Laureandi appesi a un filo per il tirocinio

Questione tirocini. “Sono al terzo anno di Lingue e Culture Comparate e vorrei laurearmi a dicembre. Già un mese fa ho inviato al SOS (Servizio Orientamento Studenti) tutta la documentazione necessaria richiedendo un tirocinio interno a distanza. Ad oggi non ho avuto notizie né dai docenti referenti né dai tutor”, dice Giusy Fusco. Nella stessa situazione è Denise Saggese, di Mediazione: “È da marzo che mi manca un solo esame. Inizialmente avevo scelto di fare un tirocinio all’interno di una scuola, ma con il Covid si è fermato tutto. Stavo perciò pensando, visto che oltre alle scuole non c’è una vasta scelta tra gli enti convenzionati per il tirocinio esterno, di far attivare una nuova convenzione ma ho saputo che questa procedura è stata al momento congelata”. Conclude Nicola De Giuseppe: “anch’io ho scritto senza ricevere risposta a tutti gli uffici amministrativi e comparti burocratici, dalle biblioteche al Claor e al Polo, ma nessuno di questi al momento può garantirmi un tirocinio in presenza, perché le condizioni di sicurezza impongono il contingentamento degli ingressi oltre che il distanziamento delle scrivanie. Domandiamo all’Università e al SOS di attivare più tirocini a distanza, anche perché non possiamo prevedere l’andamento dei contagi fino al 2021. Anziché tenere gli studenti appesi al filo sarebbe il caso, come d’altronde avviene in altre Università per gli studenti disabili o per impossibilitati, di garantire lo stage a ogni studente con criteri equi, trasferendo online questa parte di ‘avviamento al lavoro’ che peraltro risulta obbligatoria all’interno del nostro piano di studio. Non ci possiamo davvero più permettere di rimandare la laurea a febbraio”.

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