Lingue, il Preside vieta le firme di presenza ai corsi

“Il sistema attualmente in vigore non prevede la frequenza obbligatoria, dunque non prendete le firme di presenza ai corsi e non discriminate, in base alla frequenza, gli studenti all’esame”. Firmato: Giovan Battista De Cesare, Preside della facoltà di Lingue e letterature straniere. La circolare emanata dal docente è nata dalle denunce inoltrategli dagli studenti attraverso la loro rappresentante Fidelia Veltre. In sostanza, lamentavano gli iscritti alla facoltà, più di un professore aveva arbitrariamente introdotto la pratica di registrare le presenze ai corsi. Tutto ciò aveva suscitato nelle ragazze e nei ragazzi il giustificato timore che, dietro questa iniziativa del tutto illegittima, si celasse la strategia di introdurre una sorta di frequenza obbligatoria, o di valutare con parametri diversi gli studenti frequentanti e quelli, per scelta o per necessità, non frequentanti. Quantomai opportuno, dunque, l’intervento del Preside. Le firme non devono essere prese.
Esami alle porte, frattanto, per gli studenti fuoricorso. Dal 15 al 22 dicembre si svolgerà l’appello straordinario che è stato loro concesso dalla facoltà. Gli studenti avrebbero voluto che fosse esteso a tutti, in corso e fuori corso, ma non sono riusciti a far passare la loro posizione. La richiesta di un maggior numero di appelli sarà probabilmente ribadita in occasione del Consiglio di Facoltà aperto agli studenti che si svolgerà il prossimo 13 dicembre. Lo ha ottenuto il Comitato di agitazione, interrompendo il Consiglio precedente, a fine novembre, e trasformandolo in una assemblea con i docenti, sulle rivendicazioni che stanno portando avanti. La filosofia è questa: se il docente non viene in assemblea, lo studente porta l’assemblea al docente. I professori hanno raccolto l’invito, contribuendo con vari interventi alla discussione. Si replica il 13; non è detto che dal dibattito allargato non emergano proposte concrete. 
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