Corsi di Laurea per “chi è disponibile al dialogo, alla scoperta, al viaggio”

La sede di Palazzo del Mediterraneo letteralmente invasa dai giovani diplomati interessati a conoscere più da vicino l’offerta formativa del Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati. È accaduto il 9 settembre in occasione della presentazione dei tre Corsi di Laurea Triennale attivi presso questo Dipartimento: Lingue e Culture Comparate; Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe; Mediazione Linguistica e Culturale. 
“L’Orientale è l’Università adatta a chi ha curiosità sul mondo e coltiva interesse per la diversità culturale. Attualmente, i media parlano dell’estero solo in negativo, allora la nostra impressione è che nel mondo succedano solo sciagure e catastrofi. Le lingue straniere sono gli strumenti utili per capire che non è solo così. Il mezzo più interessante per aprirsi verso l’altro è la rete, ma di alcune nazioni, popoli e lingue neanche sappiamo che esistono. Il nostro Ateneo offre Corsi di Laurea appropriati a chi è disponibile al dialogo, alla scoperta e al viaggio”, afferma il prof. Augusto Guarino, docente di Letteratura Spagnola. Qualunque sia il Corso di Laurea prescelto, la decisione delle due lingue che si intendono studiare comporta una scelta areale: lingue dell’Europa Occidentale o Orientale, lingue dell’Asia, lingue dell’Africa. “Come scegliere? Non come ho fatto io. Da ragazzo ero appassionato di letteratura russa, ma ad un certo punto pensai ‘ma io sei mesi a San Pietroburgo con -27 gradi, poi ci andrei?’. Fu allora che capii che avrei preferito senza dubbio sei mesi a Madrid”, aggiunge simpaticamente il prof. Guarino. “Quello che intendo consigliare a tutti i prospective students è quanto la passione sia fondamentale in questo percorso, perché ogni disciplina richiederà da parte vostra il massimo dell’impegno. Dunque, il primo requisito per la scelta è l’interesse, perché la motivazione è la molla che spinge a fare bene”, sottolinea la prof.ssa Valeria Micillo, docente di Filologia germanica.
Il test obbligatorio
per Inglese
La novità di quest’anno per gli studenti che intendono immatricolarsi ad uno dei Corsi di Laurea del Dipartimento e scelgono Lingua Inglese triennale è un test obbligatorio. La prova, che si terrà il 24 settembre alla Mostra d’Oltremare (per quanti si sono prenotati entro il 15 settembre), si articola in 60 quesiti a risposta multipla di comprensione, grammatica, sintassi di Lingua Inglese. Il tempo a disposizione è di 60 minuti. “L’obiettivo del test  – spiega la prof.ssa Oriana Palusci, docente di Lingua Inglese e responsabile del Corso di Laurea in Mediazione linguistica e culturale – è attestare una conoscenza di base corrispondente al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER), così da raggiungere il livello C1 alla fine del terzo anno. È indispensabile che ogni studente sia in grado di autovalutare le proprie competenze che, nel caso specifico dell’inglese, devono adeguarsi ad un grado più alto, perché si tratta di una lingua globale. Molti pensano di conoscerlo bene, ma l’università ha il compito di verificare la preparazione dei neoiscritti, infatti non verranno accettate le certificazioni linguistiche già in possesso da parte dei candidati”.
Il giorno del test gli studenti saranno divisi in due gruppi, secondo l’ordine alfabetico. “Saranno presenti professori del nostro ateneo, che hanno visionato la prova, ma il test è stato affidato e gestito da una ditta esterna per garantire la massima trasparenza”, continua la prof.ssa Palusci. Poi aggiunge: “l’anno scorso erano circa 1300 gli studenti di Lingua Inglese I e per noi docenti era diventato davvero complicato gestire un numero così grande di corsisti. Tenere una lezione universitaria di lingua come si deve significa coordinare gruppi piccoli di livello omogeneo”.
