Testa a testa De Vivo – Mazzarella

Un pienone come non si vedeva da tempo, nell’aula Piovani della Facoltà di Lettere del Federico II, martedì 23 marzo, per il primo incontro pubblico con i candidati alla Presidenza della Facoltà di Lettere: occupati tutti i posti a sedere, comprese le due file laterali di sedie aggiunte per l’occasione. Tre le ore di dibattito, dalle 11.00 alle 14.00. (assente il decano, prof. Varvaro, ed i vice, Galasso e Tessitore, è toccato al prof. Enrico Flores presiedere l’incontro).
Merito dei due candidati: il prof. Arturo De Vivo, professore di Letteratura Latina, 54 anni, già Preside alla Facoltà di Lettere della Seconda Università, membro del Senato Accademico del Federico II, di cui è anche Direttore della SICSI (la Scuola Interuniversitaria Campana di specializzazione all’insegnamento); il prof. Eugenio Mazzarella, 53 anni, professore ordinario di Filosofia Teoretica, incarichi politico-accademici con Arpa, Cirb (Consorzio interuniversitario per la ricerca bioetica), il Consorzio Editoriale Fridericiano, direttore scientifico per Guida Editori ed editorialista per Il Mattino. 
Si prevede un testa a testa e così è stato anche nel primo dibattito pubblico, anche se il posizionamento ufficiale degli storici su De Vivo, potrebbe far pensare ad un suo lieve vantaggio, grazie anche all’appoggio di una parte dei classicisti, dei filologi, degli psicologi e di servizio sociale. Mazzarella rappresenta però l’agguerrita ed autorevole minoranza dei filosofi, che 12 anni fa riuscirono ad eleggere Fulvio Tessitore Rettore. Con Mazzarella anche i linguisti, gli italianisti e una parte dei classicisti. 
Sullo sfondo anche i rapporti facoltà-rettorato, ed una mai sopita frattura fra coloro che appoggiarono Labruna candidato e persero, e coloro che invece appoggiarono Trombetti, a cui De Vivo certamente risulta piuttosto vicino.
Ricco, articolato e con lo stile che contraddistingue i due candidati il dibattito.
De Vivo, primaria
l’organizzazione
della Facoltà
Arturo De Vivo. Deciso, chiaro, risoluto, da buon politico accademico. “Pratico la retorica greca” afferma. Parte dalla metafora del film Pulp Fiction, che lo rilassa un po’: “ho preferito illustrare per iscritto più diffusamente e in breve oralmente le linee generali”. Risponde ad Albano Leoni: “essendo un classicista, sono in fase ascendente e non discendente. Dunque parto dalle fondamenta. Capisco bene l’importanza del ruolo della Facoltà. Perciò parto dall’organizzazione stessa della Facoltà come priorità programmatica”. Fantasia: “certo. Necessità. Ma se si fonda sulle risposte concrete agli studenti sui corsi di Laurea. Perciò la valutazione dei Corsi di Laurea va applicata anche sulla reale occupazionalità dei laureati. Alcuni Corsi sono partiti solo nell’ottica dell’insegnamento, dell’occupare incarichi. Ora cosa si andrà a dire a quegli studenti a fine corso, che invece oggi non è possibile con certe lauree triennali giungere ad alcun profilo professionale?”. “Ogni mese ci sono gli appuntamenti della Corte di Federico II, sulla divulgazione scientifica. Quanti lo sanno? –lui è sempre presente, ndr- Ho sempre discusso trasversalmente tra le aree disciplinari, quando ero all’Università della Calabria ed alla Seconda Università. Dove io, filologo classicista, dialogavo con gli storici dell’arte e gli psicologi”. Informazione: “anche qui vanno spese risorse”, non si fanno le nozze con i fichi secchi. Budget sulla docenza: “va distribuito dalla facoltà, fatte salve le esigenze dei Dipartimenti. Non c’è dubbio: in tempi brevi sarà recuperato tutto il budget 2002 e 2003 dei Dipartimenti”. 
