioni che finiscono nel tardo pomeriggio e il dover tornare a casa con i mezzi di trasporto, è impossibile”, afferma Ida. Mario Colantonio, al III anno di Ingegneria Meccanica, considera il primo anno quello più facile: “Fondamentalmente al I anno trovi spiegazioni di quello che devi studiare ovunque, su internet, su altri libri. Sono cose elementari: è facile cercarle ed apprenderle. All’epoca mia erano previsti quattro esami e bisognava darne almeno tre. Io sinceramente ho dato Analisi, Fisica e Geometria, mentre Disegno per pigrizia non l’ho sostenuto. Ora non so se è cambiato qualcosa”. Mario va subito a controllare su internet, poi continua: “Ora gli esami sono tre, tra cui c’è Elementi di informatica, quindi farli tutti è obbligatorio. Questo vale anche a livello di preparazione, non solo logistico: prima si apprendono queste cose, meglio è”. Il ragazzo conclude spendendo qualche parola sui metodi di preparazione degli esami. “Se si segue e si comprende tutto il corso per bene, rivedere gli appunti è una passeggiata. Se non si segue, ma si studia adeguatamente, va ancora bene. Se durante la lezione si prendono appunti con inerzia e non si capisce nulla, sotto esame devi praticamente ricominciare daccapo e non c’è neanche il tempo per farlo. Certo, se a dicembre inizi a studiare come un pazzo e dai tutti e tre gli esami a fine febbraio, superandoli al primo colpo, tanto di cappello, ma per me è una pessima gestione e anche inutile”. Antonia è una studentessa del III anno di Ingegneria Gestionale e ricorda benissimo tutti gli esami previsti il primo semestre del suo primo anno all’Università: “Per me è vincente la tripletta”. Anche lei critica il poco tempo a disposizione degli studenti per preparare gli esami: “Se non c’è stato uno studio assiduo della materia e l’esame richiede molto impegno, il tempo a disposizione è poco. Ritengo, comunque, che la cosa sia molto soggettiva”. “Il consiglio da dare ai miei colleghi del primo anno è quello di studiare sin dal primo giorno di inizio corsi, anche quando le cose sembrano banali, o perché fatte al liceo o perché si pecca di presunzione pensando di saperle”, è questo il primo consiglio dato da Nicole, II anno di Ingegneria Gestionale. Poi continua: “Un altro consiglio è quello di concentrarsi su esami propedeutici ad altri del secondo o terzo anno. Si tratta di sostenere, parlando del primo semestre, Analisi 1, Fisica, Chimica, Algebra e Geometria (questi ultimi due variano a seconda dell’indirizzo, molti hanno Chimica al primo semestre e altri al secondo, così anche Algebra). Non bisogna abbandonare mai i corsi, anche quando non si pensa di dare subito l’esame, almeno ci si ritrova con appunti già pronti quando arriva il momento di affrontarlo”. Nicole ha maturato questa consapevolezza con il tempo: “Al primo anno della mia carriera ho abbandonato i corsi perché ritenevo che i docenti non fossero in grado di coinvolgere lo studente, quindi mi sono ritrovata a preparare esami basandomi su appunti di colleghi e dispense. È stato tutto molto difficile, dato che ho dovuto fare il doppio del lavoro per poi ritrovarmi al secondo semestre con un solo esame sostenuto. Al secondo semestre le cose non sono andate meglio: ho abbandonato altri corsi trovandomi, poi, in serie difficoltà l’anno successivo con esami difficili e che non potevo sostenere perché me ne mancavano alcuni del primo anno. Alla fine dell’anno mi sono ritrovata in una situazione alquanto stretta, direi anche un po’ vergognosa, sono stata costretta a riscrivermi al secondo anno”. È bene, quindi, che i suoi colleghi più giovani non commettano gli stessi errori. Ribadisce: “Per sostenere tutti gli esami del semestre bisogna studiare ogni giorno tutte le materie e affidarsi sempre ai propri appunti. Conosco persone che ci sono riuscite”.
Fabiana Carcatella
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