I criteri di correzione assegnano un punto per ogni risposta corretta e zero punti per ogni risposta non data o in caso di più marcature, mentre è prevista una penalità di -0,15 per ogni risposta errata. Per risultare idoneo, basta ottenere un punteggio di 36/60 punti. Non è consentito l’uso di dizionari o di apparecchi elettronici. “Non c’è tempo per andare in panico: tenete presente che ad ognuno saranno consegnate una scheda anagrafica, un foglio illustrativo con le istruzioni da seguire, codici a barre adesivi e infine il questionario dove non è possibile segnare le risposte e l’apposita scheda, sulla quale invece le risposte dovranno essere marcate con un pennarello in dotazione”, chiarisce la prof.ssa Palusci. 
“Negli anni passati, abbiamo sempre dato per scontato il livello B1, ma gli studenti che partono con un handicap in inglese pregiudicano subito il proprio percorso”, commenta la prof.ssa Maria Laudando, docente di Letteratura Inglese, la quale invita ad esercitarsi al test sul sito d’Ateneo. Solo in caso di superamento del test, si potrà procedere alla preimmatricolazione on line.
Il lessico
universitario
“Superato il primo scoglio dell’inglese, alle matricole spetta apprendere la prima lingua settoriale: il lessico universitario. Molti degli aspiranti linguisti non conoscono il linguaggio di base: a tal proposito, occorre precisare prima di tutto che con l’ultima riforma le Facoltà sono state abolite e, contemporaneamente, sostituite dal Dipartimento di appartenenza e dal singolo Corso di Laurea”, dice la prof.ssa Palusci. E aggiunge: “Armatevi di piantina e non spaventatevi, perché la nostra università è dislocata su quattro sedi principali (Palazzo del Mediterraneo, Palazzo Giusso, Palazzo Corigliano, Palazzo Santa Maria Porta Coeli). Anche imparare a seguire i corsi e spostarsi tra i palazzi costituisce un’esperienza formativa”. Si esprime sul problema dello spostamento anche la prof.ssa Laudando: “Una delle maggiori difficoltà delle matricole sta proprio nel loro impatto con quest’università, che non è organizzata come un campus. Tuttavia, le sedi sono abbastanza ravvicinate nel cuore di Napoli”.
Dopo aver decodificato la terminologia universitaria e memorizzato la ripartizione delle sedi, “resta da imparare la lingua del sito, perché saper cercare le informazioni è importantissimo. A volte, girano tante leggende metropolitane perchè si sa che l’università è fonte di ansia. Dovete vivere l’esperienza universitaria nella maniera più serena possibile come un momento di crescita, poiché essa occuperà parte integrante della vostra vita”, continua la prof.ssa Laudando.
Le lezioni di lingua tenute dai docenti sono su base semestrale, mentre le esercitazioni linguistiche con i madrelingua hanno un andamento annuale e cominciano un paio di settimane dopo l’inizio ufficiale dei corsi. Tutti i docenti sono concordi nel ribadire l’importanza della frequenza, perché non basta un manuale per apprendere le regole linguistiche, ma si rende necessaria la pratica con dei lettori autoctoni. L’esame di lingua prevede una prova scritta e, in caso di superamento, un colloquio orale. Generalmente, la prova scritta superata conserva una validità di almeno due anni. Inoltre, è previsto un sistema di propedeuticità che regola le lingue e le letterature: non si può sostenere l’esame di lingua relativo all’anno in corso, se non è stato superato l’esame di letteratura dell’anno precedente. 
Di norma, nel primo semestre sono concentrate le lezioni di lingua e nel secondo quelle di letteratura. Solo quest’anno, eccezionalmente a causa del test, l’insegnamento di Lingua Inglese I è spostato nel secondo semestre, quindi si comincerà proprio con la letteratura dalle prime settimane di ottobre.
