“Garantire a tutti le stesse opportunità di partenza”. Paolo Giacomelli sintetizza in questi termini il senso dell’attività svolta dalla Ig, la società per l’imprenditorialità giovanile della quale è amministratore delegato per la Campania. Lo fa nel corso dell’incontro organizzato per illustrare agli studenti di Ingegneria le opportunità offerte dalla legge 44, dalla 236 e da quella sul prestito d’onore. E’ il terzo della serie – tappe precedenti a Lettere ed a Sociologia – ed è stato organizzato in collaborazione dalla Facoltà, da Ateneapoli e dalla Ig. Si è svolto il 12 aprile nell’Aula delle Lauree di Piazzale Tecchio. “Sono leggi che hanno soddisfatto e soddisfano il bisogno da parte di persone prive di garanzie patrimoniali di accedere ai finanziamenti necessari a realizzare la loro idea imprenditoriale. In Italia il sistema creditizio non lo consente; lo Stato si è invece fatto carico di strumenti legislativi che garantiscano tale parità. Purtroppo non abbiamo ancora risolto il problema di garantire a tutti le stesse opportunità in materia di informazione. Incontri come quello odierno servono anche a questo scopo”.
Le leggi sono quelle che cita sinteticamente. “La 44 finanzia tutte le attività con investimenti fino a 5 miliardi, nei settori primario, secondario e dei servizi per le imprese. Possono accedere ai finanziamenti le società i cui soci non abbiano più di trentacinque anni oppure quelle nelle quali la maggioranza abbia un’età compresa tra i 18 ed i 29 anni. A mio modesto parere chi chiede il primo contributo dovrebbe mantenersi molto al di sotto dei cinque miliardi, perché l’imprenditore è un mestiere che s’impara facendo. Il rischio è quello di ritrovarsi poi a lavorare solo per ripianare il debito accumulato”. Passa alla 236. “Finanzia fino ad un miliardo. La compagine societaria deve avere le stesse caratteristiche di quella per la 44”. Infine, il prestito d’onore. “Cinquanta milioni di finanziamento massimo possono anche sembrare pochi, per ingegneri che presumibilmente operano nel campo di attività tecnologicamente avanzate. Posso peraltro dirvi che so di un numero significativo d’ingegneri i quali hanno avviato la loro attività proprio a partire dal prestito d’onore. Nel campo, per esempio, della manutenzione degli impianti elettromagnetici”.
Un suggerimento agli studenti – circa un centinaio – che lo ascoltano. “Le idee migliori nascono dalle proprie passioni e dai propri interessi. Ci è capitato il caso di un ingegnere idraulico il quale aveva presentato un progetto che a me sembrava destinato all’insuccesso: giochi d’acqua per soggiorno. Era la sua passione, ma a me sembrava una idea votata all’insuccesso. Ci ha convinto ed ha avuto il finanziamento. Si è messo in società con un designer di Bari ed attualmente fattura otto miliardi all’anno. Era la sua passione ed ha avuto la caparbietà di portarla avanti ed esterni di ville”.
Gli ingegneri generalmente non hanno problemi di occupazione nel dopo laurea. Per loro, dunque, mettersi in proprio è davvero una scelta, più che una necessità. Una scelta che il professor Eugenio Corti, il quale coordina la Commissione di facoltà sui rapporti tra le istituzioni ed il mondo produttivo, auspica prenda piede tra gli studenti, i laureandi ed i laureati. “Noi attualmente impartiamo una formazione che presuppone l’inserimento del laureato in strutture professionali già esistenti, tecnici e progettisti i quali, inseriti in una grande organizzazione, possano dare il loro contributo. Manca, purtroppo, la capacità di trasformare una competenza di carattere tecnico in un valore economico e commerciale. Il messaggio che dobbiamo trasmettervi è che voi potete mettere in piedi una impresa che utilizzi le conoscenze di carattere tecnico acquisite all’università. Ecco il motivo per cui, secondo me, dobbiamo realizzare sempre più iniziative come quella di oggi”. Qualche cifra chiarisce il suo pensiero. “Il Polo delle Scienze e delle Tecnologie ha 33000 studenti. Quanti mettono a frutto le loro conoscenze tecniche per fare impresa? Direi una percentuale prossima allo zero. In altri paesi sono al 3-4%. Vuol dire che dovremmo avere centinaia di imprese che nascono ogni anno. Non è così. L’obiettivo è di farvi capire che si può fare, con l’aiuto di una mano che può venire tanto dall’Università quanto dalla Ig”.
