La Facoltà festeggia i suoi 80 anni pubblicando ‘l’album di famiglia’

Architettura della Federico II compie ottant’anni. Per l’occasione il 15 ottobre scorso, presso l’Aula Magna Storica dell’Ateneo, si è tenuta la presentazione di una bella pubblicazione dedicata a questa ricorrenza, dal titolo: “La Facoltà di Architettura dell’Ateneo fridericiano di Napoli, 1928/2008”. 
A fare gli onori di casa, il Rettore Guido Trombetti che, dopo aver ringraziato i presenti di essere intervenuti numerosi, ha sottolineato l’importanza di occasioni come questa in un momento così difficile per le Università italiane. “Il sistema universitario è  per molti versi disorientato e si interroga sul proprio futuro. E’ importante che nasca in tutti noi la consapevolezza di dover fare qualcosa di utile per intervenire all’interno di un sistema che sembra non essere più in comunicazione con il Paese. Questo deve rappresentare un momento di riflessione per ognuno di noi”. A seguire, l’intervento del Presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma: “Quando abbiamo ricevuto la proposta per il progetto del libro, non ci abbiamo pensato su neanche una volta prima di approvarlo. Questo perché si tratta di un progetto di qualità e come tale andava supportato. Per gli studenti in particolare, si sta aprendo una fase importante: proprio in questi giorni, infatti, è in atto un acceso dibattito accademico in merito alla proposta del Politecnico regionale. Un progetto che può portare ulteriore ricchezza alla Federico II ed è proprio in questa logica e con questi auspici che auguro ai nostri ragazzi di essere dei buoni architetti nel nostro territorio, coniugando le competenze e le professionalità che acquisiranno nel corso di studi con la complessità del territorio”. Era presente anche il prof. Massimo D’Apuzzo, Presidente del Polo delle Scienze e delle Tecnologie della Federico II, il quale ha ribadito quanto sia necessaria la collaborazione tra Università e territorio.
La presentazione del volume è stata anche l’occasione per ufficializzare il passaggio di consegne tra il Preside uscente, il prof. Benedetto Gravagnuolo, e il neoeletto, il prof. Claudio Claudi di Saint Mihiel. Il prof. Gravagnuolo, prima di spiegare come è strutturato il volume, ha ringraziato coloro che lo hanno preceduto nel ruolo di Preside e ha augurato un buon inizio di mandato al prof. Claudi. “Il libro che oggi viene presentato parte da una cronistoria in costante parallelismo con l’evoluzione della città e dell’insegnamento dell’Architettura in Italia. C’è poi un capitolo dedicato alle sedi, a partire da quella storica di Palazzo Gravina, uno alle identità culturali delle diverse discipline ed un vero e proprio ‘album di famiglia’, con le immagini più significative della lunga storia della Facoltà. Un capitolo, infine, è dedicato ai racconti dei docenti e degli ex Presidi che mi hanno preceduto. I professori, scelti tra i decani delle rispettive materie, hanno messo a disposizione il racconto della loro esperienza in Facoltà, da studenti prima, da docenti poi”. 
Il prof. Claudi si è incentrato in modo particolare sul programma di gestione futuro della Facoltà: “Sono essenzialmente tre gli aspetti che vorrei privilegiare nel prossimo triennio: il primo è la formazione, il secondo la ricerca e il terzo il reclutamento. Tutti hanno un obiettivo comune: perseguire la qualità. Il ruolo della Facoltà deve essere propulsivo e incentivante per la ricerca, attraverso il sostegno di tutte le strutture e di tutte le iniziative che portano all’avanzamento nella conoscenza. La situazione attuale desta, purtroppo, molte preoccupazioni: le risorse scarseggiano sempre di più e le conseguenze rischiano di ripercuotersi sulla validità degli insegnamenti. Per assicurare un livello sempre alto, è necessario continuare a garantire un buon livello di preparazione. Pertanto, è con la consapevolezza di tutte queste difficoltà, ma al contempo con grande entusiasmo, che mi accingo ad iniziare il mio mandato”.  
A conclusione della giornata, gli interventi di Massimo Giovannini, Rettore dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, che si è detto preoccupato dell’invecchiamento della classe docente -“l’età media degli ordinari è passata da 48-50 a 63 anni, quella degli associati da 44 a 55 anni”- e poi ha sottolineato l’eccellenza della scuola napoletana di Architettura – da Alfonso Gambardella “che ha creato dal nulla una Facoltà ad Aversa, alla Sun, che oggi conta 80 docenti”, a docenti, come le prof.sse Penta e Baculo “che hanno fatto la storia del disegno in Italia”)-; di Carlo Olmo, professore ordinario di Architettura al Politecnico di Torino; Giancarlo Carnevale, Preside dell’Università IUAV di Venezia che ha ripercorso le tappe più significative degli anni trascorsi da studente presso la Facoltà di Architettura della Federico II, rimarcando il suo senso di appartenenza a questa scuola- “durante gli anni dei moti studenteschi, le Facoltà di Architettura in Italia (compresa quella di Napoli) erano presenze attive, molto più di altre. E’ anche per questo motivo che il ricordo di quel periodo resterà sempre vivo nella mia mente”-.
Anna Maria Possidente  
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