Ogni Corso di Laurea Triennale prevede 19 esami di profitto (voto in trentesimi), attività di laboratorio (come il laboratorio di informatica o di italiano scritto), seminari e, in aggiunta, lo svolgimento di un tirocinio obbligatorio. La maggioranza degli esami prevede l’acquisizione di 8 crediti universitari (CFU) calcolati in base al rapporto tra le ore di didattica e il carico di studio richiesto allo studente per preparare le prove di valutazione. “Il CFU è un’unità universale che equivale a 48 ore di lavoro. Se quasi tutti gli esami sono di 8 CFU, essi corrisponderanno ad un impegno dello studente di circa 200 ore, che le lezioni frontali occupano solo parzialmente”, spiega la prof.ssa Elisabeth Galvan, docente di Letteratura tedesca. Alla fine del percorso di Laurea Triennale, ogni studente avrà acquisito 180 CFU, indispensabili per accedere ai Corsi di Laurea di livello Magistrale. 
Gli obiettivi formativi mirano alla padronanza di due lingue straniere e delle rispettive letterature: “Lingua e letteratura sono strettamente connesse al fine di riflettere sulla complessità del fenomeno culturale da più prospettive. Solitamente gli esami di letteratura al primo anno sono in italiano, dal secondo anno cominciano ad essere integrate delle domande in lingua straniera per poi arrivare al terzo anno, in cui le lezioni e i materiali didattici non portano più alcuna traccia dell’italiano. Dunque, la letteratura è uno strumento efficace per capire la missione nel mondo che quella lingua veicola”, fa presente la prof.ssa Laudando. 
I pro delle
lingue minori 
Se lo studente non manifesta interessi particolari, è preferibile che cerchi di rendere quanto più oculata la sua scelta: una lingua di maggiore diffusione potrebbe essere più sconveniente rispetto una lingua di nicchia. Quando l’affluenza è minore si è seguiti in maniera più attenta e personalizzata da parte dei singoli docenti e lettori. “Non trascurate il problema della competitività in ambito lavorativo: ormai l’inglese è una scelta che si compie di default, perché è la lingua della musica, dell’America, della comunicazione globale, di Internet ma fa bene sapere che c’è dell’altro. Occorre scegliere con consapevolezza e non per moda, perché gli strumenti linguistici non sono solo una nebulosa per viaggiare, ma servono principalmente in ambito sociale per avvicinare le persone e relazionarsi con loro”, sostiene la prof.ssa Micillo.  
“Oggi il concetto di lingua minore è molto discutibile – ritiene il prof. Franco Paris, docente di Lingua e Letteratura nederlandese (olandese e fiammingo) – Per gli studenti, è difficile associare il concetto di potenza culturale ed economica a paesi piccoli, come i Paesi Bassi e il Belgio. In pochi sanno che il francese è lingua minoritaria in Belgio, perché circa il 60% della popolazione del paese parla il fiammingo come prima lingua. Questa lingua è usata da 22 milioni di persone in Europa e primeggia nel campo artistico: pensiamo ai nomi di pittori fiamminghi, quali Rubens, Rembrandt, Vermeer; pensiamo a quanto sarebbe emozionante leggere in olandese la corrispondenza che Van Gogh inviava a suo fratello Theo rendendosi conto che i traduttori hanno reso malissimo queste lettere; riflettiamo su un evento recente, ovvero che il padiglione di architettura della Biennale di Venezia in corso è stato affidato ad un curatore olandese, perché non tutti sanno che è stato proprio il popolo dell’Olanda a diffondere il concetto di fruizione d’arte e un’idea di ‘museo’ nel ’600, prima che lo facessero inglesi e francesi”. In merito al discorso sulle lingue minoritarie, il prof. Paris passa in rassegna alcuni vantaggi proposti dal nederlandese e aggiunge: “pensate che tra le cento multinazionali più importanti al mondo, 27 hanno capitale olandese o parzialmente olandese; la città di Rotterdam è il primo porto d’Europa e il quarto a livello mondiale, mentre il secondo in classifica europea è quello di Anversa, città in cui si parla il fiammingo. Poi ragioniamo insieme su una questione economica: le merci russe che transitano nel porto di Rotterdam apportano almeno 80 miliardi, laddove una manovra economica del governo italiano racimola – se tutto va bene – 27 miliardi di euro, ciò significa che solo la Russia provoca in Olanda un indotto economico pari a tre volte di quello di una manovra economica in Italia. Oppure consideriamo il periodo estivo che è agli sgoccioli. Cosa si fa d’estate? Ci si lava di più, si mangiano più gelati e si bevono più birre. Ebbene, il 60% dei prodotti che noi acquistiamo sono olandesi. In ultimo, l’Olanda – insieme alla Svizzera – spicca per la qualità della ricerca e dell’insegnamento: a testimonianza di ciò un consistente numero di premi Nobel ed un’ottima posizione nelle statistiche delle migliori università mondiali dopo quelle inglesi ed americane”. 
