La statistica, il calcolo delle probabilità, le leggi della fisica, i modelli matematici. Tutto questo è servito e serve alla meteorologia moderna ma non solo di questo ha parlato il noto meteorologo Luca Mercalli nel corso della conferenza di cui è stato protagonista lo scorso 2 marzo a Monte Sant’Angelo. Il quinto incontro, organizzato nell’ambito del ciclo di conferenze dedicato all’Anno Mondiale della Fisica, era infatti intitolato “Meteorologia e modelli di previsione: una scienza d’avanguardia”. Scienza d’avanguardia grazie a un percorso che attraversa più di un secolo e che si intreccia con le storie di uomini speciali. Di queste storie, e non solo di formule e grafici, ha raccontato Luca Mercalli, personaggio speciale anche lui, Presidente della Società Meteorologica Italiana e volto noto del piccolo schermo, dal quale si affaccia regolarmente ogni settimana grazie al programma “Che tempo che fa” di Fabio Fazio. La presenza di Mercalli come un anello di congiunzione tra il ciclo di conferenze organizzato all’università e il vissuto quotidiano, questo l’aspetto caratterizzante l’incontro, come sottolineato nel saluto introduttivo dal Preside della Facoltà di Scienze, Alberto Di Donato. “Avere Luca Mercalli qui è un piacere particolare – ha detto- perché in qualche modo apre non tanto alla divulgazione, quanto al contributo che la scienza dà a problemi del quotidiano, soprattutto in un periodo in cui la connessione sociologica con la meteorologia è forte. In Italia sta avvenendo oggi quello che in America succede già da tempo, c’è un interesse sociale sempre più forte per i problemi del clima e per le previsioni del tempo”. L’Aula Blu dei Centri comuni di Monte Sant’Angelo, che ospitava l’evento, purtroppo non era piena. Diversi docenti, parecchi ragazzi dell’ultimo anno delle superiori cui pure la conferenza era rivolta (al termine veniva loro consegnato un attestato di partecipazione), alcuni ricercatori e studenti universitari costituivano il pubblico. Non un’aula affollata dunque, diversamente da com’è stato per le conferenze precedenti. Il motivo è stato presto spiegato dal prof. Guido Russo, che ha preso la parola prima di Mercalli. “Mentre all’università si svolgono iniziative culturali come questa – ha detto Russo- al Parlamento si discute una riforma che vuole affossare l’intero sistema d’istruzione italiano. Oggi l’università tutta è in sciopero per protestare contro questo disegno di riforma”. Luca Mercalli, al quale subito dopo è passato il microfono, ha voluto manifestare il proprio sostegno ideale con una battuta: “si sta passando dal sistema d’istruzione con l’apostrofo a quello distruzione senza l’apostrofo”. Dopodichè, via col racconto. Un lungo, affascinante racconto che avrebbe potuto cominciare anche con un “c’era una volta”. Mercalli invece ha incominciato dicendosi particolarmente felice di essere a Napoli, luogo che ha dato i natali al suo maestro. “Il mio maestro è un napoletano morto più di cento anni fa – ha detto- Padre Francesco Denza, il fondatore della Società meteorologica Italiana che oggi ho l’onore di presiedere”. Padre Denza ha saputo nel secolo scorso dare vita a quello che oggi si chiamerebbe un network, scrivendo più di ottomila lettere che inviava a tutti i suoi colleghi in Italia e fondando il Bullettino, un rivista per la divulgazione dei risultati delle ricerche meteorologiche. E’ lui il primo uomo speciale di cui Mercalli ha parlato. “Noi oggi con i potenti mezzi di comunicazione di cui disponiamo non riusciamo a fare meglio di quanto faceva Padre Denza cento anni fa – ha sottolineato- Oggi in Italia non si riesce più a trovare un bollettino che come il Bullettino di Denza riesca a raccogliere tutti i dati del Paese”. Il Bullettino esiste ancora, anche se ha un altro nome: “attualmente i dati a disposizione della Società si possono consultare sul sito www.nimbus.it., abbiamo svecchiato la denominazione ma i contenuti sono quelli”. Altri studiosi importanti sono stati ricordati dal meteorologo nella sua ricostruzione storico scientifica: Bjerknes, Charney, Richardson, Lorenz. Ciascuno di loro ha dato un contributo determinante alla scienza meteorologica, anche se a volte i frutti si sono visti con anni di ritardo. Studi sottovalutati e messi in un cassetto, calcoli manuali lunghissimi che finivano con il richiedere sei settimane di tempo per ottenere la previsione del giorno dopo, errori di mero calcolo che facevano screditare una teoria basata su un ragionamento corretto. La strada per arrivare ai moderni modelli di previsione è stata lunga, dalla elaborazione di carte di previsione sulla base di dati empirici, definita da Mercalli “un’azione artigianale”, all’applicazione della fluidodinamica e della termodinamica all’aria in movimento, alla suddivisione dell’atmosfera in griglie, alla prima previsione numerica su computer ENIAC, fino ad arrivare ai supercalcolatori e modelli numerici di previsione e ai satelliti spaziali. Nel viaggio in cui Luca Mercalli ha accompagnato il pubblico c’è stato tempo anche per una sosta nel mondo dei proverbi: “molti proverbi hanno una loro validità perché si basano sul metodo statistico, sono legati all’osservazione di segnali atmosferici e in forza di questo hanno un senso”. Mercalli ha dunque soddisfatto anche delle curiosità oltre a tracciare un percorso scientifico e storico. L’attenzione in aula è rimasta viva per tutto il tempo, i ragazzi si sono detti molto colpiti. “E’ stato un incontro interessante sia nella prima parte, più colloquiale, che nella parte finale, in cui sono state riprese nozioni più tecniche”, dice un gruppo di studenti delle superiori. “Mercalli è un grande comunicatore – afferma Antonio, studente di Matematica- anche la scelta del look è mediaticamente corretta: il papillon non lo porta solo in televisione, lo indossa anche nelle aule di università. Dal punto di vista scientifico non delude, sa coniugare le sue doti mediatiche con una preparazione rigorosa. Un bel personaggio, insomma”. Le parole di Antonio richiamano la presentazione introduttiva della prof. Elena Sassi: “Luca Mercalli gode e soffre di una notorietà televisiva”. Come sottolineato dalla stessa prof. Sassi però, la dimensione televisiva esprime in maniera riduttiva ciò che Mercalli è: non solo un meteorologo e climatologo, ma anche un ambientalista sensibile ai problemi del nostro tempo.
Sara Pepe
Sara Pepe