A Fittipaldi: “la Biblioteca di S. Antoniello a Caponapoli è di ricerca di area umanistica. Ma occorre una strumentazione libraria, che deve assolutamente esserci, anche a Porta di Massa”. Difende l’idea di una Giunta di Presidenza, uno dei punti centrali del suo programma: “nasce dall’osservazione della fatica del Preside attuale su una serie di adempimenti: atti dovuti su cui il Consiglio è generalmente molto distratto”.
Internazionalizzazione: “la facoltà ha presentato solo tre progetti, causa anche il ritardo di comunicazione del Ministero”, è comunque troppo poco. Spazi: “c’è un problema. Anch’io ritengo via Mezzocannone la sede più interessante. Però ci sono delle emergenze a cui va data con urgenza risposta” e dunque propone un lavoro d’intesa con il rettorato. A Gigi Spina che notava le differenze tra i candidati: “ho volutamente non presentato il programma prima di oggi. Per ascoltare tutti e confrontarmi. Anche perché se non c’è condivisione sul mio programma, sono disponibile a tirarmi indietro”. Poi va giù deciso: “guardate, sono stato più volte lontano da questa facoltà, per 12 anni. Ho esperienza dell’Università della Calabria, di Salerno e alla Seconda Università dove ho lavorato senza budget e senza spazi (a S. Maria Capua Vetere). Credo di avere dato comunque il mio contributo”. È insomma uomo per le battaglie difficili, che sa districarsi con i problemi e le difficoltà.
Mazzarella:
“umiltà e orgoglio”
Eugenio Mazzarella. Parte lento, ma poi ha il passo lungo, anche con puntate pungenti. “Umiltà ed orgoglio” il suo motto. Ho la consapevolezza di cosa so fare e cosa no. Ho fatto esperienza in 4 Atenei, poi il Consorzio federiciano, e nell’internazionalizzazione. Ovunque, ho dato, credo, un contributo”. “Mi sono candidato per un ricambio generazionale. Una facoltà di 200 docenti in Consiglio e 400 corsi attivati compresi i ricercatori, con 12.000 studenti non si governa nei corridoi, ma negli organismi”. Rivendica la sua autonomia: “niente cordate. Rispetterò qualsiasi autorevolezza ma non permetterò nessuna arroganza. Ad esempio i ricercatori: hanno identica autorevolezza degli altri docenti”.
Budget docenti: “mi fa piacere che il rettore abbia deciso di sbloccare il budget 2002. Credo, anche grazie alla posizione forte della facoltà di Lettere. Occorre subito scongelare 180.000 euro sul 2002 e 300.000 sul 2003”.
“L’unità della Facoltà a Porta di Massa ci ha consentito di vederci di frequente. L’ottimale sarebbe di cercare locali nei dintorni. Ma non sempre è possibile. Allora, meglio organizzarci per tempo. Certo, deve però esserci correttezza istituzionale: le scelte debbono passare per la Facoltà, e non altrove, in altre sedi. Anche per poter programmare gli scenari futuri della Facoltà e dei Corsi di Laurea”. “E rivendico la centralità dell’Istituzione anche nei rapporti interistituzionali”. La proiezione esterna. “Immagino un potenziamento dei rapporti fra Facoltà e Corsi di Laurea. Penso sia necessario un ruolo di gestione diffusa della facoltà, delegando a gruppi più ristretti l’ordinaria amministrazione. Voglio però dare più potere alla Facoltà e ai Corsi di Laurea”. E chiede: “l’innovazione va garantita. Non bisogna rinunciarvi, altrimenti ci sommergerà”. 
A maggio,presumibilmente l’11 il voto. 
A fine incontro abbiamo sentito il Preside, prof. Vincenzo Nazzaro. “Giunta si o Giunta no. È secondo me tutta qui la grande differenza tra i due candidati. Si semplificano i lavori, però si sminuisce la funzione del Consiglio. Credo che su questo punto i colleghi saranno chiamati a scegliere”. “Come Preside agevolerò la realizzazione della posizione che risulterà vincente. Se vince la linea della Giunta, la agevolerò. Per non perdere sei mesi. Nell’interesse dei colleghi”.
Un dibattito
ricco e vivace
Stefano Manferlotti (Presidente del Corso di Laurea specialistica in Lingue). “Ringrazio gli amici e colleghi candidati”. “Mi ha colpito l’estrema sobrietà dei due progetti. Come anche l’invito di entrambi a non cedere alla demagogia”. Contrario all’idea di valutazione “che favorisce i Corsi di Laurea che danno lauree più facili”.
