Due docenti di Geografia in visita allo Zoo di Napoli

Nella mattinata del 28 aprile lo Zoo di Napoli ha accolto il prof. René Georges Maury, docente di Geografia umana, in compagnia di un ospite francese, il prof. Jean Estebanez dell’Università di Parigi-Est Créteil, in visita a Napoli nell’ambito del Programma di mobilità docenti Erasmus+. “Una visita semi-turistica particolare richiesta da noi e ben accolta dallo staff dello Zoo  in un luogo che avevamo volontà di esplorare per vari motivi”, afferma il prof. Maury. In primo luogo, lo scopo dell’escursione era quello di “permettere al collega geografo dell’Università parigina, che ha condotto un’originale tesi di dottorato in Francia sul giardino zoologico in quanto spazio geografico, di conoscere il caso del parco napoletano”. In secondo luogo, “per me rappresentava l’occasione di scoprire un angolo particolare di Napoli, che ne offre tanti altri, forse non sempre ben conosciuti o percepiti”. In questo caso, si tratta di uno zoo “di vecchia tradizione mussoliniana, poi quasi tragicamente abbandonato e da poco recuperato da un privato napoletano, modernizzato con nuovi criteri internazionali di cura e protezione degli animali, con netto impegno didattico e volontà di aprirsi a iniziative culturali connesse”, ovvero seminari, percorsi guidati, laboratori speciali. Nel corso del pomeriggio, il docente francese ha impartito una lezione sul tema ‘natura-cultura’ presso Palazzo del Mediterraneo. Una struttura zoologica non è “in apparenza del tutto evidente come elemento geografico. Lo Zoo, nella sua particolarità, può essere considerato un luogo culturale o un non-luogo (nel senso definito dall’antropologo francese Marc Augé)? Il prof. Estebanez l’ha inquadrato nella relazione natura-cultura in una ricca lezione con ampie considerazioni di taglio etico-filosofico e letterario, oltre a quelle in merito alla geografia della percezione con le illustrazioni di casi di parchi zoologici nel mondo”. In verità, già l’anno scorso il docente francese ha tenuto una lezione a L’Orientale nell’ambito del Corso di Geografia umana, “che stavolta è stata in parte riproposta e sviluppata in presenza di studenti, docenti, del medico veterinario dello Zoo, il dott. Pasquale Silvestre, e della responsabile delle Relazioni pubbliche dello Zoo, la dott.ssa Annalisa Tirrito. Il geografo in mobilità ha preso parte, inoltre, a un’altra lezione sulla Geografia Sociale con il prof. Fabio Amato”. Ma quali sono le peculiarità della Geografia umana? La materia è “importante per conoscere il complesso mondo di oggi e approfondire la coscienza del cittadino studiando le relazioni tra la natura o l’ambiente e l’uomo, nelle sue dinamiche e problemi attuali con riflessioni storiche e tendenze future”. Nello specifico, l’approccio geografico è arricchito da innumerevoli rimandi interdisciplinari “in relazione ad altre scienze sociali e umane (demografia, sociologia, antropologia culturale, economia, politologia) e ovviamente alle scienze naturali per la parte della geografia fisica (geologia, geomorfologia, climatologia), quindi l’ecologia”. Quanto alle prossime iniziative nel campo dell’antropogeografia, si segnala, il 26 maggio, una giornata internazionale di studio intitolata ‘Migrazioni: flussi e spazi – diritti ed istituzioni – uomini, donne e bambini – culture e letterature migranti’, anch’essa con un’impostazione multidisciplinare, che “offrirà agli studenti un’ampia visione del mondo e della cultura per un approccio alla ricerca scientifica con gli interventi di esperti dell’Ateneo e ospiti esterni, come giornalisti, studiosi, operatori culturali o del volontariato”, conclude il prof. Maury.
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