Franceschetti entusiasma gli studenti

“Nel prossimo futuro vivremo in maniera assai diversa, ma a mio avviso la nostra esistenza sarà migliore” assicura il professore Giorgio Franceschetti il 16 novembre alla conferenza del ciclo Alla Corte di Federico II dedicata alle potenzialità e agli effetti dei campi elettromagnetici. Per Franceschetti la realtà virtuale sarà la parola chiave del futuro: “Con le ricostruzioni tridimensionali ci muoveremo in uno spazio virtuale che ci consentirà di spostarci solo per il piacere di farlo – esclama entusiasta il professore – Acquisteremo il dono dell’ubiquità, avremo dei poteri che neppure ci immaginiamo. Godremo tutti di questi benefici ma i miei studenti potranno essere i protagonisti di questa rivoluzione”.
Se già oggi il telefonino consente di sentire e vedere a distanza, in futuro le capacità sensoriali umane saranno dunque ancor più ampliate. Ma c’è un prezzo da pagare per tutte queste innovazioni? Poiché non si conoscono gli effetti a lungo termine di una prolungata esposizione ai campi elettrromagnetici, per il professor Franceschetti è bene essere prudenti:  “Riducendo i tempi di esposizione, finanziando la ricerca ed informando correttamente le persone in modo da assicurare loro il benessere psico-fisico”. 
“Se uno studente mi parlasse di inquinamento elettromagnetico, lo boccerei immediatamente – avverte il professore – E’ una definizione sbagliata poiché l’onda che porta il messaggio non è un inquinante, non viene buttata via quando non serve più”. 
Gli aspiranti ingegneri presenti in sala prendono appunti e si entusiasmano alla notizia di un software, messo a punto dal  team di Franceschetti, in grado di far conoscere ai cittadini in tempo reale le variazioni del campo elettromagnetico in ciascun punto della città. “Mi piacerebbe misurare i valori di casa mia con il sistema proposto dal professore” confida ad un amico Marcello Natale, iscritto al V anno di Farmacia. “Bello, ma è stato troppo breve – si lamenta la studentessa di Medicina Laura Sarno dopo i saluti finali del professore – Sarei rimasta un’altra oretta a sentirlo parlare. Ha una straordinaria capacità di catalizzare l’attenzione”. “Sì, è stato un intervento molto lineare, accessibile anche ai non competenti – le fa eco la dottoranda in Genetica Medica Anna Giusi Gargiulo – Non è facile farsi comprendere da una platea mista come quella di stasera”. “Franceschetti è stato capace di semplificare concetti complessi  e di renderli in maniera accattivante, addirittura elegante”, interviene Giocchino Gargiulo, ingegnere elettronico, nonché fratello di Anna Giusi. “Non era semplice mantenere il filo del discorso – afferma il neoingegnere meccanico Annunziata Di Mattia – ma a differenza di quanto avvenuto per altri conferenzieri, Franceschetti ci è riuscito pienamente”. “Invidio chi lo ha come docente! – esclama Luigi Iorio iscritto al I anno di Matematica – Di professori validi se ne incontrano tanti, ma quelli bravi didatticamente sono davvero rari”. “Ho saputo di questa conferenza durante una lezione del professor Guido Trombetti – afferma Mariano Supino, studente del I anno di Fisica – Mi sembra che Franceschetti abbia centrato l’intento divulgativo dell’iniziativa”. “Ha chiarito molti dubbi sulle possibili conseguenze dell’esposizione alle onde elettromagnetiche – asserisce Fabio Castiglione, studente di Scienze Politiche – Non è da tutti rendere comprensibile la materia. Come ha detto il Rettore, Franceschetti sembra lo spot vivente dell’idea che è alla base della Corte di Federico II”.
In sala, oltre agli allievi di Ingegneria ed ai tanti professori, c’è un folto gruppo di studenti di Medicina. “Siamo stati invogliati a venire dal professor Lucio Nitsch che è un assiduo frequentatore di queste conferenze – spiega Simona Pagliuca – L’intervento ha però superato le nostre aspettative perché Franceschetti ha fornito spiegazioni al contempo originali, esaurienti e alla portata di tutti”. “E’ stata una chiacchierata molto interessante – afferma Gerarda Capuccio, al III anno di Medicina –  Torneremo sicuramente il 21. Tanto più che allora verrà affrontato un tema più attinente ai nostri studi.”
Il prossimo appuntamento è, infatti, per il 21 dicembre, ore 20.30, Centro Congressi di via Partenope, con il professor Roberto Di Lauro che si interrogherà su Il DNA ricombinante: una vera rivoluzione?. 
Manuela Pitterà
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