Critica: “in passato sottovalutata l’attenzione alle Lingue. Al contrario di altri atenei, come Salerno”. Infine, cultura e ricerca “negli ultimi 5-6 anni se ne parla sempre meno”.
Prof. Corrado Calenda: “come Direttore di Dipartimento presto molta attenzione ai budget per la docenza: nel discorso di De Vivo ho compreso che ci sarà un 15% di disponibilità finanziaria che spero possa essere gestita dalla Facoltà e non dall’ateneo”. Sottolinea la questione “idoneità” che sorprende non poco. 
Prof. Arturo Fittipaldi: “questo è un momento di alta democrazia. Concordo. Se ci fossero stati 3-4 candidati sarebbe stato ancora meglio”. “Abbiamo due candidati diversi, sono due amici con modalità di approccio diverso”. “De Vivo ha una concretezza pratica con un occhio più aperto alla Facoltà; Mazzarella è più aperto all’esterno e al territorio”. “Io sono da 32 anni a Lettere. Come nascondere che dietro ai due candidati si sono gruppi disciplinari e di potere diversi?”. Premette “alle elezioni del Rettore avevo subito chiaro chi votare e lo dissi anzitempo. Oggi lo sono un po’ meno”.
Incontri elettorali, “mi piacerebbe che siano il più possibile istituzionali, con i Dipartimenti, e non privati, dietro le quinte”. Il budget: “deve essere gestito e diviso per Dipartimenti”. Il prossimo Preside “deve evitare l’esplosione dei Corsi di Laurea. La Facoltà è già molto articolata, potenziamo quelli che abbiamo”. Trasferimento della Biblioteca: “ero critico. Ormai però non possiamo fare altro. Ma S. Antoniello a Port’Alba non è dietro l’angolo”. 
La prof.ssa Anna Maria Lamarra. “Non si può volare troppo alto, le risorse poche e la Camera ha recentemente votato ulteriori finanziamenti all’Università privata”. Dietrologie: “è chiaro, è sempre stato così, che dietro ai candidati ci siano delle cordate. Ed i due candidati sono certamente diversi”. “E’ da accentuare il confronto con l’Ateneo”. “Bisogna rendere agili le conferenze e le commissioni sulla didattica”. “Ad oggi ancora non sappiamo quanti sono i laureati triennali, ne è stato tracciato l’andamento dei Corsi di Laurea”. Contraria alla Giunta di Facoltà, lo snellimento proposto da De Vivo, mentre “va ampliato il confronto fra Consiglio di Facoltà e Corso di Laurea”.
Il prof. Enrico Flores chiede “di potenziare l’internazionalizzazione”.
Il prof. Giovanni Muto. “Sarebbe stato utile giungere a questa scadenza con quella Conferenza di Facoltà prevista due anni fa”. “C’è la necessità di velocizzare le decisioni, con ad esempio una Giunta, o con un qualcosa che possa prevedere una migliore organizzazione della Facoltà e uno snellimento del Consiglio di Facoltà. Va insomma garantita funzionalità”. “Deve inoltre assolutamente migliorare la qualità del personale amministrativo, dando omogeneità di comportamenti al personale dei Dipartimenti e della Presidenza”. Il nuovo Preside deve dare un input in questo senso. “Qualche anno fa già l’area Sociologica dette vita ad una autonoma Facoltà. Da un anno la prof.ssa Adele Nunziante Cesaro dice che sono maturi i tempi di un’autonoma facoltà di Psicologia come è in tutta Italia. Perché non se ne parla? Questa è programmazione, è uniformità culturale”. Ancora: “c’è una frattura fra gli organi locali, rettorato e facoltà: abbiamo un incredibile deficit di comunicazione. È impressionante la mole di iniziative delle facoltà scientifiche che ci vengono veicolate dall’ateneo via e-mail. Noi invece siamo a zero”. Spazi: “apprendiamo dai giornali, di tanti progetti. Perché invece non passano per il Consiglio di Facoltà?”.
