Lingue e Lettere si preparano alla riforma

Lingue cambierà volto? Sarà la riforma a deciderlo. Una riforma che, almeno per la Federico II, potrà partire non prima del novembre del 2001. A parlare così è il Presidente del Consiglio di Corso di Laurea, Antonio Gargano, docente di Lingua e letteratura spagnola, che, peraltro si è soffermato sulle ultime novità che interessano il Corso. Il Ministro dell’Università ha inviato al Cun i decreti d’area del primo triennio, tralasciando gli ultimi due anni, cioè quelli relativi alla specializzazione a data da stabilirsi. Inutile, continua Gargano, mettere in atto cambiamenti che avrebbero la durata di pochi mesi, o al massimo di qualche anno, visto che non solo per Lingue, ma per tutti i Corsi di Laurea l’adeguamento ad una tabella generale è obbligatoria. “Ad esempio, ho notato da quando sono qui a Napoli, che la percentuale degli studenti di Lettere che studiano le lingue è molto bassa. Una piccola soglia rispetto ai numeri degli altri atenei italiani. Un anacronismo dal momento in cui si guarda ad una cultura di tipo europea, dove la conoscenza di almeno un paio di lingue è fondamentale. E a riguardo -precisa il professor Gargano- ho inviato personalmente una lettera al presidente del Corso di Lettere, Antonio Saccone per invitarlo a riflettere sulla questione: non per mettere in moto dei meccanismi transitori, perché al momento della riforma sarebbero spazzati via, ed in questo caso avremmo perso solo del tempo, ma per informarlo di una situazione che va tenuta in conto quando i cambiamenti ci saranno e verranno attuati a livello locale”.  In altre parole, il presidente Gargano auspica un potenziamento del Corso di Laurea in Lingue e non soluzioni tampone che non avrebbero alcun senso, dinanzi ad un progetto di grandissimo respiro che si avrà da qui a due anni. E, a proposito di potenziamento, Gargano precisa che Lingue necessita di una crescita dell’offerta didattica, così come aveva già affermato in occasione della sua prima intervista rilasciata sulle pagine di Ateneapoli. Una necessità che diventa fondamentale in un clima di autonomia universitaria e di competizione tra gli stessi atenei. Allo stato attuale il Corso della Facoltà di Porta di Massa possiede un organico ridotto. “Non esiste per la Letteratura Tedesca un titolare della materia, per Spagnolo ci sono solo io, mentre per Francese ed Inglese ci sono, rispettivamente, due e tre ordinari. Questo è il cuore che costituisce il nostro organico. Se pensa a qualsiasi università sia della nostra dimensione, tipo quella di Roma o Milano, sia atenei a scala ridotta, senza alcun dubbio presentano una maggiore offerta. Un ventaglio di scelte ben più ampio del nostro. E poi, in fin dei conti, a pagarne le spese sono gli stessi studenti penalizzati al momento della tesi”. A nulla è servito richiamare l’attenzione del Preside sulla spinosa questione; né, tantomeno si può sperare nell’emanazione di nuovi bandi di concorsi. “Attualmente -conclude Gargani- il rettorato è impegnato a chiarire quanto le facoltà dispongono in termini di risorse e, dall’altro fronte, deve risolvere il problema delle idoneità di coloro che hanno partecipato e che parteciperanno ai nuovi concorsi a cattedra. Solo allora ci potrà essere qualche segnale positivo”.
Attesa per la riforma anche per il Corso di Laurea in Lettere. Attesa soprattutto per il resoconto della commissione di esperti che ha il compito di relazionare e fare da tramite tra la Facoltà e il Ministero per l’Università.  E’ quanto ha confermato il Presidente del Consiglio di Corso di Laurea Antonio Saccone. “Nell’ultimo Consiglio di Corso avuto prima di Natale abbiamo nominato una commissione specifica composta, tra l’altro, da Alberto Varvaro, Giovanni Polara, Arturo De Vivo, il cui compito sarà quello di avviare il lavoro di allestimento dei decreti d’area che riformerà i curricula studiorum, attualmente all’esame del Cun e poi all’esame delle Camere per diventare legge nella prossima primavera”. A quel punto ogni ateneo avrà a disposizione all’incirca diciotto mesi di tempo per adeguarsi alle nuove normative ed adattarle al singolo corso di studio. “Ho preferito-replica Saccone-in questa fase di studio nominare una commissione ristretta, composta come ho già detto da super tecnici, che fossero in grado di lavorare con maggiore facilità alla risoluzione di tutta una serie di problemi. E’ chiaro che successivamente per mettere in moto la riforma occorrerà l’intervento dei responsabili di tutti i settori; sarà necessario ampliare il dibattito a più voci, ascoltare il parere di tutti i colleghi che vorranno intervenire”. Ma quali sono i tempi di attuazione? Anche per Saccone non ci sono dubbi: solo entro il 2001 si potrà avviare con un progetto a pieno regime. Un primo identikit di quella che sarà la riforma già ce lo fornisce il professor Saccone. “Il triennio così come era impostato è stato molto cambiato. Nel senso che, ad esempio, le classi in cui era divisa tutta l’area umanistica, sono state snellite. Ora si sta analizzando il singolo triennio, mentre la bozza precedente poneva l’attenzione anche sugli altri due anni destinati alla specializzazione”.
Elviro Di Meo
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