Date d’esame, sedute di laurea, garanzie: le preoccupazioni degli studenti

Di fronte a un’emergenza straordinaria, gli studenti, dopo la chiusura dell’Università e i provvedimenti adottati per garantire la didattica digitale (non ancora attivata da tutti i corsi), sono preoccupati per l’organizzazione delle prove d’esame saltate a fine febbraio. “Siamo quarantenati da una settimana e in questo tempo l’Ateneo non ha ancora provveduto a comunicare un calendario con le nuove date. Sappiamo soltanto che i primi appelli a essere recuperati saranno quelli di fine febbraio a cui seguiranno le date per i fuoricorso onde evitare di aggravare ulteriormente la loro situazione”, le parole di Raffaella Barra. Per alcuni esami, in particolare, “si è creato un caso vero e proprio perché i docenti, avendo spalmato gli appelli su più date per evitare gli assembramenti, non sono riusciti poi per pochi numeri a chiudere i verbali in seguito alle direttive comunicate il 9 marzo”, dice la collega Laura Riccardi. Entrambe avrebbero dovuto laurearsi alla fine del mese. E adesso si chiedono: “siamo sicuri che far slittare le lauree ai primi di aprile non sia ancora troppo rischioso?”. Dopo la calendarizzazione degli esami, aggiunge Greta, “devono essere quindi comunicate subito dopo anche le modalità e la nuova organizzazione delle sedute”. Intanto, c’è chi dice: “continuo a studiare per assicurarmi la possibilità di accedere agli appelli, in qualsiasi forma avvengano”, fa presente Francesca Gianfico. “Devo sostenere due esami da 12 crediti (uno a scelta e l’altro di lingua), perciò mi piacerebbe sapere – dato che entrambi prevedono programmi molto vasti – su quale concentrarmi per primo”. Inoltre, “abbiamo il diritto di conoscere meglio lo svolgimento delle prove: per esempio, per l’orale di lingua sosterrò il colloquio sia con il docente che con il lettore? Ogni cattedra sta adottando misure diverse”. In questo periodo, prosegue Francesca, “abbiamo avuto problemi tecnici anche con l’attivazione della mail istituzionale”. Malgrado ciò, “la segreteria non è molto presente, forse perché con tre sole unità ha difficoltà a gestire le richieste di un numero così alto di studenti. Insistiamo soltanto affinché sia elaborato un sistema che consenta in seguito il riconoscimento della validità dell’esame”. Il problema si pone anche per coloro a cui mancano soltanto pochi crediti alla fine. “Mi pento di non aver conseguito prima le altre attività formative”, afferma Marco Palumbo, di Mediazione Linguistica e Culturale. “Spesso le si lascia alla fine del percorso – continua – perché naturalmente è molto più facile far coincidere il periodo della stesura della tesi con la frequenza ai seminari, e non con la preparazione degli esami. Adesso sia i convegni che i laboratori sono stati sospesi e per questi non è stato ancora predisposto lo streaming. Fin quando non saranno anch’essi trasferiti on-line non possiamo accedere alla prova finale”. Anche per la questione tirocini annullati, “l’Ateneo deve darci al più presto notizie: il SOS ad oggi (15 marzo) non si è ancora espresso sulla fattibilità di eventuali collaborazioni a distanza”, sottolinea Maria Rosa Farina. C’è chi avrebbe dovuto iniziare il tirocinio a metà marzo. “Se lo stage slitta, bisognerà che l’Università aggiunga date straordinarie di convalida o non riusciremo a laurearci neanche in estate”. Un altro dubbio latente resta: come comportarsi con le tasse? “I nostri rappresentanti hanno chiesto una proroga per il pagamento della seconda rata (in scadenza il 31 marzo) con un’ulteriore rateizzazione dell’importo – racconta Lisa Imperatore – Abbiamo domandato loro, tuttavia, di ottenere una sospensione momentanea”. Un’oggettiva criticità che gli studenti lamentano è l’assenza di informazioni riguardanti gli esami scritti per cui “non è stata ancora individuata una modalità specifica: è chiaramente impossibile per un docente supervisionare lo studente da lontano, ma è anche vero che alcune prove non possono svolgersi in forma orale. Ci sono esami che vanno proprio a testare la capacità d’espressione dello studente in testi argomentativi”, parla una studentessa di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Corso in cui molti esami prevedono la prova scritta, tra cui “Statistica, Economia e Finanza Internazionale o Economia politica. Siamo perciò disorientati e restiamo in attesa di informazioni coerenti sulla riprogrammazione, sperando di riceverle con un congruo anticipo”. Intanto, sussistono delle ambiguità sul fronte delle lezioni in teledidattica. “Al momento sto seguendo un solo corso on-line e non mi è ancora chiaro se quello dell’aula virtuale sia uno strumento obbligatorio o a discrezione dei singoli docenti, dato che l’iniziativa non è andata in porto per tutti i corsi”, lo evidenzia Rita Stefanelli, studentessa di Lingue e Culture Orientali e Africane. Poi aggiunge: “Credo, in ultimo, che l’Ateneo debba al contrario garantire agli studenti la possibilità anche di non darli questi esami e non penalizzare le loro scelte. Occorrerebbe quindi introdurre un maggior numero di appelli in estate considerando certi casi particolari. Io sono di Ariano Irpino, ad esempio, città che si trova attualmente blindata e con un alto numero di contagiati. Come me ci sono altri studenti che adesso non riuscirebbero a dare il meglio, chiediamo quindi per il futuro maggiori tutele e chiarezza”.
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