Insomma, ciascun docente invita le matricole a meditare attentamente sulla ricchezza e sulle opportunità delle prospettive che questo Ateneo offre. “Mai accontentarsi delle scelte più ovvie. Una competenza in una lingua particolare in cui la concorrenza è più debole rappresenta una mossa strategica. Il Brasile, ad esempio, ha un’economia emergente a livello globale”, evidenzia la prof.ssa Galvan. Interviene la prof.ssa Apa Livia, docente di Lingua Portoghese, interessata a mettere in luce i progressi recenti di quest’insegnamento a L’Orientale: “Riflettiamo sulla nozione di tempo e spazio del portoghese. Innanzitutto, dove si parla il portoghese? In Portogallo, in Brasile e in alcuni paesi africani (Angola, Mozambico, Capo verde, nella parte orientale dell’isola di Timor, Guinea equatoriale e Guinea-Bissau), il portoghese è lingua ufficiale ma non è detto che una lingua ufficiale sia poi effettivamente parlata sul territorio ed è questo l’aspetto culturale più interessante delle variazioni diatopiche. A illustrare le differenze tra la pratica della lingua secondo la norma portoghese e secondo la norma brasiliana intervengono i lettori. Non sottovalutate quella che vi potrebbe sembrare una lingua minore, perché il portoghese è tra le quattro lingue più parlate al mondo e solo in Brasile ci sono 200 milioni di parlanti, quindi è più rappresentativa della lingua italiana nel mondo. Inoltre, L’Orientale è l’unico Ateneo del Sud Italia che permette di certificare i 6 livelli di lingua nella conoscenza del portoghese attraverso un accordo con l’Università di Lisbona. Abbiamo accordi Erasmus con cinque università portoghesi e quattro università brasiliane, tra cui San Paolo è al primo posto per la qualità seguita dall’Università di Niteroi e l’Università Federale nello Stato di Rio de Janeiro e da quest’anno abbiamo attivato un accordo con l’università di Maputo, capitale del Mozambico, e prevediamo la mobilità internazionale a partire dall’anno prossimo”. Tra i settori linguistici emergenti si colloca anche lo studio dello svedese: “è una lingua nuova e proprio in questo consiste il suo punto di forza. Oltre ad essere parlata in Svezia, è seconda lingua ufficiale in Finlandia e conoscere lo svedese significa avere una conoscenza di base anche per il norvegese e il danese”, fa presente la prof.ssa Angela Iuliano. Poi illustra:“Al primo anno, il corso parte da un livello basico con approfondimenti sulla storia della lingua, al secondo anno lo studio comincia ad essere più complesso, perché si parte da testi letterari per discutere di lingua, al terzo l’impianto è principalmente traduttologico. I corsi di letteratura sono tenuti dalla prof.ssa Maria Cristina Lombardi, che partirà dalle saghe nordiche del Medioevo, ivi compresa la mitologia norrena, fino ad arrivare agli autori contemporanei. Considerando che l’apprendimento di una lingua passa attraverso la letteratura, mi sembra il caso di segnalare che sono attivi un seminario di traduzione dallo svedese e un altro di letteratura per l’infanzia”. 
Sabrina Sabatino
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