L’Orientale scoppia di studenti

Aule affollate e sovrapposizioni di orario. Tra gli studenti del primo anno ce ne sono già alcuni pronti a dare forfait (la data ultima per iscriversi è il 31 ottobre) o a cambiare la lingua scelta nella preimmatricolazione, a causa dei disagi vissuti a lezione. “Possiamo cambiare lingua anche dopo l’immatricolazione?”, è la domanda più ricorrente che si pongono gli studenti nei loro primi giorni da corsisti. A loro è data l’opportunità, nel mese di novembre, di modificare il piano di studi e, nei limiti consentiti, stravolgerlo. “Ma un corso regolare no?! Mi sembra tutto surreale in quest’università. La cosa più assurda in questi primi giorni di lezione è successa durante il corso di Storia e Civiltà dell’Estremo Oriente. Sfrattati dall’aula perché in troppi, siamo finiti a fare lezione all’aperto mentre la professoressa spiegava, in piedi su un muretto e senza microfono. Non si sentiva nemmeno una parola e ad aggravare l’acustica i rumorosi aerei che fendevano il cielo e le macchine da lavoro per strada! Tra i nuovi arrivati, anche mosche e zanzare hanno deciso di seguire. Sapevo che L’Orientale fosse un’università fuori dagli schemi, ma non fuori dalle sedi, considerando che ne abbiamo quattro e nessuna!”, commenta uno studente di Lingue e Culture orientali e africane. Tuttavia, non mancano entusiasmo e determinazione. “Il mio sogno nel cassetto è quello di diventare interprete e ho scelto L’Orientale, perché sono affascinata dai traduttori simultanei che, a volte, si vedono in televisione, e soprattutto dalla loro capacità di esprimersi in più lingue, come se tutte fossero la loro lingua madre. Il caos è il prezzo da pagare”, dice Michela Esposito, iscritta a Mediazione linguistica e culturale. “Le mie prime impressioni su quest’Ateneo? Come ci è stato detto dalla docente di Letteratura Inglese, ‘welcome to the jungle!’. La cosa positiva è che pian piano, tra un corso e l’altro, sto acquisendo la cognizione della dinamicità, che non fa altro che motivarmi di più: correre tra una sede e l’altra e fare la sauna tra la calca di aule gremite di gente è un sacrificio che siamo disposti a compiere per diventare dei linguisti, perché il nostro Ateneo ha un grande prestigio, ma ha altrettanta fama per le diverse difficoltà che si riscontrano: prima tra tutte, conquistare il posto a lezione. Speriamo di uscirne vincitori!”, confida Marianna Antonelli, iscritta a Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe.
Ci si arrangia come si può a Lingua Russa
“Le aule sono mozzafiato, nel senso che non si può respirare. Ho seguito un corso per ben tre volte ma ancora devo vedere il viso del docente, poiché sono sempre stata fuori la porta, tanta la gente. Code all’esterno dell’aula soprattutto per il corso di Letteratura italiana contemporanea: non c’è neanche lo spazio per sedersi a terra. Sono davvero occupate tutte le aule di tutte le sedi a tutte le ore? Con tutto che scrocchiamo le aule pure alle altre università? Capisco che un corso incentrato sulla spiegazione e l’analisi di romanzi, opere teatrali, novelle e poesie possa non essere così indispensabile, ma sarà proprio uno dei primi esami da dare. E come si fa a contenere 300 persone in un’aula da 50?”, chiede Maria Russo, studentessa di Lingue e Culture comparate. Prosegue il collega Guglielmo Giancaspro: “il problema non è l’aula ma la mancata divisione per lettere del cognome. Siamo troppi. Tra l’altro, è davvero vergognoso che ad un corso come Letteratura italiana, presente nella maggior parte dei Corsi di Laurea, sia stata assegnata un’aula così piccola. Infatti, la professoressa ha fatto raccogliere molte firme per chiedere un’aula più grande. È insostenibile che un corso tenuto da una sola docente possa essere seguito da 300 persone in un’aula da 32 posti. Lei ha addirittura tenuto lezione oltre il suo orario per venirci incontro, spiegando due volte. Ci sediamo ovunque, ma se riusciamo ad entrare tutti nell’aula, stare stretti è il male minore. Io, ad esempio, dopo 1 ora e 40 minuti in piedi bloccato sulle scale, senza riuscire a capire nulla di cosa stesse accadendo, ho lasciato perdere e sono andato via. Però svegliarsi alle 5 del mattino per non seguire un corso è davvero inammissibile”. Anche i docenti si mobilitano per porre rimedio alla situazione caotica: “alcuni professori hanno proposto di dimezzare le ore del corso che ci spettano ed essere divisi in due gruppi. Sarebbe una soluzione inter nos, ma non trovo giusto che gli studenti debbano seguire un corso solo a metà. È il Polo didattico che dovrebbe pensare ad una soluzione, di certo non i docenti”, afferma Maria Giovanna Pontillo. Se il coordinamento della didattica crea problemi, “almeno i professori sono molto disponibili e cercano di venirci incontro con il massimo dell’impegno. Basti pensare che a Lingua Tedesca, abbiamo sostenuto il primo giorno un test di autovalutazione, così da essere divisi sin da subito in gruppi a seconda del livello per essere smistati nel lettorato più congruo alla nostra preparazione. La gente era moltissima, ma almeno i docenti hanno subito pensato ad una soluzione”, continua Maria Giovanna. 
