Feola e Riccobono candidati

Si voterà prima dell’estate a Scienze Politiche. Il primo mandato del preside Raffaele Feola sta per terminare e c’è area di maretta in Facoltà. Insomma, come già accadde tre anni fa, anche questa volta non saranno elezioni facili. Il preside in carica pare abbia perso consensi. Lo dimostrano quelle voci che vorrebbero Francesco Riccobono, un tempo suo grande alleato, alla guida della Facoltà. E c’è chi non disdegna un ritorno al passato indicando in Tullio D’Aponte il possibile “salvatore della patria”. Una seconda chance non si nega a nessuno, recita un adagio del mondo accademico: ebbene, l’investitura di un preside diverso da Feola potrebbe confermare l’eccezione Scienze Politiche. 
Dal canto suo, Raffaele Feola dorme sonni tranquilli. “Sono soddisfatto di quanto realizzato in questi tre anni – dice – e mi auguro lo siano anche i miei colleghi. Per spirito di servizio e profondo affetto per la Facoltà riproporrò la mia candidatura”. A Feola chiediamo di tracciare un bilancio della sua presidenza in questo triennio. “Il bilancio è positivo, basta vedere i risultati raggiunti dalla Facoltà. Ma questo non devo essere io a dirlo. Ognuno sceglierà le conquiste che sono più vicine ai propri interessi e alla propria sensibilità”. Per nulla intimorito dalla probabile candidatura di altri colleghi, afferma sicuro: “Non mi spaventa niente. Se si presentano altri docenti, vuol dire che anche loro lo fanno per spirito di servizio”. Chiunque sarà eletto, per Feola “bisognerà continuare nell’interesse degli studenti per rendere sempre più questa non una facoltà di ripiego ma un fondamentale investimento dei giovani nel mondo del lavoro”.
Riccobono: 
privilegiare
qualità o quantità?”
Ordinario di Teoria generale del diritto, docente di Teoria dell’interpretazione giuridica e direttore del Dipartimento di Scienze dello Stato, lo stesso cui afferisce il preside Feola, il prof. Riccobono conferma in parte la sua candidatura. “Sì – ammette – molti colleghi vorrebbero propormi”. Una scelta, la sua, maturata dopo un’attenta riflessione sullo stato attuale del mondo accademico. “Riforma e diminuzioni delle risorse hanno profondamente cambiato l’università italiana. È giunto il tempo – dice Riccobono – di interrogarci su quale modello di università vogliamo; se, rispetto agli studenti, preferiamo una università quantitativa o una università qualitativa. Quanto alle risorse economiche, è necessario individuare un nuovo criterio per la loro distribuzione tra le varie discipline scientifiche”. 
Sino a tre anni fa Francesco Riccobono era membro della cordata che portò Raffaele Feola sullo scranno più alto di Scienze Politiche, lasciando sgomento l’altro candidato, Domenico Piccolo, che tanto si dannò in campagna elettorale per perorare la sua causa. Adesso il prof. Riccobono si è sistemato dalla parte opposta della barricata, scegliendo la strada della battaglia in prima linea. Cos’è cambiato nel suo rapporto col preside Feola in questi tre anni? “Per carità, non è una questione di contrapposizione – si affretta a precisare il docente – È questa vasta esigenza di cambiamento sentita nell’università che mi porta a candidarmi. Tant’è che al futuro preside di Scienze Politiche, chiunque sarà, chiedo di concentrarsi, tra le urgenze da affrontare, sul recupero culturale dell’intera università, considerate le basse vette toccate dal mondo accademico negli ultimi tempi”. 
Riccobono, D’Aponte, Piccolo, diversi sono i nomi dei papabili, ma il corpo docente è restio a sbilanciarsi. “La candidatura di Riccobono mi lascia perplessa – dichiara la prof.ssa Gabriella Fabbrocino Trivellini, ordinaria di Francese – perché nella passata elezione il collega era uno dei grandi elettori del preside in carica. In ogni caso, aspetto di vedere il suo programma per pronunciarmi, quello di Feola lo conosciamo già”. Alla Fabbrocino chiediamo di tirare un bilancio della gestione Feola: “L’università è allo sfascio. La situazione economica è drammatica. La ricerca è in fase di stallo. Non è certo colpa di Feola se viviamo questa condizione”. Secondo Andrea Graziosi, presidente del Corso di Laurea in Scienze Politiche dell’Amministrazione, “il nuovo preside di Scienze Politiche dovrà sforzarsi per elevare il livello della Facoltà. Solo in questo modo l’università potrà aiutare la città di Napoli”. 
“La gestione Feola è stata come me l’aspettavo”, dichiara dal canto suo Ugo Leone, ordinario di Politica dell’ambiente, che parla di una presidenza all’insegna della discontinuità. “Non c’è stata continuità tra le presidenze D’Aponte e Feola, come non ce n’è stata tra quella di Cuomo e quella di D’Aponte. Insomma, ogni presidenza ha avuto e ha la sua fisionomia, come è giusto che sia dal momento che ognuno cerca di contraddistinguere in qualche modo la sua direzione. In tal senso, il tratto peculiare dell’attuale presidenza è stato quello di ricondurre la Facoltà alle scienze giuridiche”. Risolto il rapporto con gli studenti, per Leone la priorità del futuro preside non può prescindere dall’attribuire a Scienze Politiche “le caratteristiche di una Facoltà professionalizzante, potenziando alcuni curricula e rendendo la Facoltà qualcosa di diverso da un liceo. Nel mondo accademico non si nega mai una seconda possibilità. Se Feola non verrà rieletto – conclude Leone – la cosa dovrà farci riflettere”. 
Paola Mantovano
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