Riprende il suo ragionamento il professor Mario Raffa, Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Gestionale: “le leggi che vi ha illustrato Giacomelli sono per voi di grande interesse. Gli ingegneri possono metter su iniziative imprenditoriali nel campo dell’Alta Tecnologia (spin off accademici). A questo primo incontro devono fare seguito iniziative specifiche. Come Università dobbiamo fare sempre di più, soprattutto per quanto concerne i contatti con le piccole imprese internazionalizzate, che sono quelle che daranno lavoro. La conduzione di una impresa ad alta tecnologia richiede un mix di competenze tecnologiche e gestionali. Per questo i corsi di formazione della Ig riservati a chi abbia avuto il progetto approvato vertono anche sugli aspetti economico gestionali”.
In apertura dell’incontro è stato proiettato il video promozionale girato dalla Ig ed incentrato su storie di giovani i quali, tramite i finanziamenti concessi dal prestito d’onore, hanno realizzato l’attività imprenditoriale che avevano progettato: l’officina meccanica di un palermitano, la libreria dello spettacolo di una laureata in Lettere, una rosticceria, una piscina per l’acqua Gym, un negozio di parrucchiere, una sartoria, un laboratorio odontotecnico, un servizio di rigenerazione del toner. “Noi siamo una società pubblica e con settanta milioni di budget. Per girare il filmato ci siamo prefissi l’obiettivo di dimostrare che si può avviare una attività in proprio anche senza essere figli di imprenditori. Di ingegneri i quali accedono ai finanziamenti della Ig e si fanno imprenditori io ne ho visti tanti”. Risponde così indirettamente ad una perplessità che aveva manifestato il Preside Vincenzo Naso. “L’uditorio è in una situazione tale da poter guardare con un certo distacco alle attività proposte nel filmato. La durezza degli studi fa sì che per i laureati il mercato sia tranquillo”. Anche secondo il Preside, comunque, “iniziative come quella di oggi sono benvenute sono sicuro che ci sarà un terreno di interesse anche per gli ingegneri”.
L’invito rivolto agli studenti, ai laureandi ed ai laureati in Ingegneria è dunque riassumibile così: “provateci”. Se c’è l’idea e la passione che la supporta, ne vale la pena. Anche perché, Giacomelli lo ha detto esplicitamente: “va sfatato un luogo comune, quello per cui, se l’impresa va male, è il fallimento di una vita. Io ne ho viste varie andare male per il mutamento dello scenario del mercato, oppure per modifiche di tipo legislativo. Questo non vuol dire che un signore sia fuggito con la cassa”.
Chi volesse saperne di più può contattare gli uffici della Ig, alla Mostra d’Oltremare, piazzale Tecchio 52- 80125, Napoli.
Telefono: 0816101010, fax: 0816101060, e-mail: Igcampania@igol.it
Fabrizio Geremicca
Le leggi sono quelle che cita sinteticamente. “La 44 finanzia tutte le attività con investimenti fino a 5 miliardi, nei settori primario, secondario e dei servizi per le imprese. Possono accedere ai finanziamenti le società i cui soci non abbiano più di trentacinque anni oppure quelle nelle quali la maggioranza abbia un’età compresa tra i 18 ed i 29 anni. A mio modesto parere chi chiede il primo contributo dovrebbe mantenersi molto al di sotto dei cinque miliardi, perché l’imprenditore è un mestiere che s’impara facendo. Il rischio è quello di ritrovarsi poi a lavorare solo per ripianare il debito accumulato”. Passa alla 236. “Finanzia fino ad un miliardo. La compagine societaria deve avere le stesse caratteristiche di quella per la 44”. Infine, il prestito d’onore. “Cinquanta milioni di finanziamento massimo possono anche sembrare pochi, per ingegneri che presumibilmente operano nel campo di attività tecnologicamente avanzate. Posso peraltro dirvi che so di un numero significativo d’ingegneri i quali hanno avviato la loro attività proprio a partire dal prestito d’onore. Nel campo, per esempio, della manutenzione degli impianti elettromagnetici”.
Un suggerimento agli studenti – circa un centinaio – che lo ascoltano. “Le idee migliori nascono dalle proprie passioni e dai propri interessi. Ci è capitato il caso di un ingegnere idraulico il quale aveva presentato un progetto che a me sembrava destinato all’insuccesso: giochi d’acqua per soggiorno. Era la sua passione, ma a me sembrava una idea votata all’insuccesso. Ci ha convinto ed ha avuto il finanziamento. Si è messo in società con un designer di Bari ed attualmente fattura otto miliardi all’anno. Era la sua passione ed ha avuto la caparbietà di portarla avanti ed esterni di ville”.
