La medicina “una sintesi tra scienza e umanità”

Si dipana, tra storie di vita e testimonianze di una passione che supera ogni difficoltà, la presentazione dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia, con sede a Napoli e Caserta, e in lingua inglese e di Odontoiatria e Protesi Dentaria. E c’è accordo tra i docenti e gli studenti relatori: il timore di non farcela accomuna ogni aspirante medico, ma è anche la molla che conduce al successo.
Perché, dunque, scegliere questa professione? Lo spiega il prof. Ferdinando De Vita citando Ippocrate: “secondo cui il medico che diventa filosofo è simile ad un dio. La medicina è una sintesi tra scienza e umanità e il medico è colui che è in grado di svolgere, in maniera umana, una professione complessa”. Mostra le immagini delle sedi di Napoli, dove “hanno studiato, e poi insegnato, i padri della medicina partenopea”, e Caserta con laboratori all’avanguardia “dove siamo in attesa che venga completato il nuovo Policlinico che disporrà di un aulario con 54 aule. I lavori dovrebbero concludersi in poco meno di 20 mesi”. Sottolinea il respiro internazionale di Medicina in inglese la prof.ssa Marialuisa Balestrieri, Presidente del Corso di Laurea: “Chi ci sceglie avrà l’opportunità di diventare medico in ambito sia nazionale che internazionale. Il nostro è stato tra i primi Corsi di Medicina in lingua in Italia e ha acquisito salda esperienza e un profilo di qualità”. Da non sottovalutare la percentuale dei laureati in tempi ottimali, ben l’80% per Medicine and Surgery, dato superiore alla media nazionale.
Odontoiatria, la disciplina capace di regalare sorrisi
Parte da e con un sorriso l’intervento della prof.ssa Letizia Perillo, Presidente del Corso di Odontoiatria e Protesi Dentaria: “La nostra disciplina è particolare, ci consente di regalare al nostro paziente un bellissimo sorriso. E, nel sorriso che regalerete, c’è l’essenza di voi stessi. Il medico odontoiatra è colui che ha una forte motivazione, empatia con il paziente e buona manualità. Sappiate, intanto, che ci stiamo preparando a riaprire in presenza, con nuovi spazi, aule ristrutturate, nuovi riuniti, anti-Covid e molto colorati. E, dal 10 maggio, riprenderanno in presenza i concorsi per le Scuole di Specializzazione”. Tradizionali le domande sul test d’accesso e sui Corsi dai quali poter effettuare il passaggio a Medicina, nel caso in cui l’esito della prova sia negativo.
La platea sembra molto interessata ai racconti dei rappresentanti degli studenti presenti e delle motivazioni sottese alle loro scelte. Si dice vicina ai diplomandi Maria Chiara Auriemma, Medicina sede di Caserta, ventenne: “A Medicina sono entrata al secondo anno perché ho frequentato prima un anno di Odontoiatria. Come voi, anche io durante il liceo non avevo le idee chiare. Poi, alla prima lezione di Anatomia, ho sentito che non c’era altro posto in cui avrei voluto essere”. Sulla giornata tipica dello studente: “Non è vero che dovrete rinunciare ad ogni cosa. 36 esami sono tanti, ma sono anche l’occasione per fare gruppo”. Anche il test va affrontato con serenità, lo ricorda Mario Spetrino, Medicina sede di Napoli: “La preparazione è soggettiva. C’è chi inizia a studiare al quarto anno scolastico, chi al quinto, chi addirittura due mesi prima del test e poi lo supera brillantemente. Io sono al quarto anno, ricordo di aver temuto quel momento, ma ero fortemente motivato. Per essere un bravo medico, ci vuole una vera vocazione”. Un breve excursus sul programma MD/PhD, da parte di Giovanni Vicidomici: “È un percorso di formazione di eccellenza a cui sono ammessi solo gli studenti migliori e che vi consentirà di studiare e fare ricerca contemporaneamente. Non vi dico che sarà facile, ma siamo un unicum nel panorama italiano”. È bilingue e ha un ricordo molto emozionante della sua prima esperienza in reparto Giulia Giovannetti, Medicina in inglese: “L’attività pratica inizia al secondo semestre del terzo anno. Il primissimo giorno, eravamo al Monaldi nel reparto di Medicina interna, stavamo seguendo il prof. Durante nel suo giro di controllo tra i pazienti. Una persona anziana si sentì male, ma il professore riuscì a riportare la situazione alla normalità. Fu un momento toccante”. Chiude Pasquale Fraudatario di Odontoiatria: “Tutti noi abbiamo il timore di non farcela. Ma non sarete soli. A Odontoiatria siamo in 35, una classe non numerosa, in cui il docente ti conosce e ti chiama per nome. Quanto alla pratica, per alcuni insegnamenti entriamo in reparto già al secondo anno. Ed è pratico tutto il sesto anno”. In conclusione, un ultimo incoraggiamento dai docenti: “Vi aiuteremo a sentirvi nel posto giusto al momento giusto”.

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