Marco e Andrea, la Fisica: una vocazione

“Ho scelto Fisica perché non avrei potuto fare diversamente. Ho preferito un percorso di studi che mi formerà ad un lavoro che mi piace”, afferma Marco Cianciaruso, primo anno di Fisica, ex-studente del Liceo Alberti, il napoletano meglio classificato all’ultima edizione delle Olimpiadi della Fisica di Senigallia. “Mi sono classificato nella fascia che prevede una menzione d’onore tra il 15esimo e il 30esimo posto”. La passione di Marco per la scienza è cresciuta nel tempo.  “Ho incontrato la Fisica alle scuole medie, anche allora ho partecipato a delle gare. La materia mi aveva appassionato, ma era rimasta nel subconscio. Poi l’ho ritrovata al terzo anno del liceo scientifico”. La svolta: una malattia contratta nel corso del quarto anno di scuola. “Mi è venuta la mononucleosi e sono stato un mese a casa. Navigando in rete, ho scoperto le Olimpiadi. Ho provato a svolgere qualche problema e ho deciso che avrei partecipato all’edizione successiva”. L’esperienza è di quelle che lasciano il segno. “Anche se c’erano delle persone che non parlavano d’altro, è stato un viaggio in un altro mondo. Quando sono tornato a casa, mi sentivo drogato”. L’impatto con l’università è stato buono e la preparazione per le Olimpiadi si è rivelata preziosa. “La voglia di competere mi ha spinto a studiare autonomamente, a trovare le motivazioni, così l’impatto con l’università è stato più semplice. Ancora adesso, se dovessi ripetere quegli esercizi, li rifarei come allora e non ho ancora avuto il coraggio di avvicinarmi ai test internazionali”. Marco ha già sostenuto due esami, Geometria e Analisi 1 (superati rispettivamente con 30 e lode e 30). “Odio tutti quei teoremi. Li faccio solo perché sono uno strumento per la fisica”, dice. Nel suo futuro, Marco vede la ricerca. “Non so neanche cosa significhi esattamente. So solo che mi affascina tutto quello che riguarda la Meccanica Quantistica, un campo ancora da esplorare”. 
“Penso che chiunque sia iscritto a Fisica, desideri fare ricerca. Credo sia una sorta di chiamata, una vocazione. Per come è messa la ricerca in Italia, non possono certamente esserci stimoli di tipo economico”, sostiene Andrea Colonna, matricola di Fisica, con alle spalle diverse partecipazioni sia alle Olimpiadi della Matematica che a quelle della Fisica. “Il mio Liceo, lo Sbordone, ha una lunga tradizione e molti ragazzi hanno partecipato a queste competizioni. È stato naturale propormi”.  All’edizione nazionale delle Olimpiadi della Matematica che si sono svolte a Cesenatico, ha vinto una medaglia di bronzo. “È un’esperienza sbalorditiva. Se ti trovi in un ambiente produttivo e stimolante, vieni invogliato a coltivare una passione e a capire che è effettivamente quella la strada che vuoi seguire”. La preparazione per Olimpiadi gli è tornata utile ma non tutti i professori apprezzano questi tipo di percorso. “Alcuni docenti universitari ritengono che le Olimpiadi non ti diano un metodo ma che sfruttino solo l’intuito. C’è chi lo definisce ‘lateral thinking’. Invece, il metodo è proprio la principale lezione che le gare ti impartiscono. Inoltre, si utilizzano conoscenze che vanno al di là di quanto si studia a scuola”. 
La passione per le discipline scientifiche viene da lontano: “da piccolo volevo diventare paleontologo”. Della sua scelta universitaria, Andrea dice che è stata dettata da ragioni elettive. “Il Corso di Laurea in Matematica avrebbe significato affrontare altre discipline solo in via secondaria. Fisica, invece, mi offre una preparazione un po’ più a largo spettro”. Nella vita di Andrea, non c’è solo lo studio. “Suono la tastiera da autodidatta e sono in un gruppo con altri studenti universitari”. Il presente è fatto di esami e di prove intercorso superate con successo, ma lo sguardo è altrove, alla ricerca. “Molte cose mi affascinano. Lavorare ad un acceleratore, per esempio, ma credo che sia un sogno molto popolare. Non mi dispiacerebbe nemmeno la Fisica Teorica, è un lavoro molto matematico”.
Simona Pasquale
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