Gli ingegneri generalmente non hanno problemi di occupazione nel dopo laurea. Per loro, dunque, mettersi in proprio è davvero una scelta, più che una necessità. Una scelta che il professor Eugenio Corti, il quale coordina la Commissione di facoltà sui rapporti tra le istituzioni ed il mondo produttivo, auspica prenda piede tra gli studenti, i laureandi ed i laureati. “Noi attualmente impartiamo una formazione che presuppone l’inserimento del laureato in strutture professionali già esistenti, tecnici e progettisti i quali, inseriti in una grande organizzazione, possano dare il loro contributo. Manca, purtroppo, la capacità di trasformare una competenza di carattere tecnico in un valore economico e commerciale. Il messaggio che dobbiamo trasmettervi è che voi potete mettere in piedi una impresa che utilizzi le conoscenze di carattere tecnico acquisite all’università. Ecco il motivo per cui, secondo me, dobbiamo realizzare sempre più iniziative come quella di oggi”. Qualche cifra chiarisce il suo pensiero. “Il Polo delle Scienze e delle Tecnologie ha 33000 studenti. Quanti mettono a frutto le loro conoscenze tecniche per fare impresa? Direi una percentuale prossima allo zero. In altri paesi sono al 3-4%. Vuol dire che dovremmo avere centinaia di imprese che nascono ogni anno. Non è così. L’obiettivo è di farvi capire che si può fare, con l’aiuto di una mano che può venire tanto dall’Università quanto dalla Ig”.
Riprende il suo ragionamento il professor Mario Raffa, Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Gestionale: “le leggi che vi ha illustrato Giacomelli sono per voi di grande interesse. Gli ingegneri possono metter su iniziative imprenditoriali nel campo dell’Alta Tecnologia (spin off accademici). A questo primo incontro devono fare seguito iniziative specifiche. Come Università dobbiamo fare sempre di più, soprattutto per quanto concerne i contatti con le piccole imprese internazionalizzate, che sono quelle che daranno lavoro. La conduzione di una impresa ad alta tecnologia richiede un mix di competenze tecnologiche e gestionali. Per questo i corsi di formazione della Ig riservati a chi abbia avuto il progetto approvato vertono anche sugli aspetti economico gestionali”.
In apertura dell’incontro è stato proiettato il video promozionale girato dalla Ig ed incentrato su storie di giovani i quali, tramite i finanziamenti concessi dal prestito d’onore, hanno realizzato l’attività imprenditoriale che avevano progettato: l’officina meccanica di un palermitano, la libreria dello spettacolo di una laureata in Lettere, una rosticceria, una piscina per l’acqua Gym, un negozio di parrucchiere, una sartoria, un laboratorio odontotecnico, un servizio di rigenerazione del toner. “Noi siamo una società pubblica e con settanta milioni di budget. Per girare il filmato ci siamo prefissi l’obiettivo di dimostrare che si può avviare una attività in proprio anche senza essere figli di imprenditori. Di ingegneri i quali accedono ai finanziamenti della Ig e si fanno imprenditori io ne ho visti tanti”. Risponde così indirettamente ad una perplessità che aveva manifestato il Preside Vincenzo Naso. “L’uditorio è in una situazione tale da poter guardare con un certo distacco alle attività proposte nel filmato. La durezza degli studi fa sì che per i laureati il mercato sia tranquillo”. Anche secondo il Preside, comunque, “iniziative come quella di oggi sono benvenute sono sicuro che ci sarà un terreno di interesse anche per gli ingegneri”.
L’invito rivolto agli studenti, ai laureandi ed ai laureati in Ingegneria è dunque riassumibile così: “provateci”. Se c’è l’idea e la passione che la supporta, ne vale la pena. Anche perché, Giacomelli lo ha detto esplicitamente: “va sfatato un luogo comune, quello per cui, se l’impresa va male, è il fallimento di una vita. Io ne ho viste varie andare male per il mutamento dello scenario del mercato, oppure per modifiche di tipo legislativo. Questo non vuol dire che un signore sia fuggito con la cassa”.
Chi volesse saperne di più può contattare gli uffici della Ig, alla Mostra d’Oltremare, piazzale Tecchio 52- 80125, Napoli.
Telefono: 0816101010, fax: 0816101060, e-mail: Igcampania@igol.it
Fabrizio Geremicca








