Matematici, fisici e analisti dei dati: persone “normali”

Non sono affatto ‘strani’ matematici, fisici e analisti di dati. Sono persone “normali”, come tutti, che hanno tanti interessi ulteriori oltre a calcoli e analisi. Ci scherzano su i giovani relatori che accompagnano i professori Umberto Dello Iacono, Antonio Castrillo e Rosanna Verde nella presentazione dell’offerta Triennale del Dipartimento di Matematica e Fisica. Attenzione da parte dei docenti, ampia possibilità di scelta e apertura internazionale sono gli ingredienti che condiscono il racconto dell’assegnista di ricerca Marco Menale: “Spero che la mia esperienza sia uno stimolo per chi ha dentro il germe di queste discipline – esordisce – Durante gli studi sono stato molto seguito dai professori. Ho svolto una bellissima esperienza Erasmus a Lipsia e mi sono talmente appassionato da aver coltivato all’estero anche una parte della tesi”. Le possibilità di lavoro per un matematico sono tante: “Ho frequentato anche un Master prima del Dottorato. Tutto concorre al raggiungimento dei propri obiettivi”. “Ho fatto un giro immenso prima di arrivare qui – prosegue la dottoranda Maria Stella De Biase – Al liceo mi fu detto che se avessi scelto Matematica non avrei avuto altra possibilità che insegnare, così mi iscrissi ad Ingegneria. Ma mi sentivo fuori luogo, presi il coraggio a quattro mani e passai a Matematica. A quel punto mi si aprì un mondo”. E di lavoro ne ha trovato: “Ho avuto un’esperienza a Roma, poi in un’azienda più vicina alla ricerca che si occupa di software per il campo medico. Lì ho capito che un matematico può affiancare un medico, un ingegnere, chiunque, perché abbiamo le basi per imparare ad ascoltare e capire qualunque disciplina. E poi ho sentito di nuovo il desiderio di tornare all’università”. È ancora una studentessa Roberta De Fazio: “All’inizio non avevo idea di cosa facesse un matematico. Durante l’ultimo anno di Triennale, poi, ho avuto la mia prima esperienza in azienda. Matematica è ricca di stimoli e di possibilità”. Sul versante Fisica, c’è Salvatore Manfredi: “Di recente ho incontrato un amico che studia, brillantemente, Filosofia. Non sa se continuare con gli studi poiché sostiene che la dad abbia acuito la distanza tra università e studente. Questo non è successo a noi. Nonostante si lavori con i numeri, non siamo affatto numeri”. E concorda con Vittorio D’Agostino nel dire che “la crisi non ha impattato sulla qualità della didattica, in particolare sulle esperienze di laboratorio. Collegandoci in remoto abbiamo svolto tutti gli esperimenti e le esercitazioni”. Invita ad esplorare i diversi ambiti della Fisica la dottoranda Stefania Gravina: “Questo è un bene perché potrete capire cosa desiderate davvero. La Fisica è internazionale. Al momento, ad esempio, sono al Circe dove ci sono ricercatori che arrivano da almeno 15 paesi europei e non. Per la tesi, ricordo, fui seguita da un dottorando indiano, il che fu ottimale per perfezionare l’inglese”. Sulla lingua ritorna anche Antonio Mastroianni, terzo anno di Data Analytics: “Studi di questo tipo parlano inglese ed è importante allenarsi sin da subito. Consiglio questo Corso, poi, alla luce dei collegamenti con molteplici settori che offre. I dati servono ovunque”.

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