Comunicazione verbale e non verbale, un progetto di cooperazione internazionale

Multimodalità, interfacce intelligenti, comunicazione uomo-macchina: queste le tematiche su cui da ben tre anni la Seconda Università sta, in un ampio progetto di cooperazione internazionale, svolgendo ricerca. Si tratta del COST (progetto intergovernativo per la Cooperazione europea nel campo della ricerca scientifica e tecnologica) le cui attività riguardano sia la ricerca di base e quella pre-competitiva che l’attività di pubblica utilità con lo scopo di assicurare che l’Europa abbia una posizione forte nel campo della ricerca scientifica con scopi pacifici. “Il progetto, avanzato dalla SUN nel 2007 (è di durata quadriennale n.d.r.), fu approvato dalla Comunità Europea da cui, insieme alla SUN e allo I.I.A.S.S. (International Institute for Advanced Scientific Studies di Vietri sul Mare), ha ottenuto fondi per le spese di organizzazione”, spiega la prof.ssa Anna Esposito, docente di Informatica e Comunicazione Multimodale presso la Facoltà di Psicologia.
La Scuola nasce con l’intento di proporre un cambiamento di prospettiva nella comunicazione verbale e non verbale e richiede investigazioni che prendono in considerazione il sistema ed il contesto nel quale hanno luogo gli atti comunicativi. “Stiamo considerando interfacce multimodali intelligenti adattive che tengono in considerazione anche l’ambiente”, spiega Esposito. 
L’ultimo degli incontri (in tre anni organizzati a Vietri sul Mare, in Grecia, a Praga, a Dublino e a Madrid) si è tenuto a Caserta, presso la sede del Polo Scientifico di Via Vivaldi dal 15 al 19 marzo alla presenza di studiosi provenienti da ventinove nazioni europee e due paesi extraeuropei che hanno assistito ad una serie di letture presentate dai relatori invitati. I partecipanti al progetto, poi, sono stati chiamati, come nei precedenti incontri, a stilare piccole presentazioni sui recenti sviluppi e problemi aperti nel campo dei segnali multimodali nelle interazioni faccia a faccia. 
Nell’ultima giornata di incontri non è stata tirata alcuna conclusione, difatti, come sottolinea il ProRettore Raffaele Martone, che ha presieduto alla cerimonia inaugurale, “l’idea non è quella di finalizzare la ricerca ma di consentire gli scambi tra coloro che fanno ricerca in modo da creare un network di competenze, conoscenze ed acquisizioni”. Frutto dei lavori fino ad ora realizzati, la pubblicazione di sei libri internazionali – editi da Springer –  contenenti le ricerche svolte. 
La Scuola, il cui prossimo incontro si svolgerà a Budapest a settembre, è un cantiere sempre aperto: “Con i dottorandi Maria Teresa Di Riello, Vincenzo Capuano, Davide Esposito ed altri collaboratori stiamo già lavorando presso il laboratorio di Caserta per portare i risultati ottenuti al prossimo incontro”, dice la Esposito che, ringraziando i Presidi Alida Labella (Psicologia) e Paolo Pedone (Scienze del Farmaco), i professori Giovanna Nigro, docente di Psicologia Generale, e Nicola Melone, docente di Geometria, nonché il Rettore Francesco Rossi, “che mi hanno dato un grande sostegno”, annuncia l’“intenzione di presentare, a conclusione di questo, un nuovo progetto sulle  interfacce adattive”.
Barbara Leone
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