Mete Erasmus meno classiche: aumentano gli accordi con i Paesi baltici

Sedi Erasmus e per double degree nuove e confermate rispetto all’anno scorso per i Dipartimenti di area economica. Novità assoluta Vilnius in Lituania, restano Bordeaux, Bratislava, Chemnitz, Riga, Pamukkale in Turchia, Rijeka in Croazia e le più ordinarie Ciudad Real, Madrid, Toledo e Vienna. “L’obiettivo è diversificare il più possibile i partner e i Paesi, allo scopo di un’apertura mentale che vada al di là delle mete più classiche. I Paesi baltici, ad esempio, si stanno affacciando al business internazionale”, afferma la prof.ssa Chiara Cannavale, referente per Bourdeaux, Bratislava e Pamukkale. “A Bratislava l’Università è molto dinamica, forte sui metodi quantitativi e finanziari. È un Paese che cambia velocemente e scuote un po’ la staticità italiana. Il percorso è interamente in lingua inglese, non è richiesta la lingua locale, quindi chi sceglie questa meta può sviluppare competenze linguistiche che gli serviranno poi nel lavoro”. L’anno scorso una ventina di studenti sono partiti per questa meta al Dipartimento di Studi Aziendali e Quantitativi, “nonostante ci fosse stato un problema relativo alle selezioni partite in ritardo, valide solo per il secondo semestre. Quest’anno siamo in tempo, quindi mi aspetto più domande, che arrivano purtroppo in maniera ridotta per vari motivi cui stiamo tentando di porre rimedio: innanzitutto la disinformazione, ecco perché ora diffondiamo le notizie attraverso il web di Ateneo e la pagina facebook del Dipartimento”. Altro problema le integrazioni: “prima vi erano incertezze sul learning agreement, che ora non ci sono, poiché lo studente viene supportato da un tutor che gli dice esattamente quali esami sostenere per non dover integrare crediti. La terza è di solito una difficoltà di budget, per cui abbiamo cercato sedi dove il costo della vita non è molto alto. In ultimo la lingua: non tutti avevano la certificazione B2 di inglese, cosa che oggi è indispensabile e che si sta diffondendo pian piano”. Unica sede in cui è richiesto il francese è Bordeaux: “qui si lavora molto nelle piccole imprese e nel turismo. Ha incrementato l’internazionalizzazione negli ultimi anni, istituendo corsi in inglese per stranieri, in modo da perfezionare due lingue, se viene scelta come sede”. Attivi double degree in Economia Aziendale sia per Bordeaux che Chemnitz in Germania. Altra meta che si sta affacciando all’interesse degli studenti è Pamukkale: “non è ancora gettonatissima, ma stanno imparando a conoscerla, perché offre molte opportunità interessanti. Innanzitutto è facile ottenerla, dato che le richieste non sono altissime, poi è un Paese emergente che dà la possibilità di formarsi in un clima multiculturale, crocevia tra Oriente e Occidente”.
Il prof. Marco Ferretti è invece responsabile della nuova sede di Vilnius: “meta importante per chi vuole occuparsi di Marketing, in risposta all’attivazione del nostro Corso di Laurea Specialistico in Marketing e Management Internazionale, con il quale sarà attivo il double degree da settembre per un semestre di scambio permesso a due studenti, al momento che gioveranno di un doppio titolo”. Lo spunto della meta è nato grazie alla collaborazione di Vincenzo Russo, Console Onorario della Lituania a Napoli: “durante un convegno di carattere medico abbiamo chiuso l’accordo con il Prorettore della sede: un Ateneo con una grande storia e tradizione alle spalle, in un luogo che garantisce una qualità di vita molto elevata, dove è presente già una piccola comunità di italiani”. Andare a Vilnius in Erasmus è anche conveniente: “le tasse universitarie lì costano 4.000 euro l’anno, mentre qui un quarto, quindi lo studente può frequentare dei corsi più costosi, avendo pagato tasse italiane, con una qualità di formazione molto alta dei professori. Per contro, il costo della vita è più basso che in Italia, quindi si può prendere una stanza in un appartamento condiviso, a soli 80 euro”. Apre inoltre un ponte con i Paesi baltici e quelli scandinavi: “grandi aziende come la Grimaldi hanno pensato di trasferire la propria sede in Finlandia ad esempio. La Lituania garantirebbe un canale privilegiato, con il vantaggio che è un mercato poco sfruttato, che si sta aprendo ad uno scenario internazionale. Il costo del lavoro è molto basso e il tasso d’inflazione vantaggioso, per cui le aziende italiane stanno già pensando di trasferirsi lì. La vicinanza strategica alla Germania non è da sottovalutare”. Lo stile di vita è altrettanto vantaggioso: “non c’è delinquenza ed è equilibrato dal punto di vista sociale”.
Allegra Taglialatela
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