Come approcciarsi allo studio del Diritto Commerciale

È uno degli esami che gli studenti considerano più difficile da superare: parliamo di Diritto Commerciale. Il corso, che si svolge al secondo semestre del secondo anno, è cominciato da poco. Abbiamo chiesto ad uno dei docenti della disciplina di fornire dei consigli agli studenti. “La difficoltà dell’esame dipende dall’approccio. Ve ne sono due possibili, quello mnemonico e quello, invece, basato sul ragionamento. Se si applica il secondo, la materia diventa subito semplicissima”, dice il prof. Antonio Blandini che spiega le caratteristiche principali della disciplina: “ci occupiamo dello studio dell’impresa, di concorrenza, finanziamento, un patrimonio di conoscenze che i ragazzi hanno in parte già acquisito attraverso lo studio delle discipline aziendali, economiche e del Diritto Privato. In pratica, affrontano il profilo giuridico della disciplina di impresa che hanno studiato e studiano su altri piani”. Quindi, per affrontare al meglio Commerciale, uno dei segreti è aver già studiato bene le materie precedenti. Altro suggerimento, munirsi di un Codice Civile aggiornato e completo delle leggi speciali, ed averlo sempre a portata di mano. 
“Bisogna cercare di comprendere ciò che si fa e non affidarsi solo alla memoria, altrimenti dopo non resta nulla”, sottolinea ancora il prof. Blandini. Un esame da meno crediti, in apparenza più semplice, risulta privo di alcuni argomenti che aiutano a comprendere meglio quello che si studia, dice il docente. “Il corso affronta argomenti come i titoli di credito, le procedure concorsuali e fallimentari, ma studiare le azioni o la crisi dell’impresa senza i titoli di credito lascia molte nozioni presupposte. Nella mia esperienza, gli esami spezzettati appesantiscono lo studio e il percorso degli studenti. In questo senso sono contento che la riforma 270 abbia raggruppato nuovamente gli argomenti, mi piacerebbe un compattamento ancora maggiore”. 
Alla critica che spesso gli studenti rivolgono ai docenti di Diritto di svolgere dei corsi pensati come se questa fosse una Facoltà di Giurisprudenza, il professore risponde così: “Diritto Commerciale, così come è impostato in questa Facoltà, è pensato per essere molto vicino agli interessi e alle sensibilità di studenti di Economia. Il Bilancio, l’Impresa, rappresentano l’abc per degli studenti di Economia insieme a tutte le altre materie collegate come il Diritto Industriale o il Diritto dei Mercati Finanziari. A Giurisprudenza, l’ottica è processuale, ad Economia sostanziale”. 
Altro elemento importante, un merito della Scuola napoletana che il docente avoca ai Maestri della Facoltà, l’aver introdotto nella formazione degli allievi di Economia il Diritto della Contabilità di Impresa. “Grazie al prof. Bocchini, siamo una delle poche Facoltà d’Italia che affronta queste tematiche”.
(Si.Pa.)
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