Soluzioni “fai da te”
per Lingua Russa
Oltre a Letteratura italiana contemporanea, sovraffollamento nelle aule di Lingua Russa: “i professori provano a consolarci dicendoci che per lingue come arabo o cinese dopo il primo mese il numero dei frequentanti diminuirà poco a poco. Anche a Lingua Russa non ce la passiamo meglio, perché il corso non è stato diviso in lettere per cognomi e c’è un unico corso di russo sia per gli studenti di Mediazione linguistica e culturale che per quelli di Lingue e Culture comparate. In più, ci è stata affidata l’aula in via dei Fiorentini, nei pressi di via Toledo, che non è propriamente vicina alle sedi principali dell’università, tanto è vero che la «lezione» è durata meno di quanto ci abbiamo messo per cercare la cosiddetta Aula Anmig”, commenta Cristina Sorrentino di Mediazione linguistica e culturale. Ma gli studenti non si arrendono e progettano una soluzione immediata: “se in questa università è vero che homo homini lupus, bisogna rimboccarsi le maniche e agire furbescamente. Per una soluzione dall’alto passerebbero settimane e non possiamo certo trascurare le prime lezioni di russo, che sono fondamentali, perché stiamo imparando l’alfabeto, la fonetica, la morfologia e ortografia di base con le prime traslitterazioni. Per adesso, stiamo pensando tutti a formare una grande famiglia. Sono stata in altre università, ma altrove il clima è freddo, qui abbiamo subito preso provvedimenti per raccogliere tutti i contatti, e i malcapitati a cui tocca seguire la lezione dall’atrio possono rivolgersi ai più fortunati delle prime file, perché abbiamo realizzato un forum, in cui scambiarci registrazioni e appunti”, aggiunge Cristina. “Il problema è che non basta contattare chi è andato a seguire, ma chi è riuscito ad entrare in aula e ad afferrare qualche parola. Mi chiedo, a che ora bisogna arrivare per avere non dico un posto ma almeno un misero angoletto? Giuro di aver visto ragazzi portare una sedia pieghevole da casa e hanno tutta la mia stima. Una mattina, cosciente del mio ritardo, ho preso la metro alle 6, sono arrivato in aula alle 8 e mancavano solo le persone sul soffitto. A questo punto, la mia ipotesi è che la gente dorma nelle aule”, sostiene con ironia Guglielmo. “Il numero di persone in una sola stanza è uno dei grandi problemi. Effettivamente, siamo tanti ed è difficile trovare lezioni con aule semivuote. È anche vero che molti si lamentano a causa dei corsi che si accavallano, ma penso sia pari all’impossibile accontentare tutti, considerando la vastità di lingue proposte e l’ulteriore numero delle possibilità di abbinamento. Questo è solo l’inizio, noi non ci scoraggiamo, si tratta solo di abituarsi, perché alla fine frequentiamo da pochi giorni”, interviene Michela.
Sovrapposizioni di orario, interviene il Polo Didattico
Matricole al Polo didattico per richiedere un intervento risolutore: “l’accavallamento dei corsi di lingua è avvilente. Abbiamo esposto il problema al Polo didattico, ma ci hanno detto che è difficile evitare la sovrapposizione, perché ci sono circa quaranta lingue da programmare negli orari. Ci sarà a breve anche il problema con il lettorato, quando inizieranno questi corsi verso la fine di ottobre”, spiega Marianna. Poi cita un esempio: “Geografia sociale e culturale si accavalla con Letteratura italiana contemporanea e non so ancora quali dei due mi conviene trascurare, dal momento che – pur anticipandomi un paio d’ore prima – mi è toccato sempre seguire entrambe dal corridoio. Bisogna assegnare una priorità, se Storia moderna e Letteratura Inglese combaciano, si dà a prescindere la precedenza alle lingue, perché la storia si studia con più facilità da un manuale rispetto all’analisi di un testo del ’700 in inglese”. Grazie alle numerose segnalazioni, i primi interventi: “credo che gli studenti abbiano una voce determinante sulla redistribuzione della didattica, purtroppo L’Orientale è piccola e i corsi sono tanti. Il Polo didattico ci ha spiegato che su 500 corsi si riesce al massimo a cambiare 10 orari di quelli coincidenti. Molti di noi, ad esempio, avevano problemi a seguire Letteratura Inglese, a causa della coincidenza con gli orari di Storia moderna. L’abbiamo segnalato ed ora gli orari di inglese sono cambiati! Chiaramente, se Lingua Romena e Lingua ebraica si accavallano, il problema è di pochi e non sarà mai risolto. Noi studenti ci stiamo impegnando per segnalare almeno corsi delle lingue delle stesse annualità che, per forza di cose, è impossibile seguire in contemporanea. Non chiediamo che tutti i problemi vengano risolti, ma quanto meno tamponati: è un nostro diritto”, spiega Giorgio Amalfitano, studente di Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe. 
Tragitti da supereroi
Tuttavia, alcuni studenti preferiscono cambiare subito lingua per non arretrarsi dal primo momento: “Mi sono appena iscritto e già sto facendo tragitti da supereroe, ma lo spostamento tra le sedi si risolve facilmente. L’impiccio è che gli orari delle due lingue che ho scelto, cinese e francese, coincidono. E questo non è un caso unico, perché anche gli abbinamenti tedesco-arabo e arabo-spagnolo coincidono negli orari. Capisco che questi siano problemi comuni, ma l’eventualità di seguire due lingue per noi nuove a settimane alternate è molto demoralizzante. Una decina dei miei amici che seguivano arabo proprio per questo motivo hanno cambiato con francese. Già una lingua nuova è problematica da sé, noi studenti vogliamo impegnarci con tutta la volontà possibile, ma non possiamo evitare di seguire le prime lezioni, trascurandone altre di lingua, o provando ad ascoltarle dall’atrio aspettando che le notizie arrivino come se fossimo al gioco del telefono”, reclama Vincenzo Coppola di Lingue e Culture comparate. 
Sabrina Sabatino
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