Lavoro interinale, meglio prima della laurea

Lavoro interinale: c’è chi ritiene rappresenti una risposta alla crisi occupazionale; altri reputano che sia null’altro che un passo verso la ulteriore precarizzazione e perdita di diritti e garanzie dei lavoratori. Alcuni studenti del Corso di laurea in Economia Aziendale della Facoltà di Economia hanno provato a capire ed a far capire qualcosa di più ai loro colleghi, attraverso un’indagine elaborata nell’ambito dei corsi di Amministrazione del Personale e di Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane. Il primo corso è tenuto dal professor Gianfranco  Frassetto, il secondo dal professor Stefano Consiglio. Il loro obiettivo non era naturalmente quello di dare una risposta alla controversa questione di cui sopra. Più che altro volevano sondare le conoscenze dei loro colleghi  in materia. Hanno dunque realizzato un project work sul tema del lavoro interinale in Campania, i risultati del quale sono stati presentati il 25 gennaio nell’Aula Fabrizi, presso il Dipartimento di Economia Aziendale diretto dal professor Riccardo Mercurio.
L’indagine è articolata in due parti. La prima è uno studio sulle agenzie interinali operanti in Campania  finalizzato a descriverne la struttura organizzativa e ad illustrare le modalità di relazione con le imprese utilizzatrici e con i lavoratori. Una mappa, in altre parole, di chi affitta lavoro sul territorio campano. La seconda parte dell’indagine è stata invece finalizzata alla comprensione del grado di conoscenza e della disponibilità che i laureandi delle facoltà di Economia e di Ingegneria dell’ateneo fredericiano dimostrano verso il fenomeno del lavoro interinale.  
L’indagine sulle agenzie è stata realizzata intervistando sette delle otto agenzie operanti in Campania e presenti a Napoli;  per la realizzazione della seconda parte sono stati invece intervistati 276 studenti, dei quali 110 iscritti ad Ingegneria e 166 ad Economia. Il campione di studenti intervistato è stato costruito con la precisa intenzione di rispecchiare l’intero universo. Questo, naturalmente, affinché l’indagine risultasse il più possibile attendibile.
Dall’indagine sulle agenzie di lavoro interinale il dato  più significativo che emerge riguarda le circostanze in cui le aziende ricorrono ai servizi delle agenzie stesse, chiedono in pratica lavoratori che però assume l’agenzia e non l’azienda. Sono: picchi di produzione (75% ); ferie (10%); maternità (5%); altro (10%).
I laureandi  intervistati, come detto, sono 276. La fascia di età più rappresentata è di oltre 26 anni; il 65% del campione è costituito da maschi; il 35% da donne. Il 60 % di coloro i quali hanno risposto alle domande ha già avuto qualche esperienza di lavoro; il 71 % lo ha fatto per scelta, il 67% ha svolto un’attività non attinente al percorso di studio, il 78% ha svolto un lavoro a nero, il 73% ha svolto un lavoro di tipo temporaneo. Dallo studio realizzato dagli allievi dei professori Consiglio e Frassetto emergono peraltro altri dati interessanti. Il 66% dei laureandi interpellati giudica positivamente l’abbinamento di un’attività lavorativa con lo studio universitario. La stragrande maggioranza del campione,  l’82% , dichiara di sentirsi portato per un lavoro autonomo o professionale. Il 18% risponde invece di sentirsi portato per un lavoro dipendente. L’indagine sfata il mito che vorrebbe gli universitari napoletani irrinunciabilmente  affezionati all’idea del lavoro sotto casa. L’85% dei laureandi, infatti, si dichiara disponibile a trasferirsi fuori dalla regione per motivi di lavoro. 
L’indagine a questo punto verte più  specificamente sul rapporto tra gli intervistati ed il lavoro interinale. Il 73% dichiara di averne sentito parlare, ma solo due studenti su 276 sono stati lavoratori interinali. Il 65% dichiara di sapere cosa sia il lavoro interinale. La maggior parte di coloro i quali sono informati ha attinto notizie dall’Università e dai mezzi di informazione; il 10% dal passa parola; l’8% dalla pubblicità. Il 9% dei quali ha contattato almeno una volta un’agenzia interinale. Il dato più interessante di questa seconda parte dello studio, però, è un altro. Tra i 276 laureandi in Ingegneria ed in Economia intervistati dagli studenti di Economia Aziendale il 66% si dichiara disposto a lavorare oggi per un’agenzia interinale, ma la percentuale cala al 49 % se si pone loro la stessa domanda con riferimento al post lauream. Più flessibili gli economisti; meno gli ingegneri. O forse è solo l’effetto della diversa forza di contrattazione sul mercato del lavoro?
“Sono molto soddisfatto del lavoro che hanno realizzato gli studenti sotto la supervisione dei professori Consiglio e Frassetto- sottolinea in conclusione  il professor Riccardo Mercurio, il quale ha seguito in aula Fabrizi la presentazione dei risultati della ricerca- E’ fatto molto bene e riguarda un settore nuovo”.
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