Le domande degli studenti

A testimonianza dell’interesse che suscita la possibilità di fare impresa a partire da un finanziamento della Ig, sono state numerose le domande rivolte dagli studenti di Ingegneria al dottor Giacomelli. Di seguito, ecco alcune delle più interessanti.
Quanto tempo si aspetta per sapere se il progetto è stato approvato?
“Noi adesso impieghiamo quattro mesi per la prima valutazione tecnica. Per la progettazione esecutiva, poi, dipende dalla tipologia del progetto. Altri quattro mesi servono per la progettazione esecutiva. Sono tempi lunghi per due ragazzi i quali, per esempio, vogliano fare un sito Internet. Tuttavia sono tempi seri rispetto ad attività produttive che richiedono finanziamenti pubblici. Considerate che una banca di affari americana si prende sui tre mesi”.
La prima valutazione comporta qualcosa di sicuro oppure no?
“Noi o approviamo oppure bocciamo. Se approviamo, il progetto passa alla fase esecutiva. Bocciare è difficile, perché si tratta di dissuadere qualcuno che è convinto dell’idea e della sua elaborazione. Non è sempre detto che poi abbiamo ragione noi. In alcuni casi siamo stati smentiti ed idee che reputavamo poco valide o comunque destinate all’insuccesso sono diventate la base di partenza di imprese create autonomamente”.
Se il progetto prevede l’erogazione di un servizio alle imprese il proponente può rivolgersi anche a competenze esterne e limitarsi ad una attività commerciale, oppure deve essere tutto nel progetto?
“Noi non vincoliamo mai la scelta su come organizzare l’impresa. Sono legate all’imprenditore. Egualmente non prendiamo in considerazione la variabile occupazionale. Non mettiamo a confronto due idee in base alla valutazione dell’occupazione presunta, che viceversa è un vincolo per la legge 488”.
Per la 236 e la 44 occorre avere una società alle spalle. Quale consiglia ad un gruppo di studenti di Ingegneria con qualche laureato?
“Consiglio la società in nome collettivo perché costa poco. In caso di approvazione del progetto si può sempre trasformare in una società a responsabilità limitata. Oppure ci si può configurare come una cooperativa che fornisca ai soci occasioni di lavoro. Importante è che si faccia la cooperativa perché la si ritenga effettivamente lo strumento migliore e non l’unico. Personalmente reputo che in una attività imprenditoriale piccola possa esserci solo uno che comanda”.
Quali sono i problemi con le banche?
“Nella fase d’investimento l’impresa anticipa l’IVA sul prestito ottenuto, che arriva al 20% dell’investimento. Su un miliardo sono 200 milioni di anticipo, che lo Stato restituisce con esasperante lentezza. Poi la gran parte degli istituti di credito è abituata ad anticipare i crediti di gestione in base al fatturato. Quando una impresa parte, però, fattura zero, ovviamente. Significa che nessun istituto di credito è in grado di erogare un credito. Per ovviare a questo inconveniente abbiamo bandito una gara nazionale tra le banche. Ha vinto la Banca Popolare di Bergamo, che anche per motivi di marketing e di immagine si è dimostrata più attenta alle nostre esigenze”.   
Quali sono i punti di forza e quelli di debolezza di uno studente in ingegneria o di un laureato il quale presenti un progetto alla Ig?
“Quanto più si domina la tecnologia, tanto più si tende ad innamorarsi del progetto. Invece la flessibilità nel mettere in discussione alcune caratteristiche del progetto, anche sulla scorta dei suggerimenti dei consulenti, è essenziale. D’altronde le competenze tecnologiche che voi acquisite ad Ingegneria sono necessarie e rappresentano un punto di forza. Prova ne sia che Napoletano, l’imprenditore che avete ascoltato prima, ha avuto l’idea, ma poi per realizzarla è andato a cercarsi proprio un ingegnere”.
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