Manutenzione “abbiamo cominciato a normalizzare la situazione aulario”

“Qualsiasi disfunzione va certamente corretta. Devo dire che però, talvolta anche gli studenti hanno le loro piccole responsabilità: bisogna tener conto delle proroghe per gli esami e delle varie agevolazioni. Perdura la fase transitoria dal vecchio al nuovo ordinamento e questo non ci consente di mettere tutto a regime”, risponde agli studenti il Preside della Facoltà prof.Giovanni Persico. Il Preside assicura che, quando il 31 gennaio finirà questo periodo di assestamento, la situazione migliorerà ma è anche vero che, proprio grazie alle disposizioni provvisorie, gli studenti possono godere di più sedute d’esame. “Avere più appelli significa accrescere l’impegno dei professori e, dunque, comporta avere disfunzioni nella didattica. In ogni caso sto cercando assieme alla professoressa Paola Izzo, Presidente del Corso di Laurea, di prorogare di un mese la disposizione per consentire ulteriori agevolazioni”.
“L’insegnamento della medicina deve seguire dei percorsi stabiliti. Vi sono degli esami propedeutici. Per esempio non posso affrontare l’esame di Chirurgia se non ho studiato l’Anatomia”, spiega il Preside a cui riferiamo il disagio degli studenti per l’accorpamento di più materie in un unico esame. “L’intento era quello di ridurre il numero delle prove per abbreviare i tempi di studio – chiarisce – Personalmente ritengo che si impieghi lo stesso tempo sia per studiare quattro esami da sostenere separatamente, sia per affrontarli tutti e quattro assieme”. Il Preside sottolinea che, invece, è importante, una volta individuata la specializzazione più congeniale a sé, dedicare più tempo a quella materia per cercare di ottenere un buon voto. “D’altra parte c’è un’affinità tra gli esami che fanno voto unico”, sostiene.
Gli facciamo presente la difficoltà dei ragazzi di essere contemporaneamente presenti in corsia, per il tirocinio, ed alle lezioni. “E’ vero! – esclama – Cercheremo di correggere queste sovrapposizioni, anche se conciliare gli orari non è facile, data la lunghezza del periodo dell’internato.”
Secondo gli studenti le date di appello si accavallano, perché chi le coordina non tiene conto delle esigenze dei docenti, che esercitano anche la professione medica. “Il fatto che i docenti facciano anche i medici ha scarso valore, perché i professori devono fare i professori – ribatte il Preside – La verità è che, quando le date di appello diventano così numerose, diventa difficile una conciliazione. Con la professoressa Izzo stiamo studiando per far sì che queste date siano quanto più compatibili con i corsi.” 
Il prof. Persico si sta anche occupando di trovare il modo per agevolare i vecchi laureati che, non avendo svolto le ADE, si trovano con un punteggio insufficiente per entrare nella Scuola di Specializzazione. “Stiamo studiando il sistema per convertire il tirocinio in ADE” rivela.
Dato il grande numero di iscritti, è singolare che gli esami si possano prenotare solo recandosi in segreteria o nei dipartimenti. I Chioschi telematici non funzionano ed il sito non consente le prenotazioni. “Questo non dipende dalla Facoltà ma cercheremo di farlo presente all’Amministrazione Centrale”, risponde il Preside.
Anche le sedie delle aule più grandi non sono in perfetto stato… “Da qualche tempo c’è la manutenzione -prosegue- Abbiamo cominciato a normalizzare il sistema aulario ma abbiamo dato priorità agli interventi più importanti, perché i soldi a disposizione sono pochi. Abbiamo eliminato le infiltrazioni d’acqua dappertutto, tranne che nell’edificio 20. Stiamo completando la ristrutturazione dei servizi igienici, poi passeremo ad accomodare le sedie”.
Sulla carenza di aule studio: “reperire nuovi spazi all’interno del Policlinico è praticamente impossibile – afferma il Preside – Se riusciremo ad aprire altre due aule nelle Tensostrutture, ne potremmo dedicare una allo studio pomeridiano degli studenti”.
Gli studenti propongono di prestare attenzione anche ai viali: non ci sono panchine né per loro, né per i familiari dei pazienti. Il Preside si dice d’accordo “ma solo in alcuni posti perché un ospedale necessita di una sua viabilità. Pur tuttavia possiamo individuare delle zone in cui collocare delle panchine. Ma questo non dipende dal Preside. Bisognerà coinvolgere l’Azienda”.
Ma.Pi.
- Advertisement -




Articoli Correlati