Giuseppina Roviello, vincitrice lo scorso anno, consiglia: “la stesura del Business Plan va ragionata”

Laurea in Chimica alla Federico II, attività di ricerca alla Parthenope, Premio Start Cup Campania 2013. Giuseppina Roviello si è imposta con il suo gruppo nella competizione tra Business Plan grazie a un’idea sui vetri a controllo solare: “l’anno scorso abbiamo vinto il primo premio regionale. A livello nazionale, invece, ci siamo classificati tra i primi quattro progetti della categoria Industrial. È stato un risultato importante. A Genova, per il PNI, abbiamo esposto su un palco davanti a un pubblico di investitori in un’atmosfera molto dinamica”. Parla sempre al plurale, ricordando che il successo è stato di un team eterogeneo nel quale ognuno ha portato competenze specifiche: “il mio gruppo era composto da sette persone appartenenti al Dipartimento di Scienze Chimiche della Federico II e a quello di Ingegneria della Parthenope. Il nostro progetto si basa su una molecola sviluppata in laboratorio da chimici. Naturalmente è stato fondamentale l’apporto degli ingegneri che sono intervenuti nella fase di prototipizzazione. C’erano anche ingegneri gestionali che si sono dedicati alla parte manageriale. Insomma, nel team c’erano un po’ tutte le figure. Io sono un chimico, provengo dalla Federico II e sono ricercatrice alla Parthenope. All’università mi occupo di messa a punto di strategie innovative per molecole e materiali per applicazioni in diversi ambiti, cercando di rispondere alle esigenze del mercato attuale. Svolgevo questo ruolo quando ho partecipato al progetto”. L’idea c’era. Start Cup ha offerto lo spunto per attuarla: “Start Cup è stata un’occasione. Avevamo un’idea buona e innovativa in mano, avevamo costituito già una squadra di persone con competenze diverse e quindi c’erano tutti i presupposti per proseguire e per concretizzare quella che era un’idea progettuale, rendendola così un’idea imprenditoriale. Avevo pure fatto una richiesta di deposito di brevetto, quindi si trattava di un’idea già matura da un punto di vista scientifico. Il progetto al quale abbiamo aderito ci ha permesso di interfacciarci con figure diverse e con il mondo dell’economia. Ora ci interessa proseguire e realizzare il prototipo sperimentale, quindi passare dalla scala di laboratorio a un prodotto commerciale, perché ci sono degli step intermedi da superare. Siamo in contatto con diversi imprenditori che sembrano interessati a supportarci”. Investendo in “un prodotto che contiene una molecola particolare capace di conferirgli delle proprietà ottiche speciali”. La partecipazione alla competizione, quindi, è stata solo un inizio: “adesso c’è tanto lavoro da fare. Non è tutto così banale come può sembrare. Dall’oggi al domani non ci si può proporre sul mercato, perché comunque ci sono aspetti da approfondire, soprattutto in termini di tutele. Noi abbiamo un brevetto depositato in Italia che vogliamo estendere. Ci vuole del tempo prima di costituirsi come azienda e proporsi sul mercato. Comunque è stata fatta un’analisi economico-finanziaria del progetto, è tutto favorevole e ci sono le carte in regola per andare avanti”. A chi partecipa all’edizione del 2014 dice: “il consiglio è di dedicarsi anima e corpo a questa cosa perché la stesura del Business Plan va ragionata. Noi abbiamo avuto il supporto dei colleghi del Dipartimento di Economia che è stato fondamentale”.
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