Il prof. Luigi Spina. “Abbiamo avuto due lettere di candidati e poi quella di Nunziante Cesaro che invitava ad una campagna elettorale pubblica. Due topos diversi. Mazzarella diceva: me lo hanno chiesto, sono già onorato di stare in questa facoltà. Se mi eleggete sono disponibile. De Vivo: sono stato Preside e sono direttore SICSI”. Dunque “le cordate o i poteri forti. Non rivendicate ascendenze o dipendenza da gruppi, vi invito a rivendicare i vostri meriti: ciò che avete fatto, come Preside alla SUN l’uno, o nei rapporti internazionali l’altro”. “Insomma: voglio votare voi, non le nostre dipendenze, quello che c’è dietro”.
Vincenzo Capezzuto (Presidente del Consiglio degli studenti di Facoltà). “La nostra facoltà ha ancora barriere architettoniche”, “priorità agli studenti, alla didattica, agli spazi, ai servizi”.
Prof.ssa Annamaria Castaldo (docente di Lingue). “Come Corso di Laurea di Lingue e Letteratura siamo sempre stati poco coinvolti nella vita di Facoltà. Ci piace l’idea di apertura all’esterno”. A favore di persone “che hanno già contatti con l’esterno e che quindi li possano potenziare”.
Il prof. Federico Albano Leoni (Linguistica). “Siamo in una barca difficilissima: problemi di budget, di didattica, politici –incapaci- ai ministeri. Il futuro Preside dovrà dedicarsi molto a questi problemi. I due programmi hanno naturalmente molti punti di sovrapposizione”. Si sente più vicino all’esposizione di Mazzarella. “Avverto un certo disagio nel mio settore: non capisco come ci stiamo posizionando nel rapporto tra conservazione e innovazione”. “Il Suor Orsola, con la sua storia bislacca, si sta organizzando. Ed anche L’Orientale, rinnovandosi e richiamando l’attenzione di studenti e della città. Qui, invece, siamo un po’ fermi”. “In mancanza di un ragionamento collettivo, si riprodurranno le cordate”.
“Nazzaro come
Mosè”
Il prof. Giovanni Vitolo. “Ho fatto un sogno: che ci siano sempre più interventi entusiasmanti come quello di Albano Leoni”. “Il Preside Nazzaro ha dovuto divincolarsi fra molti problemi normativi e la nostra scarsa apertura a programmare il nuovo”, colpa “del nostro attaccamento alla conservazione, alla titolarità della disciplina ed alle lauree triennali. Si sono viste l’incertezza normativa e la resistenza dei colleghi”. “Nazzaro come Mosè ci ha guidato nella transizione. Oggi occorre un nuovo Mosè che ci porti nella nuova fase, valorizzando al meglio le proprie potenzialità. Federico Albano Leoni, come altri, avrebbero potuto dare molto di più”. Propone di “riprogrammare il rapporto tra laurea triennale e laurea specialistica”  e cita l’esempio di Bologna: “6 lauree triennali e 18 specialistiche. Dobbiamo inserirci nella logica delle risorse umane e della flessibilità: utilizzare i docenti anche su materie affini. Così non si assottiglierebbe neppure il budget di facoltà, utilizzato invece per contratti su materie in cui abbiamo carenze e non per le discipline tradizionali”. 
Prof.ssa Sandulli. “Concordo con Albano Leoni su programmazione conservazione e innovazione e sulla necessità di un confronto con la città e il territorio. Dobbiamo presentarci alla città quando abbiamo fondi non solo per tenere corsi, ma anche per la ricerca. Occorrono fondi extra. Io mi vergogno di invitare colleghi stranieri. Non abbiamo la possibilità di farlo in modo decente”. Auspico che “anche il Preside futuro ricerchi una propria visibilità”.
La prof.ssa Adele Nunziante Cesaro. “Fisionomia, identità  della Facoltà. È cambiata in questi ultimi tre anni e come? Questo non c’è nei due programmi”. “A Nazzaro diamo atto che ha trovato un vascello in tempesta. Ma così siamo rimasti: un vascello in tempesta”. Il futuro Preside? “Non un padreterno in terra a cui deleghiamo tutto. Il risolutore. Ma una persona che allarghi il consenso democratico, con appuntamenti usuali”.
Paolo Iannotti
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